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Veterinaria

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 Spesso il rapporto con gli animali domestici è diviso tra affetto e diffidenza, tra l´ingresso di nuove specie animali e nuove problematiche che ne derivano riguardo la salute e il benessere dell´uomo, ma anche degli animali in questione. Così, mentre mamma e papà hanno paura che quella tale specie di pappagallo o quell´invertebrato siano portatori di malattie, proliferano negozi dove sono in vendita animali esotici e pesci variopinti.

Ai vecchi pericoli come la rabbia e la toxoplasmosi, fanno ingresso nella coscienza collettiva nuovi pericoli; tra l’altro, anche la provenienza illecita di alcuni animali ha messo a dura prova, non solo i controlli doganali, conformi alla regolamentazione CITES, ma anche le indagini di un mercato parallelo, fatto anche di manufatti di origine animale vietati, trofei imbalsamati, ecc.
Innanzitutto va sfatato un mito negativo, ovvero quello dei gatti come principali veicoli del toxoplasma. 
Il Toxoplasma gondii è un parassita che vive in genere nel tratto intestinale del gatto, che si infetta cibandosi di carne di piccoli roditori. Il gatto rappresenta un animale serbatoio per la riproduzione del parassita, in quanto nel suo intestino il toxoplasma svolge il suo ciclo di riproduzione, e poi è presente anche nelle feci; queste possono essere ingerite da un altro animale o rarissimamente dall´uomo, ed entrambi rappresentano quindi suoi ospiti intermedi.
Una recente ricerca ha dimostrato che la coabitazione tra gatti e uomo non è un fattore di rischio importante per l´infezione di toxoplasma, ma che è molto più pericoloso cibarsi di carni crude o poco cotte (specie di agnello), di insaccati di scarsa qualità, di verdure lavate male o di latticini non pastorizzati. Questa paura è generata anche dal fatto che la toxoplasmosi può essere mortale per il cane, cosa che ha sempre colpito l´immaginazione dell´uomo. Si è potuto verificare come  l´organismo umano produca degli anticorpi, ovvero si è scoperto che due americani su dieci dai 12 anni in poi ha sviluppato anticorpi naturali alla toxoplasmosi. Il gatto quindi ha una cattiva fama immeritata, in quanto questo parassita si può riprodurre in modo asessuato in qualsiasi animale a sangue caldo e negli uccelli. Il rischio di infezione può essere maggiore invece su delle specie importate, in quanto a differenza degli animali domestici o di quelli randagi, “cittadini” o meno nel caso dei gatti, non beneficiano delle condizioni di salute e igiene presenti in luoghi soggetti a maggior cura. Si intende dire che più precarie sono le condizioni sociosanitarie in cui un animale vive, sia in campagna che in città, e maggiori sono i rischi che questo stesso contragga malattie o sia portatore di queste. Per non creare psicosi, bisogna dire che i cibi ben cotti e gli insaccati italiani ed europei sono di ottima qualità, ed è rarissimo che si contraggano infezioni da questi alimenti. È stato dimostrato che il parassita ha la capacità di modificare il comportamento dell´ospite: i ratti infetti e i topi hanno meno timore dei gatti quando questi sono portati ad un ciclo avanzato di diffusione del batterio. 
Date le strette somiglianze biologiche tra topi e umani, è stato suggerito che il comportamento umano potrebbe esserne colpito, mettendo in relazione toxoplasmosi latenti e incidenti stradali, decorsi lenti, aumento di comportamenti a rischio e schizofrenia.
La rabbia, associata ai cani, è invece tanto più rara quanto pericolosa. Questa è una malattia infettiva che colpisce gli animali a sangue caldo e può essere trasmessa all´uomo. L´animale serbatoio è solitamente il pipistrello, mentre l´infezione umana è trasmessa solitamente da cani o dalle volpi. Il virus nell´ultimo stadio colonizza i tessuti del sistema nervoso centrale ed in questo si hanno sintomi nervosi, in modo grave e radicale. Esiste un vaccino, ma una volta contratta la malattia questa non è curabile. A scanso di equivoci, bisogna dire che è molto inconsueta, ma è bene vigilare, anche perché il fenomeno del randagismo, dovuto purtroppo all´abbandono dei cani, che genera dopo un paio di cucciolate delle specie molto aggressive stazionanti in aree malsane, è in continuo aumento. Il costume purtroppo crescente dell´abbandono degli animali, visti come un simpatico diversivo, da lasciare al proprio destino quando diventano scomodi o minacciano la libertà delle vacanze, è un problema crescente. Esistono canili attrezzati e dog sitter che si occupano di gestire strutture dove gli animali possano permanere, magari qui non fanno la stessa vita nella casa dei loro padroni, ma ricevono le cure e le sorveglianze necessarie; sono dei veri e propri ostelli per cani e gatti, ovviamente divisi e separati.
Il Ministero della Salute sostiene e propone iniziative tese a tutelare la popolazione non solo dalle malattie veicolate dalle varie specie, ma anche proprio il rapporto tra uomo e animale, attraverso varie iniziative di conoscenza degli animali.
E´ necessario ribadire, per esempio, che il cane deriva dal lupo. Un rapporto millenario ha reso questo quadrupede quello che conosciamo, un grande amico dell´uomo. Alterare e modificare questa relazione, o non riconoscerla, porta a una regressione, che ha generato non pochi casi gravi di aggressione e autentici sbranamenti. Quando la specie umana abdica nel riconoscere il suo rapporto speciale, unico e prioritario con la natura, succedono queste cose. L´uomo è in un certo senso il re della natura, ma un re che non può tradire il patto antico e moderno che la lega ad essa.
 
 
 
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