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Medicina ortomolecolare

Medicina ortomolecolare
La Medicina Ortomolecolare è una pratica terapeutica alternativa fondata sulla nutrizione.
L’assunto di questa disciplina è che si possa riequilibrare l’assetto biochimico della persona assumendo nella giusta dose sostanze chimiche naturali, come ad esempio i minerali, gli aminoacidi, gli enzimi e, soprattutto, le vitamine.
 
 
CENNI STORICI
 
La Medicina Ortomolecolare  (potremmo tradurre “delle giuste molecole nella giusta quantità”) è una disciplina molto recente, ma possiamo trovarne le origini negli anni ’40 del secolo scorso. 
 E’ in quegli anni, infatti, che il ricercatore Frederick Klenner, (1907–1984) iniziò a sperimentare, durante la sua attività di medico in North Carolina, una nuova cura per la poliomielite attraverso ingenti dosi di vitamina C.  I fautori della medicina ortomolecolare lo vedono come il padre fondatore di questo nuovo campo di ricerca, benché non sia mai stato del tutto dimostrato il valore clinico dei suoi esperimenti.
L’invenzione del termine "ortomolecolare" si deve  nel 1968 al premio Nobel per la chimica Linus Pauling.  L’intuizione di Pauling era teorizzare che nel corpo umano siano già presenti delle sostanze che, se concentrate e sviluppate, sono in grado di prevenire e curare le malattie.
Elaborando la sua teoria con lo psichiatra Abram Hoffer (che applicava gli stessi principi nella cura della schizofrenia),  Pauling ha sostanzialmente fondato la disciplina. 
Schematizzando, egli sosteneva che l’utilizzo di megadosi di vitamina C poteva essere un importante supporto alla cura di diverse malattie, dal più banale dei raffreddori fino al cancro. Queste affermazioni suscitarono clamore e reazioni negative nella comunità scientifica, anche perché Pauling asseriva che diverse malattie dell’uomo moderno (dalla depressione alla schizofrenia) derivavano anche dall’assunzione indiscriminata di farmaci.
Dopo diverse battaglie dialettiche tra i fautori della medicina ortomolecolare e membri dell’accademia scientifica nel corso degli anni ’70 e ’80, negli ultimi anni ci sono stati numerosi esperimenti, sia per dimostrare la validità delle tesi di Pauling che per negarla.
Se gli esiti sono ancora controversi per quello che riguarda la vitamina C, finora i risultati delle ricerche sulla vitamina E e altre sostanze consigliate da Pauling in dose massiccia hanno smentito nettamente le sue affermazioni.
 
Presenza in Italia ed efficacia sulla popolazione
In Italia la Medicina Ortomolecolare è stata introdotta dal Prof. Adolfo Panfili, presidente dell´Associazione Internazionale di Medicina Ortomolecolare (A.I.M.O.) su incarico del fondatore della disciplina,  il premio Nobel Linus Pauling. Essa è l´unica struttura autorizzata direttamente da Pauling a svolgere formazione, informazione e diffusione di questa disciplina.
Si propone la terapia anche nella cura di menopausa, osteoporosi, arteriosclerosi, autismo, depressione numerosi altri disturbi. Per quanto il messaggio generico di un ritorno ad una dieta sana e naturale non possa non essere apprezzato, sottolineiamo come il valore di questa terapia non sia ancor oggi riconosciuto dalla medicina ufficiale, nonostante il prestigio accademico del suo fondatore.
 
Scuole di formazione, università e corsi di aggiornamento
Corsi di formazione di medicina ortomolecolare sono organizzati dalla Scuola Italiana di Scienze Naturopatiche (con sedi a Bari, Cagliari, Catania, Lecce, Messina, Palermo, Reggio Calabria, Salerno, Sassari), anche se il punto di riferimento nazionale rimane sempre l’ A.I.M.O, con sede a Roma.
 
 
TRATTATO DESCRITTIVO
 
Nelle intenzioni di Pauling il termine “medicina ortomolecolare” doveva indicare il mantenimento della buona salute e la cura delle malattie ottenuti attraverso la concentrazione di sostanze necessarie per la vita e già presenti nel nostro organismo.
Secondo i suoi allievi la dieta proposta da questo tipo di nutrizione rispetta l’equilibrio biochimico di ognuno di noi in base a delle norme innate nell´uomo, regole ataviche che il progresso industriale e la società moderna ci hanno fatto dimenticare e abbandonare.
Uno degli assunti fondamentali di quella che è una vera disciplina di vita è che l’alimentazione moderna è fatta per lo più di cibi inutili, mangiati per gola  o per induzione sociale. La convinzione diffusa che le proteine aiutino la forma fisica e combattano l’invecchiamento è per Pauling un falso mito. Al contrario, secondo le sue tesi, l’eccesso di proteine è senz’altro dannoso per la salute. Una delle dimostrazioni addotte è che la percentuale di proteine presente nel latte materno (dunque nel periodo della nostra vita in cui abbiamo le maggiori esigenze nutrizionali di tutta la nostra esistenza) è circa un decimo di quelle assunte mediamente da un adulto. 
Da qui scaturiscono alcune norme che capovolgono alcune convenzioni dell’alimentazione moderna: ridurre al 5 % della propria dieta le proteine, i lipidi massimo al 20 % e il restante 75% riempirlo con carboidrati non raffinati, per cui frutta e verdura crude.
Altre linee generali, che vanno ad addolcire gli aspetti un po’ più estremi di questa disciplina, sono l’evitare ogni tipo di stress, abolire il fumo e limitare il più possibile l’alcool, mantenersi costantemente in forma fisica, e integrare la dieta con massicce dosi di vitamine e minerali.
Si sa che Pauling scommetteva  molto delle sue teorie sulle proprietà della vitamina C, considerando la cosiddetta “terapia megavitaminica” un pilastro della medicina ortomolecolare.
Ora, se da un lato sono indiscusse le proprietà di questa vitamina nel rafforzare il sistema immunitario e il lavoro degli enzimi, dall’altro l’assunzione di alte dosi potrebbe scatenare effetti collaterali molto seri, come dimostrato da numerosi esperimenti. Si va da disturbi gastro-intestinali all’insonnia, dalla nausea ad addirittura un aumento della mortalità.
In generale, ci sentiamo di accogliere l’invito di Pauling ad un’alimentazione più naturale ed ad uno stile di vita più equilibrato, ma, proprio in nome dell’equilibrio, non ci sentiamo di consigliare le sue terapie megavitanimiche, se non altro per  le evidenze scientifiche che le smentiscono.
 
 
 
 
 
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