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Ortottista - Assistente di oftalmologia

Ortottista - Assistente di oftalmologia

L´ortottista, o assistente in oftalmologia, è un professionista sanitario della riabilitazione, è specializzato nella prevenzione, valutazione e riabilitazione ortottica dei disturbi visivi, ma si occupa anche dell´esecuzione di esami strumentali oculistici su prescrizione del medico oculista.

 

 

CENNI STORICI

 

L’oftalmologia si è resa autonoma dalla chirurgia solo nel XIX secolo, sebbene sia una disciplina antica, risalente al IV millennio a.C. La struttura dell’occhio e le sue funzionalità iniziarono a essere studiate in modo scientifico con l’invenzione del microscopio e, soprattutto, dell’oftalmoscopio, quest’ultimo da parte Charles Babbage, perfezionato da Hermann von Helmholtz nel 1851. Il termine oftalmologia risale proprio a questo secolo, introdotto da Carl Gustav Himply, e dello stesso periodo è la nascita delle prime cliniche oftalmologiche nonché delle prime cattedre di tale disciplina.  Uno dei padri dell’oftalmologia fu Albrecht von Graefe, a cui va il merito di aver apportato un cambiamento significativo nel trattamento del glaucoma e della cataratta, fino ad allora incurabili e causa di cecità.

Ortottica deriva dai termini greci “orthos”, dritto, e “optikos”, occhio; questa è una branca dell’oculistica che comprende una serie di tecniche per la riabilitazione visiva e la valutazione di problemi muscolari, d’innervazione e sensoriali dell’occhio.
L´ortottista assistente in oftalmologia ha, in Italia, una formazione esclusivamente universitaria dal 1955; la professione è stata disciplinata con il D.M. 743 del 14 settembre 1994, che ha individuato gli obiettivi e gli esami di sua competenza.

Il Ministero della Sanità, di concerto con quello dell´Istruzione, attraverso il decreto legge 502 del 1992, ha stabilito il percorso di formazione per le professioni tecniche, riabilitative e infermieristiche; ha, inoltre, equiparato il diploma universitario abilitante alla professione sanitaria di ortottista ai titoli acquisiti in precedenza al decreto legislativo di riforma delle professioni sanitarie.

 


SCUOLE DI FORMAZIONE, UNIVERSITA´ E CORSI DI AGGIORNAMENTO

 

La laurea in Ortottica e Assistenza Oftalmologica, abilitante alla professione di ortottista, rientra tra le Lauree delle professioni sanitarie della riabilitazione (codice L/SNT/02) e ha durata triennale.  L´accesso a questo tipo di laurea è a numero chiuso, la prova d´accesso è disposta con cadenza annuale dal MIUR (Ministero dell´Istruzione, dell´Università e della Ricerca) e il numero di posti varia in base all´Ateneo e all´esigenza annuale di questo tipo di figura.

La laurea in Ortottica e Assistenza Oftalmologica è attivata presso le Università di: Bari, Bologna, Catania, Chieti - Pescara, Ferrara, Firenze, Genova, L´Aquila, Messina, Milano (Bicocca - Cattolica del "Sacro Cuore"), Napoli (Federico II- 2°Università), Padova, Parma, Pavia, Roma (La Sapienza- Tor Vergata), Siena, Torino.

Dopo aver conseguito la laurea triennale, è possibile proseguire gli studi frequentando il Corso di Laurea Specialistica nelle Scienze delle Professioni Sanitarie della Riabilitazione (codice: SNT_SPEC/2). Tale Corso di Laurea, della durata di due anni, ha lo scopo di fornire competenze e conoscenze dei processi assistenziali, gestionali, formativi e di ricerca nell´ambito pertinente alla propria specialità.
Le Università che attivano questo tipo di Lauree di secondo livello sono: Bari, Catania, Ferrara, Firenze, Genova, L´Aquila, Messina, Milano, Napoli, Padova, Pisa, Roma (La Sapienza- Tor Vergata), Sassari, Siena, Torino, Udine.

I corsi ECM, Educazione Continua in Medicina, sono obbligatori per l´aggiornamento e la qualificazione a livello nazionale.

 


PRESENZA IN ITALIA ED EFFICACIA SULLA POPOLAZIONE

 

L´ortottista svolge la sua professione sia in strutture pubbliche sia in strutture private, in qualità di dipendente o libero professionista.
L´assistente in oftalmologia si occupa della prevenzione, riabilitazione e valutazione dei disturbi visivi, in particolare il suo campo d’intervento riguarda la correzione dello strabismo, dell´ambliopia (l´occhio pigro), dei deficit di accomodazione e di convergenza. Il professionista in ortottica svolge la sua attività anche presso scuole materne, elementari, consultori pediatrici per eseguire screening ed esami per la prevenzione visiva; inoltre, contribuisce alla riabilitazione dei pazienti ipovedenti tramite l´addestramento con strumenti ottici.

In ottemperanza al D.M. 626 del 1994 e D.L.242 del 1996, l´ortottista è competente per ciò che riguarda la prevenzione e la riabilitazione dell´astenopia, la cosiddetta sindrome di affaticamento visivo, che colpisce più frequentemente i soggetti che lavorano con videoterminali.

L´associazione di categoria degli ortottisti è l´AIORAO, Associazione Italiana Ortottisti Assistenti in Oftalmologia, fondata nel 1968; tra i suoi obiettivi ci sono la tutela degli ortottici italiani e la promozione degli studi e della ricerca in campo ortottico, dei convegni e dei corsi d´aggiornamento.
L´associazione è membro dell´OCE (Orthoptitses de la Communauté Europèenne), dell´IOA (International Orthoptic Association) e dell´IRMA (International Rehabilitation Medicine Association).

 

 

TRATTATO DESCRITTIVO

 

La visione binoculare, cioè la formazione di un’unica immagine ad opera degli occhi, è resa possibile dai neuroni binoculari posti nella corteccia visiva del cervello. Il corretto sviluppo di questo tipo di neuroni dipende dal giusto allineamento degli occhi durante l’infanzia, quando c’è strabismo infantile, quindi, la maturazione di queste cellule nervose non è totale o non corretta e ciò provoca una perdita della stereopsi, la capacità, cioè, di percepire l’ambiente tridimensionalmente grazie alla profondità spaziale. L’intervento sullo strabismo infantile deve essere fatto entro il quinto anno d’età per permettere la ripresa ottimale dello sviluppo visivo e dei neuroni binoculari. Lo strabismo infantile, non corretto tempestivamente, porta all’insorgere dell’ambliopia, comunemente definita occhio pigro. Questo provoca una riduzione della capacità visiva, non riconducibile, però, ad altre patologie dell’occhio, quali, ad esempio, miopia o astigmatismo.
Nell´ambito della prevenzione e della valutazione dei difetti visivi, l´ortottista è in grado di diagnosticare possibili disfunzioni dell´equilibrio dei movimenti oculari. Alcuni esami eseguiti dall´ortottista sono:

- Cover Test: serve per indagare sulla possibile presenza di strabismo o di altre deviazioni più o meno importanti. Si esegue coprendo alternatamente gli occhi, invitando il paziente a fissare un punto e studiando il comportamento dell´occhio rimasto scoperto. Di questo test esistono più varianti.

- Esame della stereopsi: è la capacità percettiva che consente di unire le due immagini provenienti dagli occhi, dalla loro fusione il cervello ricava informazione circa la profondità e la posizione degli oggetti nello spazio. Per studiarla si utilizza il test di Lang, costituito da alcuni disegni ottenuti con punti bianchi e neri, non percepiti nella visione monoculare. I disegni sono fatti osservare a 30-40 cm di distanza, il riconoscimento o meno degli elementi presenti sul foglio permette la valutazione della visione stereoscopica o delle patologie che la limitano.
- Un altro esame per la valutazione della stereopsi è il test di Wirt, eseguito anch´esso mediante tavole disegnate. Il paziente deve individuare e riconoscere particolari disegni che appaiono in rilievo solo se si possiede una corretta visione stereoscopica; il test è utile per verificare lo sviluppo armonico della binocularità.

- Test di Worth: al paziente vengono fatti indossare dei filtri rosso/verdi davanti agli occhi e, successivamente, sono mostrate alcune luci di diverso colore. Se ci sono difetti di fusione corticale dell´immagine, il soggetto non riesce a distinguere correttamente tutte le luci.

- Esame al sinottoforo: il sinottoforo è un apparecchio dotato di due oculari, attraverso i quali è possibile vedere delle figure su alcune lastre e muoverle con apposite manopole. Con questo esame l´ortottista può valutare l´angolo di deviazione dell´asse degli occhi, se è presente strabismo; la visione stereoscopica; il grado di fusione e convergenza delle immagini.


 

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