Dal greco “physis”, l´apparire del corpo, e “kinesis”, movimento, la Fiosiokinesiterapia è una branca di estrema importanza della Medicina Riabilitativa che ha come scopo l´acquisizione o il recupero delle normali funzioni motorie da parte degli individui colpiti da patologie muscolo-scheletriche di varia natura.
Questa disciplina si occupa di curare la maggioranza di queste patologie.

CENNI STORICI

La bellezza fisica era per gli antichi greci una condizione necessaria per un comportamento nobile ed intellettuale. Non a caso, già nel 460 a.C., i medici più conosciuti dell´antichità, gli ellenici Ippocrate e Galeno, “prescrivevano” ai loro pazienti massaggi, tecniche di terapia manuale e idroterapia (trattamenti con l´acqua) come vere e proprie cure: essi possono essere considerati quindi i primi fisioterapisti di tutti i tempi.
Alla fine del ´700, con lo sviluppo di discipline riabilitative come l´Ortopedia (disciplina che studia le patologie dell´apparato locomotore), si iniziano ad inventare apparecchiature come il Gymnasticon: una sorta di bicicletta fissa, costituita da pedali e bracci snodabili il cui scopo era esercitare tutte le articolazioni che avevano subito traumi di vari individui. Si iniziò così a curare malattie come la gotta (malattia caratterizzata da attacchi di artrite acuta) con questo tipo di esercizi sistematici che di lì a poco si sarebbero evoluti nei successivi sviluppi della fisioterapia.
Fu Henrik Ling, insegnante di ginnastica svedese, che  fondò, nel 1813, il “Royal Central Institute of Gymnastics” (RCIG), centro per massaggi, manipolazioni ed esercizi.
A partire dalla Svezia, la disciplina fisioterapica, venne riconosciuta in altra nazioni europee e, nel 1921, gli Stati Uniti, resero pubblico il primo lavoro di ricerca sulla “PT Review” (Analisi della Fisioterapia).
Tra i due conflitti mondiali, i trattamenti consistevano in trazioni, massaggi ed esercizi, mentre, solo nell´immediato dopoguerra si iniziò a praticare la manipolazione delle articolazioni.
Dopo questa decade, i tecnici di fisioterapia iniziarono a praticare anche al di là dei servizi ospedalieri e le loro terapie vennero introdotte in ambulatori ortopedici, scuole pubbliche, università e centri di riabilitazione.
Al giorno d´oggi, la fisiokinesiteapia e, più in generale, la fisioterapia, hanno acquisito una tale rilevanza da divenire discipline completamente autonome: tanto per dare un´idea dell´importanza di queste tecniche di terapia, oggi non è possibile aprire un centro o un ambulatorio di riabilitazione se non si ha a disposizione un locale da dedicare a palestra.

SCUOLE DI FORMAZIONE, UNIVERSITA´ E CORSI DI AGGIORNAMENTO

Per scegliere la professione di fisioterapisti o fisiokinesiterapisti, si deve essere laureati in Fisioterapia. Vi sono corsi specifici presso le università di: Ancona, Bari, Bologna, Brescia, Catania, Catanzaro, Chieti, Ferrara, Firenze, Foggia, Genova, L´Aquila, Messina, Milano (Sacro Cuore, Milano, Milano-Bicocca, San Raffaele), Modena, Napoli (Federico II e Seconda), Padova, Palermo, Parma, Pavia, Perugia, Pisa, Roma (La Sapienza e Tor Vergata), Sassari, Siena, Torino, Trieste, Udine, Como e Varese, Vercelli e Verona. Ognuna di queste offre un percorso di ricerca specifico in un ramo della fisioterapia come:  Autoterapia e Kinesiologia, Kinesiologia Medica, Scienze e Tecniche dell´Attività Motoria Preventiva e Adattata, Psicomotricità e tante altre specializzazioni consultabili online al sito www.emagister.it/universita_di_fisioterapia
Per quanto invece riguarda i corsi di aggiornamento in tutte le regioni italiane, sono tenuti corsi di aggiornamento ECM ( Educazione Continua in Medicina) per fisioterapisti ed esperti del settore consultabili on line dal sito www.corsiecm.info/professioni/corsi-ecm-fisioterapista.

PRESENZA IN ITALIA ED EFFICACIA SULLA POPOLAZIONE

Da quasi mezzo secolo la professione del Terapista della Riabilitazione, ovvero del Fisioterapista, è riconosciuta ufficialmente in Italia. Nonostante ciò, ancora questi tecnici riabilitativi, non godono dei vantaggi di possedere un proprio ordine ed un proprio albo professionale, così come avviene nella maggior parte degli altri paesi europei e del resto del mondo, causando in questo modo il pericoloso fenomeno dell´abusivismo di questa professione. Questo è una delle nobili rivendicazioni dell´AIFI (Associazione Italiana Fisioterapisti), un´associazione di volontariato senza fini di lucro con sedi in sparse in tutte le regioni.
I dati positivi d´altro canto, riguardano l´incremento del numero di centri specializzati e laboratori in tutta Italia, segnale della fiducia che ripone la popolazione italiana in queste terapie intente a riportare alla normalità la vita di tutti i giorni dopo aver subito traumi ed incidenti più o meno gravi.
Aumentano anche le iniziative con le scuole: vengono organizzati incontri con specialisti al fine di istruire gli studenti ad adottare una corretta postura in classe.
Da alcuni anni, infine, si organizza nel mese di settembre, la Giornata Mondiale della Fisioterapia: l´intento è quello di educare la popolazione mondiale sul movimento come fonte di salute e sull´attività fisica come primo strumento contro la lotta all´obesità.

TRATTATO DESCRITTIVO

La Fisiokinesiterapia è una disciplina riabilitativa che sfrutta il movimento: in seguito ad un trauma, un intervento chirurgico, una immobilizzazione prolungata (gesso, tutori) un´articolazione può perdere la capacità di muoversi nei i suoi piani fisiologici per una riduzione di elasticità tissutale. L´obiettivo di questo settore è quello di facilitare il recupero della corretta funzione articolare di una o più articolazioni.
Il suo campo d´azione e le metodologie delle varie terapie variano a seconda delle patologie da cui derivano i malfunzionamenti del corpo umano.

Terapia per le Patologie Neurologiche

Sono quelle malattie che attaccano il Sistema Nervoso Centrale (cervello, cervelletto, encefalo e midollo spinale) come: l´ictus, il morbo di Parkinson, il morbo di Alzheimer e la Sclerosi Multipla.
Per lavorare su queste patologie si possono utilizzare diverse tecniche inventate da illustri terapisti:
-Vojta
E´un metodo di riabilitazione applicato, in particolar modo, a bambini con problemi motori sin dalla nascita. Consiste nella stimolazione precoce e ripetuta di movimenti fisiologici come quelli delle articolazioni del gomito e del calcagno (le “zone grilletto”) inducente la comparsa di riflessi di locomozione.
-Kabat
E´ un metodo analitico, ma non una vera e propria tecnica. Molto usato nella riabilitazione delle paralisi celebrali infantili ma anche negli adulti. Esso si basa sul principio che l´organizzazione motoria può avvenire sia lavorando sull´aspetto funzionale, sia su quello meccanico indotto che influenza il sistema nervoso centrale.
-Bobath
Particolarmente usato per curare le grandi sindromi neurologiche come l´ictus. Il “Concetto Bobath” prevede che, durante il trattamento, siano presenti tutte le figure che ruotano attorno al paziente (famiglia, specialisti, medici), così da creare continuità durante la giornata e non solamente limitare questo incontro alla durata del trattamento.
Prevede una valutazione che spazia sulle capacità residue di movimento del paziente, e come il paziente sa eseguire ciò di cui ha bisogno per accudire se stesso, in modo da poter migliorare la qualità di vita.
-Castillo Morales
Concetto che prevede lo sviluppo generale delle capacità sensoriali e motorie con un´attenzione specifica al trattamento sulla regione orofacciale (alla zona della bocca). Inoltre, il coinvolgimento attivo dei genitori e le persone care quando si arriva ad una diagnosi e per tutto il corso della terapia, è considerata di vitale importanza.
Per questo tipo di patologie non esiste un metodo oggettivamente più appropriato di un altro, ma tutto viene svolto in base alla malattia e ai sintomi del paziente. In un caso di “lieve” ictus, ad esempio, in sei mesi al massimo, il paziente potrà, con una rieducazione mirata, riprendere le funzioni perdute o imparare un compenso sostitutivo che gli faccia svolgere tutte le normali attività.
I bambini che nascono con la paralisi cerebrale infantile necessitano di più tempo per imparare a gattonare, strisciare, sedersi e camminare, ma con anni di lavoro si possono conseguire risultati insperati.

Terapia per le Patologie Ortopediche

Le malattie di interesse ortopedico sono affezioni dell´apparato locomotore come: artrosi dell´anca, l´artrosi del ginocchio, le meniscopatie, l´alluce valgo e tante altre.
In quest´ambito i metodi di fisioterapia tradizionale uniti a quelli elaborati da esperti fisioterapisti, portano i risultati migliori.
-Patologie della Colonna Vertebrale
Quando queste infiammazioni raggiungono gli arti inferiori, come nel caso della sciatica, o quelli superiori (cervico brachialgia), il metodo Mckenzie, con i suoi esercizi e posture, si rivela quello più efficace ad eliminare i sintomi. Questo metodo si basa sul mantenimento di posture corrette e sull´esecuzione di alcuni specifici esercizi per trattare alcune forme di mal di schiena e di torcicollo, quelle cioè causate da cause di tipo meccanico, legate cioè al mantenimento di posture scorrette o all’esecuzione di movimenti dannosi.
Altre metodiche basate su manipolazioni, stretching ed esercizi, sono state elaborate da Maitland, Kaltenborn e Cyriax.
-Fratture
Di fronte ai pazienti che hanno subito traumi da frattura, al momento iniziale della riabilitazione, le loro articolazione presenteranno rigidità e  i muscoli saranno deboli. In un primo momento sarà il terapista stesso ad effettuare il movimento sul paziente (mobilizzazione passiva) e lo stretching per ridurre l´eccessiva rigidità. Gli esercizi in palestra, in seguito, aiuteranno  i muscoli a rinforzarsi ed infine le tecniche riabilitative contribuiranno a riacquistare sicurezza nelle attività di tutti i giorni.
Le finalità di questi trattamenti sono di rendere la capsula articolare più elastica così da permettere più ampiezza nel movimento, sempre rispettando la soglia del dolore del paziente.
Un caso interessante è quello di una ricostruzione del legamento crociato anteriore (legamento del ginocchio), frequente per la maggior parte negli atleti, che consiglia al paziente, oltre alla procedura “standard”, anche un ciclo di idrokinesiterapia, una fisioterapia nell´acqua che impedisce di perdere troppo tono al muscolo e ne mantiene l´allenamento.
Nel caso di patologie che vedono una diminuzione della densità ossea a causa dell´attività avanzata, come l´osteoporosi, per rallentare il rischio di fratture, il movimento è considerato la migliore terapia: più l´osso riceve stimoli, più aumenta al suo interno la deposizione di calcio.

Terapie per le Patologie Cardiovascolari

Le malattie cardiovascolari riguardano il cuore e i vasi sanguigni. Quelle che traggono beneficio dalla fisiokinesiterapia sono le patologie alle coronarie, ossia che comportano un´alterazione alla normale attività e all´anatomia delle arterie coronarie, i vasi sanguigni che portano sangue al cuore.
Delle sedute a intervalli regolari di ginnastica cardiocircolatoria rappresentano la migliore terapia per i pazienti che soffrono di questi disturbi: gli esercizi sono molto dolci e blandi e sono sempre seguiti e preceduti dal riscaldamento muscolare. In questo modo il muscolo cardiaco viene rinforzato e la frequenza del battito mantenuta a livelli bassi riducendo di molto i rischi di infarto.

Terapie per le Patologie dell´Apparato Respiratorio

Le malattie respiratorie impediscono ai pazienti la normale respirazione. Le più note sono asma, enfisemi e bronchiti. La patologia che trae maggiormente beneficio da questa disciplina è la BPCO, polmonite cronica ostruttiva. Essendo una malattia cronica, il paziente non può essere del tutto curato, ma diviene possibile apportare miglioramenti circa la qualità della vita.
Il movimento, costituito anche da semplici passeggiate, può migliorare la resistenza fisica.
In conclusione, si può affermare che, la fisiokinesiterapia, non si deve considerare in un discorso di recupero completo delle normali funzioni in senso stretto, ma piuttosto come un apprendimento delle proprie competenze e, allo stesso tempo, una prevenzione al peggioramento, da parte del soggetto interessato.