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naturopatia

naturopatia
La naturopatia (o medicina naturopatica o naturale: dal latino natura e dal greco pathos, ovvero “empatia, risonanza con la natura”) è un sistema di medicina complementare basato su un approccio olistico (secondo il quale cioè l’essere umano è una totalità organica, dal greco holos) che utilizza rimedi naturali nella convinzione che sia la vitalità corporea a conservare e curare se stessa. La naturopatia comprende discipline diverse come l’idroterapia, la riflessologia plantare, la cromoterapia, l’aromaterapia etc.
 
 
 CENNI STORICI
 
 Il termine naturopatia (dal latino natura e dal greco pathos: più o meno traducibile con “empatia, risonanza con la natura”) è relativamente giovane: risale al 1895, ed è stato coniato da John Scheel. Tuttavia le intuizioni che sono alla base di questa disciplina hanno una storia ben più lunga, nonostante la naturopatia moderna sia sicuramente anche  un’espressione dei nostri tempi. Il vitalismo, ad esempio (secondo il quale i fenomeni della vita non sono riconducibili ai principi della scienza meccanicistica, ma sono l’espressione di un’energia o flusso naturale), uno dei presupposti della naturopatia, aveva avuto nel XVII-XVIII secolo sostenitori eccellenti come il chimico G. E. Stahl, il neurologo J. Brown e il fisiologo F. Broussais. Inoltre l’idea di omeostasi o equilibrio sistemico, sebbene in parte legata alla biologia e all’ecologia moderne, è in se stessa molto antica: si pensi a Paracelso (1493-1541) e al padre dell’omeopatia Samuel Hahnemann (1755-1843), che concepiscono la salute come il dominio della forza o spirito vitale sulla psiche e sul corpo e la malattia come la rottura di questa armonia. Nella seconda metà dell’800 fiorisce un interesse non solo specialistico per teorie e metodi terapeutici “alternativi” al modello prevalente: è in tale contesto che il direttore dell’ospedale Prießnitz (Berlino), F. Schönenberger (1865-1933), diffonde l’idroterapia e in generale promuove un approccio “naturopatico” nella cura di diverse patologie. In realtà la naturopatia com’è attualmente concepita nasce dalla diffusione delle idee di padre Sebastian Kneipp (1821-1897) ad opera di Benedict Lust (1872-1945), noto come il “padre della naturopatia statunitense”. Kneipp è stato tra i primi a elaborare un sistema terapeutico che non prevedeva l’uso di farmaci e integrava discipline come l’idroterapia, l’erboristeria e il massaggio con una dietetica di ispirazione vegetariana e precetti improntati a una spiritualità sana e pragmatica. Secondo le parole di Lust, bisogna avere una “assoluta fiducia nelle forze cosmiche della natura umana”: un principio che tutti i naturopati avrebbero fatto proprio. Nel 1901 fu aperta negli U.S.A. la prima scuola di naturopatia e fino agli anni ’30 del ‘900 in venticinque stati dell’Unione la legge prevedeva licenze per chi, superati i corsi, intendesse esercitarla. Tuttavia l’avvento della penicillina e poi degli antibiotici e di altri importanti farmaci industriali segnò l’inizio di un lungo periodo di arresto per la diffusione e la regolamentazione della naturopatia: se si eccettua il National College of Naturopathic Medicine, fondato nel 1956 a Portland, Oregon, fino al movimento per la promozione delle terapie olistiche negli anni ’70 questa disciplina fu coltivata in un ambito molto più ristretto. Negli ultimi decenni, nonostante le inevitabili critiche della medicina ufficiale, l’interesse per la naturopatia è notevolmente cresciuto e si è accompagnato ad un maggior riconoscimento istituzionale-giuridico, dalla semplice tolleranza (come in Spagna e in Francia), all’equiparazione tra lo status di naturopata e quello di paramedico (Paesi Bassi), alla legittimazione di un più vasto ambito di attività (Germania e Gran Bretagna).
 
 
SCUOLE DI FORMAZIONE, UNIVERSITÀ E CORSI DI AGGIORNAMENTO
 
 L’offerta di corsi di naturopatia è estremamente diversificata, sia per l’ampiezza della disciplina (che comprende sotto la sua denominazione un gran numero di terapie olistiche), sia perché – di conseguenza – la maggioranza dei centri di medicina complementare e olistica prevedono dei percorsi di formazione in naturopatia. Di solito l’iter formativo è triennale e termina con un attestato il cui riconoscimento varia a seconda del centro che lo organizza.
 Riportiamo di seguito alcune delle scuole che tengono corsi di formazione in naturopatia:
 
Associazione culturale Il Cerchio di Bambù – Studio di Naturopatia – Scuola di REIKI 
Via Jacopo Sannazzaro 82 – 00141 Roma (RM)  
tel. 06 82000769 – cell. 329 2947461 
 
Centro di Bionaturopatia “La Sorgente”
Via Burolo 26 – 10010 Cascinette d’Ivrea (TO)  
tel. 0125617131 – cell. 3474555318 
 
MIHR Scuola di Naturopatia 
Via Don Minzoni 22 – 20052 Monza (MI)  
 cell. 349 6713985 – 340 8041795 
 
Scuola Italiana di Scienze Naturopatiche 
V.le S. Candura 83 – 93100 Caltanissetta (CL) 
tel. 0934 26646 – cell. 338 8057316 
 
Scuola Superiore di Naturopatia 
Via Pisa 23/13 –16146 Genova (GE)  
tel. 010 366494 
 
ABEI Scuola Superiore di Naturopatia 
Via B.Croce, 71 – 56125 Pisa (PI)  
tel. 050-938168 – cell. 393 4099841 
 
Accademia di naturopatia A.N.E.A. (sede nazionale) 
via Dei Tintori, 23 – 59100 Prato (PO)  
tel. 0574401615 – cell. 3473824864 
 
Centro di Naturopatia 
Piazza S. Giorgio, 8 – 46030 S. Giorgio di Mantova (MN)  
tel. 0376/408128 
 
Cippsu Centro Di Psicologia, Psicoterapia Scienze Umane, Scuola Di Naturopatia 
Rossini, 3 – 80128 Napoli (NA) 
tel. 081 5797021 
 
Dodecaedro Scuola di Naturopatia Cristalloterapia Aromaterapia 
Via Argentieri 15 – 39100 Bolzano (BZ)  
cell. 339.2453801 – 347.4215722 
 
Istituto Di Medicina Naturale Di Urbino – Scuola Italiana Di Naturopatia 
Via Dini Giannetto, 13 – Urbino (PS) 
tel. 0722 351420 – 0722350590 – 0722328175 
 
Istituto Europeo di Naturopatia e Reflessologia Olistica (Is.E.N.R.O.) 
Via Duca d’Aosta, 50 – 34170 Gorizia (GO)  
tel. 0481 536232 – cell. 340.2914048 
 
S.u.n.e. Società Universitaria Di Naturoparia 
Via Marancelli 62/64 – Padova (PD)  
tel. 049 773449 – cell. 347 0183761 
 
Scuola di Alta Formazione in Naturopatia MIRDAD 
Corso Moncalieri 203 – 10133 Torino (TO)  
tel. 011 538060 
 
Scuola Di Naturopatia 
Via L. Anelli, 1 – 20122 Milano (MI)  
tel. 02 58207923 
 
Scuola Italiana Di Heilpraktiker 
via Ronchi 16/8 – Milano (MI)  
tel. 02 70129233 
 
Scuola Italiana di Medicina Olistica (SIMO) 
Viale Col di Lana 6/A – Milano (MI) 
tel. 02 89420556 
 
Scuola Superiore di Naturopatia “L. da Vinci” 
Via Pezzingoli, 109 – 90046 Palermo (PA) 
tel. 0916460170 – cell. 3405898688 
 
 
 PRESENZA IN ITALIA ED EFFICACIA SULLA POPOLAZIONE
 
 In Italia la distinzione tra naturopati tradizionali e medici naturopati, non ha ancora un riconoscimento istituzionale: la naturopatia non è ufficialmente considerata una branca della medicina (convenzionale o complementare), ma una parte del settore del benessere (Progetto di Legge Lucchesi, 2005). Tuttavia le contraddizioni insite in questo approccio (non è possibile dare indicazioni su uno stile di vita sano e in grado di prevenire le malattie senza competenze mediche), lasciano pensare a un futuro sviluppo normativo: inoltre la naturopatia, piuttosto che come una singola disciplina, può essere intesa come una visione olistica della medicina e quindi come un unico tronco da cui emanano molti rami (idroterapia, kinesiologia, cromoterapia etc.).
 Come per altre forme di medicina complementare-alternativa, è difficile valutarne l’efficacia con metodi sperimentali o statistici: è però ragionevole sostenere, sulla base delle numerose ricerche effettuate in questi campi, che integrando l’approccio della medicina convenzionale (prescrizione di farmaci, ricorso alla chirurgia, agli esami ospedalieri etc.) con quello olistico-naturopatico (prevenzione, educazione ad uno stile di vita equilibrato etc.) si possono ottenere in molti casi risultati positivi e soprattutto duraturi.
 
 
 TRATTATO DESCRITTIVO
 
 Naturopatia è un nome nuovo per un’intuizione antichissima: la natura ha l’intrinseca virtù di preservare e guarire se stessa (i latini dicevano vis medicatrix naturae). Alla luce di questa consapevolezza, le terapie devono limitarsi a favorire, a non ostacolare questa continua opera di autoriparazione della natura con metodi “dolci” e non invasivi (o riducendo al minimo l’invasività): così vanno evitati il più possibile trattamenti come la chirurgia e l’uso di radiazioni e farmaci sintetici. Sul piano teorico, è necessario rigettare l’approccio della scienza moderna, nata dal meccanicismo che tende a considerare l’essere vivente alla stregua appunto di una macchina (di cui all’occorrenza bisognerà riparare o cambiare i “pezzi”), e recuperare invece la saggezza del vitalismo, che vede nei corpi la manifestazione dinamica della vitalità naturale. 
 La naturopatia riconosce sei principi di base che costituiscono una sorta di “giuramento” del medico naturopata: 
 1) Primum non nocere (per prima cosa, non recar danno): la cura del paziente deve evitare il più possibile di procurargli danni collaterali legati alla “violenza” o invasività dei trattamenti. Quindi il medico deve prescrivere terapie prive di controindicazioni e saper fare un passo indietro quando un percorso curativo implicherebbe un danno maggiore rispetto alla malattia stessa; 
 2) come abbiamo già visto, Vis medicatrix naturae (il potere della natura di curare e guarire se stessa): il medico non è che uno strumento, un servitore attento e riverente del dinamismo naturale, fondato su un’armonia che regola ogni contrasto e quindi ogni alterazione patologica. L’organismo vivente dispone di un sistema immunitario che tende a mantenere attivamente un suo equilibrio, i tessuti si rigenerano spontaneamente e anche a livello neurobiologico il sistema nervoso modifica la sua struttura sinaptica, adattandosi a rinnovate circostanze: le terapie non devono far altro che accompagnare e promuovere queste capacità funzionali innate (nella tradizione cinese si parlerebbe di wu-wei, “agire non agendo”, “astenersi dall’intervento”, che è il cuore della dottrina taoista); 
 3) Tolle causam (rimuovi la causa): compito della medicina è l’eliminazione della causa della malattia, non la semplice cura dei sintomi (ovviamente quando ciò è possibile); 
 4) Il medico è un maestro: poiché l’uomo è un intero, non una somma di parti (vedi il punto seguente), la terapia non è solo il ripristino del buon funzionamento di un organo, di un sistema o addirittura della salute fisica nel suo insieme, ma un percorso di autoconoscenza in cui il paziente, guidato dal medico, dovrebbe maturare una sempre maggiore capacità di curare se stesso favorendo l’opera della natura;
 5) Curare la persona integralmente: la naturopatia è un approccio olistico, cioè vede e tratta l’essere umano come qualcosa di più ampio e organico rispetto alla semplice somma dei suoi organi e dei suoi sistemi: la malattia e la salute sono stati che investono la persona umana nel suo complesso, quindi a livello corporeo, psichico, mentale e spirituale;
 6) Prevenzione: l’approccio “dolce” della naturopatia mira, più che a combattere la malattia, a conservare l’omeostasi, cioè l’equilibrio tra essere vivente e ambiente, tra microcosmo e macrocosmo. Così la prevenzione come stile di vita (diaita, diceva Ippocrate, da cui “dieta”) porta a migliorare anche a livello culturale, sociale e politico il rapporto tra uomo e natura.
 Per quanto riguarda l’esercizio di questa disciplina, si distingue tra naturopati tradizionali e medici naturopati (anche se in paesi come l’Italia questa seconda categoria non viene ufficialmente riconosciuta, essendo la naturopatia considerata parte del settore del benessere e non una branca della medicina). I primi si astengono dall’intervenire nella cura di traumi, malattie acute e genetiche, infezioni e tumori, ambiti su cui invece si concentrano gli sforzi massicci della medicina convenzionale, e non formulano diagnosi specifiche, ma aiutano il paziente a modificare il suo stile di vita (dall’alimentazione ai comportamenti quotidiani), prescrivendo occasionalmente terapie complementari (cromoterapia, fiori di Bach, idroterapia etc.) o non specifiche, in quanto l’obiettivo è quello di ristabilire, d’accordo con la natura, l’omeostasi o equilibrio generale. I secondi sono invece medici con una duplice formazione, nella medicina convenzionale e nelle varie terapie naturopatiche, che prescrivono soprattutto per la cura di disturbi psicosomatici (dove l’interazione tra psiche e corpo è più forte ed esplicita) e di condizioni croniche (in cui l’approccio dolce e naturale è più efficace e duraturo, mentre la sua “lentezza” sarebbe di scarso giovamento per le malattie acute). 
 La visita naturopatica inizia non solo con l’anamnesi del paziente (la raccolta delle informazioni relative alle passate condizioni di salute – sue e dei familiari – per orientare la diagnosi), ma anche con una scrupolosa ricognizione del suo stile di vita complessivo, della sua tonalità emotiva e delle sue caratteristiche fisiche: anche qui si manifesta l’esigenza di riscoprire il rapporto medico-paziente nel suo senso antico, come un dialogo nutrito di percezioni soggettive e di osservazioni dirette. Poi il naturopata tradizionale e il medico naturopata, come si è visto, divaricano i loro sentieri, ma entrambi hanno di mira principalmente il ripristino della salute come stato di ben-essere integrale, fisio-psico-spirituale.
Le discipline che applicano i principi della naturopatia e che possono quindi intervenire in una terapia naturopatica sono: agopuntura (e altre pratiche della medicina tradizionale cinese), omeopatia, kinesiologia, medicina botanica, induzione delle onde cerebrali, terapia chelante, cromoterapia, osteopatia, iridologia, ozonoterapia, idroterapia, riflessologia plantare, rolfing – praticamente tutte o quasi le discipline comprese nella categoria generale delle medicine complementari-alternative.
 Ovviamente l’approccio naturopatico, come le diverse discipline in qualche modo ad esso connesse, è stato al centro di numerose controversie relative alla sua efficacia. La questione si ripropone ogni volta con modalità simili: le procedure di verifica della medicina convenzionale sono nate all’interno di un sistema filosofico-scientifico quasi del tutto incompatibile con i principi e le pratiche delle medicine complementari, che tentano di riaccostarsi ad una visione antica o extraoccidentale della scienza. Ad esempio la EBM (Evidence-Based Medicine, Medicina basata su prove di efficacia), con i suoi metodi di valutazione matematico-statistici, non sembra adatta a misurare l’efficacia della naturopatia e in genere della medicina olistica: ma è pur vero che questo tipo di controlli, e le critiche conseguenti, hanno portato anche alla consapevolezza di alcuni limiti inerenti a un’applicazione indiscriminata o ideologica delle intuizioni della naturopatia. Al di là infatti dei contrasti di principio (che rimandano alla differenza radicale tra la scienza ufficiale e il vitalismo della naturopatia), non sono pochi i casi in cui il naturopata deve cedere il posto al medico convenzionale (magari nel senso che uno stesso medico si è formato in entrambi i campi), ed è per questo che si parla della naturopatia come di una medicina complementare, che non sostituisce ma integra gli altri metodi e terapie. Un esempio sono le vaccinazioni e le malattie infantili: il terapeuta “naturale” tende ad opporsi alle prime e ad astenersi dal curare alcune delle seconde; ma è sicuramente opportuno valutare caso per caso per non danneggiare il paziente, e anzi per trarre il meglio da entrambe le tradizioni. 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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