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 Sanità e Nautica sono un binomio di lunghissima data, dovuto al fatto che il nostro paese vanta molte tradizioni navali, che comprendono quelle del personale navigante in navi mercantili, il settore della pesca, quello delle crociere, quello da diporto, della marina militare, che a sua volta è disciplinato da regole interne.

Svolgere le funzioni sanitarie all´interno di professioni o situazioni dove gli assistiti non sono legati ad aspetti territoriali relativamente statici, non è una cosa facile. Si pongono problemi che normalmente non esistono. Garantire assistenza sanitaria adeguata a un marinaio di un´imbarcazione che si trova ormeggiata a Singapore non è sempre agevole, dato che la cultura sanitaria di quei luoghi può essere diversa, porre dei problemi non indifferenti. Infatti, per esempio, un qualsiasi turista – il quale in alcun modo è da ritenersi beneficiario dell´assistenza riservata ai lavoratori marittimi - che dimori in vacanza negli USA e si trovi in una situazione di emergenza, necessitando di un intervento chirurgico urgente, si confronta con la situazione in cui gli si chiede la polizza assicurativa oppure la carta di credito. E´ un problema. Inoltre gli Stati Uniti scoraggiano fortemente l´importazione di medicine nel loro paese. Colui che necessita di medicine che non trova, deve dimostrare che quelle, e solo quelle, fanno al caso suo, e non le può sostituire con niente di ciò che viene venduto o prodotto negli USA. Il suggerimento è che se si va in un paese extra UE è doveroso tener conto dei problemi che possono emergere, altrimenti è un guaio.
L´assistenza sanitaria al personale marittimo è assicurata dal SASN (Servizi di Assistenza Sanitaria al personale Navigante – SASN), che vale anche per chi ha dimora temporanea in Italia, concetto unico nel suo genere, perché riconosce il fatto, tipico della cultura marinara, che ogni porto è una casa e ogni nave è tenuta a fornire assistenza a chiunque, per mare, si trovi in difficoltà. Ovviamente ogni grande nave ha un medico di bordo, il quale come dotazione non ha certo solo una cassetta di pronto soccorso.  All´interno di una nave è sempre allestito un vero e proprio piccolo studio medico.
Esiste anche un elenco di medici fiduciari all´estero nelle aree non coperte dal servizio SASN, che coordinano e operano assistenza che può essere svolta solo a terra. In effetti il servizio di assistenza sanitaria in merito è così vasto e articolato da porre il nostro paese all´avanguardia.
In questi anni, pervasi dall’aumentato flusso di merci, di persone e di imbarcazioni, da e verso ogni parte del mondo, riveste un ruolo di rilievo un settore della sanità pubblica, la sanità transfrontaliera, attuata anche attraverso gli Uffici di Sanità Marittima, Aerea e di Frontiera (USMAF), articolati in strutture dislocate omogeneamente sul territorio nazionale. 
Tali uffici sono situati all’interno dei maggiori porti ed aeroporti nazionali con l´obiettivo di fare controlli sui rischi di importazioni di malattie. Attraverso il personale che vi opera, sono la prima struttura chiamata ad effettuare vigilanza igienico-sanitaria su mezzi, merci e persone provenienti sul territorio italiano e comunitario.
A differenza del SASN, l´USMAF si occupa di applicare le normative riguardanti malattie o difformità sanitarie rispetto all´ingresso di persone e merci che entrano in Italia, compito condiviso dai Nas (Nuclei Antisofisticazioni e Sanità dell´Arma), che però si occupano soprattutto di merce già entrata e distribuita sul territorio nazionale, e il loro compito non è quello di verificare o meno se vi siano portatori sani di malattie o affrontare temi inerenti alla persona fisica, se non da un unico punto di vista che è quello dell´osservanza della legge.
Il SASN, che tutela anche il personale aeronavigante, segue e in parte coordina anche le attività di assistenza all´estero. Va menzionato il caso complesso in cui, a causa della mancanza del medico fiduciario, o nell´eventualità in cui, documentando, non sia possibile reperirlo, l’assistito può usufruire delle locali strutture pubbliche o private. I relativi costi delle prestazioni sono anticipati dalle imprese di navigazione e rimborsate dal Ministero della Salute, su domanda corredata dalla certificazione originale di spesa. Ora, non è facile trovarsi a Shanghai e garantire in caso di urgenza o necessità chirurgica, un intervento medico che sia compatibile alle direttive sanitarie italiane, mentre, per esempio, negli USA la procedura risulta solo di natura economica perché la cultura sanitaria, non sociale, di quel paese risulta compatibile con l´assistenza sanitaria italiana.
E´ necessario rimarcare che questo tipo di tutela non è rivolta a turisti, lavoratori che a vario titolo si trovano in un paese straniero extra UE, studenti, quindi è opportuno che quando si va in alcune nazioni, a meno di esigenze culturali particolari, ci si muova con un serio tour operator o ateneo per gli universitari, i quali in caso di estrema necessità sono in grado di coordinare delle azioni specifiche.
Sanità e Nautica si intersecano molto per quello che riguarda la salubrità degli ambienti relativi alle imbarcazioni, e c´è tutta un´attenzione specifica all´azione del mare, alla coibentazione delle merci, alle imbarcazioni da diporto. I problemi maggiori non riguardano il personale navigante, ma la cura di chi invece non fa del mare il suo mestiere e lo conosce unicamente come fonte di benessere, cultura e divertimento. La stragrande maggioranza dei problemi deriva dalle scarse norme di sicurezza applicate a piccole imbarcazioni o piccoli yatch che solcano il mare, privi talvolta della cassetta di pronto soccorso o, un classico, con le medicine scadute da tempo immemorabile. In questo caso il ruolo di contrasto efficace lo effettua la capitaneria di porto e per altri versi i bagnini, quelli che hanno un regolare brevetto.
Un problema grosso che si è venuto a creare per la sicurezza e la salute dei bagnanti è rappresentato dalle cosiddette moto d´acqua che intercettano una fascia di fruitori che non ha alcuno specifico o intenso rapporto con il mare, magari nel profondo ne ha anche paura. Costoro spesso utilizzano questo diversivo ampiamente al di qua della fascia di sicurezza rispetto alla battigia che è di oltre 500 metri dalle spiagge e di oltre 300 metri dalle coste a picco, senza mai allontanarsi oltre un miglio. Cosa non trascurabile perché secondo la normativa gli utilizzatori non devono navigare nella fascia interdetta alla balneazione, anche proprio per motivi igienico-sanitari. L´utilizzo della moto d´acqua è previsto solo per chi ha ricevuto addestramento nautico, ma nei fatti viene esteso a tutti coloro che ne facciano richiesta, contravvenendo alla legge, che inoltre ne vieta l´uso proprio il 14, 15 e 16 agosto. Questo pessimo costume è amplificato dal fatto che per assaporare il “gusto della libertà”, adolescenti e maturi signori, non provvedono a indossare il giubbotto salvagente, quindi la paura di allontanarsi si sposa al desiderio di velocità, con risultati altamente pericolosi proprio per quei bagnanti esperti che magari invece fanno una bella nuotata al largo e rischiano di essere colpiti da questi natanti. I noleggiatori hanno l´obbligo di far rispettare questo regole, e la capitaneria di porto è tenuta a fare multe salate. Spesso però il desiderio di guadagno spinge gli operatori degli stabilimenti e i titolari delle concessioni a permettere di più al turista smanioso di un´esperienza che sia pienamente conforme alle sue aspettative. Il “Capitan Uncino” della situazione dà invece spago a feroci ironie, così come “sparvieri dei mari” sono alcuni padri che caricano famigliola sul gommone e partono all’avventura, senza aver nemmeno mai consultato il bollettino marittimo. E che dire di surfisti (windsurf, prevalentemente in Italia), anche se costoro sono esperti, data la grande mole di praticanti, i problemi non sono pochi, ma in percentuale molto più bassa. Un buon bagnino può assicurare un´ottima opera di prevenzione e intervento immediato per tutte quelle problematiche sottocosta che sono le maggiori, infatti i bagnini sono tenuti a seguire delle lezioni di pronto soccorso e a fare delle esercitazioni durante il loro addestramento. Non bisogna avere paura del mare, bisogna solo usare la testa e capire quali sono i limiti delle proprie conoscenze e destrezze. Non è una vergogna avere paura di allontanarsi più di cinque metri dalla battigia, non è imprudenza fare una bella nuotata al largo se si è esperti e preparati, o allontanarsi con canoa o pedalò. Non si è obbligati a impratichirsi su cose che non si vogliono fare o a dimostrare a se stessi capacità che non trovano sede e modi opportuni nelle pratiche marinare. Per esempio, alcune persone che non sanno nuotare bene, approfittano della spiaggia semi-deserta, quando il mare è molto mosso e non li osserva nessuno - con tanto di divieto sancito dalla bandiera rossa - per immergersi nelle acque. Non è il modo, e costoro mettono in difficoltà tutti quelli che hanno il compito di vigilare sull´incolumità e la salute di bagnanti e diportisti.
Esistono dei corsi per chiunque voglia approcciare un rapporto con il mare che non sia solo quello di chi sta steso sotto il sole, e frequentandoli ci si diverte molto di più, perché si condivide un´attività con persone che vogliono scoprire nuovi interessi.
 
 
 
 
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