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E´ riconosciuto come fisioterapista  l’operatore sanitario che - autonomamente o in sinergia con altre figure professionali - cura e riabilita le funzioni motorie, neurologiche e viscerali del paziente compromesse da eventi patologici o da altre cause, siano esse  congenite o acquisite (conseguenti cioè a traumi, lesioni o interventi chirurgici).

 

 

CENNI STORICI

 

I grandi medici dell´antichità Ippocrate e  Galeno possono essere considerati i primi praticanti di fisioterapia. Essi proponevano trattamenti come il massaggio, tecniche di terapia manuale e idroterapia già nel 480 a. C. Con lo sviluppo dell´ortopedia durante il diciottesimo secolo, si iniziò a curare la gotta e disturbi simili sviluppando esercizi sistematici delle articolazioni che anticipavano i successivi sviluppi della fisioterapia. Si iniziarono ad inventare macchine come il Gymnasticon. Le prime origini documentate della attuale fisioterapia come oggi la intendiamo risalgono allo svedese Per Henrik Ling, considerato il padre fondatore della ginnastica svedese, che fece costruire nel 1813 il "Royal Central Institute of Gymnastics" (RCIG) per massaggi, manipolazioni ed esercizi. Nel 1887 i fisioterapisti ottennero la registrazione ufficiale presso il Consiglio Nazionale Svedese per la salute e il Welfare. Presto la Fisioterapia venne riconosciuta in altre nazioni: nel 1894 fu fondata in Gran Bretagna la "Chartered Society of Physiotherapy", nel 1913 alla Università di Otago in Nuova Zelanda la "School of Physiotherapy", e nel 1914 la "United States´ Reed College" a Portland. Nel marzo del 1921, negli Stati Uniti, viene pubblicato il primo lavoro di ricerca sulla "PT Review". Nasce la Physical Therapy Association (oggi "American Physical Therapy Association")(APTA), fondata da Mary McMillan. Nel 1924, Georgia Warm Springs Foundation propose la fisioterapia come trattamento per la poliomielite.
Durante gli anni ´40 i trattamenti consistevano essenzialmente in esercizi, massaggi e trazioni. Procedure manipolative del rachide e delle articolazioni delle estremità cominciarono ad essere praticate, specie nei paesi del Commonwealth britannico, durante i primi anni ´50.

 


SCUOLE DI FORMAZIONE, UNIVERSITA´ E CORSI DI AGGIORNAMENTO

 

Per esercitare la professione è indispensabile conseguire la laurea triennale in Fisioterapia,ottenibile presso le Facoltà di Medicina e Chirurgia. Questi i principali Atenei presso i quali è attivato il percorso di laurea in Fisioterapia: i sono corsi specifici presso le università di: Ancona, Bari, Bologna, Brescia, Catania, Catanzaro, Chieti, Ferrara, Firenze, Foggia, Genova, L´Aquila, Messina, Milano (Sacro Cuore, Milano, Milano-Bicocca, San Raffaele), Modena, Napoli (Federico II e Seconda), Padova, Palermo, Parma, Pavia, Perugia, Pisa, Roma (La Sapienza e Tor Vergata), Sassari, Siena, Torino, Trieste, Udine, Como e Varese, Vercelli e Verona. L’accesso al corso di laurea è a numero chiuso (in quanto programmato ogni anno su scala nazionale). E´ richiesto l’accertamento dell’idoneità psico-fisica del candidato allo svolgimento di questa tipologia di lavoro. Una volta conseguito il diploma il fisioterapista può proseguire il proprio percorso di formazione specializzandosi con una laurea di secondo livello. Queste sono alcune delle specializzazioni che è possibile intraprendere:  Autoterapia e Kinesiologia, Kinesiologia Medica, Scienze e Tecniche dell´Attività Motoria Preventiva e Adattata, Psicomotricità.

 

 

PRESENZA IN ITALIA ED EFFICACIA SULLA POPOLAZIONE

 

I fisioterapisti in Italia sono oltre 40 mila ed il fabbisogno di questa figura continua a subire incrementi: entrando nel merito, i 1.350 nuovi assunti nel 2002 sono più che raddoppiati nell’anno successivo. Pertanto le prospettive occupazionali sono sicuramente positive. Come per altre professioni nell’area dell’assistenza sanitaria, anche quella del Fisioterapista è caratterizzata da una prevalenza femminile (circa il 68%), che tenderà ad aumentare ulteriormente: la richiesta di fisioterapiste è quasi il doppio di quella dei fisioterapisti.

 

 

TRATTATO DESCRITTIVO

 

Decreto Ministero Sanità 14 settembre 1994, n. 741 (in GU 9 gennaio 1995, n. 6)
Regolamento concernente l´individuazione della figura e del relativo profilo professionale del fisioterapista

IL MINISTRO DELLA SANITA´

Visto l´art. 6, comma 3, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, recante: "Riordino della disciplina in materia sanitaria, a norma dell´art. 1 della legge 23 ottobre 1992, n. 421", nel testo modificato dal decreto legislativo 7 dicembre 1993, n. 517;
Ritenuto che, in ottemperanza alle precitate disposizioni, spetta al Ministro della sanità di individuare con proprio decreto le figure professionali da formare ed i relativi profili, relativamente alle aree del personale sanitario infermieristico, tecnico e della riabilitazione;
Ritenuto di individuare con singoli provvedimenti le figure professionali;
Ritenuto di individuare la figura del fisioterapista;
Ritenuto che nell´ambito del profilo del fisioterapista vadano ricondotte, come formazioni complementari, le figure del terapista occupazionale e del terapista della psicomotricità;
Visto il parere del Consiglio superiore di sanità, espresso nella seduta del 22 aprile 1994;
Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso nell´adunanza generale del 4 luglio 1994;
Vista la nota, in data 13 settembre 1994, con cui lo schema di regolamento è stato trasmesso, ai sensi dell´art. 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, al Presidente del Consiglio dei Ministri;
Adotta il seguente regolamento:

Art. 1
1. E´ individuata la figura del fisioterapista con il seguente profilo: il fisioterapista è l´operatore sanitario, in possesso del diploma universitario abilitante, che svolge in via autonoma, o in collaborazione con altre figure sanitarie, gli interventi di prevenzione, cura e riabilitazione nelle aree della motricità, delle funzioni corticali superiori, e di quelle viscerali conseguenti a eventi patologici, a varia eziologia, congenita od acquisita.
2. In riferimento alla diagnosi ed alle prescrizioni del medico, nell´ambito delle proprie competenze, il fisioterapista:
a) elabora, anche in equipe multidisciplinare, la definizione del programma di riabilitazione volto all´individuazione ed al superamento del bisogno di salute del disabile;
b) pratica autonomamente attività terapeutica per la rieducazione funzionale delle disabilità motorie, psicomotorie e cognitive utilizzando terapie fisiche, manuali, massoterapiche e occupazionali;
c) propone l´adozione di protesi ed ausili, ne addestra all´uso e ne verifica l´efficacia;
d) verifica le rispondenze della metodologia riabilitativa attuata agli obiettivi di recupero funzionale.
3. Svolge attività di studio, didattica e consulenza professionale, nei servizi sanitari ed in quelli dove si richiedono le sue competenze professionali;
4. Il fisioterapista, attraverso la formazione complementare, integra la formazione di base con indirizzi di specializzazione nel settore della psicomotricità e della terapia occupazionale:
a) la specializzazione in psicomotricità consente al fisioterapista di svolgere anche l´assistenza riabilitativa sia psichica che fisica di soggetti in età evolutiva con deficit neurosensoriale o psichico;
b) la specializzazione in terapia occupazionale consente al fisioterapista di operare anche nella traduzione funzionale della motricità residua, al fine dello sviluppo di compensi funzionali alla disabilità, con particolare riguardo all´addestramento per conseguire l´autonomia nella vita quotidiana, di relazione (studio-lavoro-tempo libero), anche ai fini dell´utilizzo di vari tipi di ausili in dotazione alla persona o all´ambiente.
5. Il percorso formativo viene definito con decreto del Ministero della sanità e si conclude con il rilascio di un attestato di formazione specialistica che costituisce titolo preferenziale per l´esercizio delle funzioni specifiche nelle diverse aree, dopo il superamento di apposite prove valutative.
La natura preferenziale del titolo è strettamente legata alla sussistenza di obiettive necessità del servizio e recede in presenza di mutate condizioni di fatto.
6. Il fisioterapista svolge la sua attività professionale in strutture sanitarie, pubbliche o private, in regime di dipendenza o libero-professionale.

Art. 2
1. Il diploma universitario di fisioterapista conseguito ai sensi dell´art. 6, comma 3, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 , e successive modificazioni, abilita all´esercizio della professione.
Art. 3
1. Con decreto del Ministro della sanità di concerto con il Ministro dell´università e della ricerca scientifica e tecnologica sono individuati i diplomi e gli attestati, conseguiti in base al precedente ordinamento, che sono equipollenti al diploma universitario di cui all´art. 2 ai fini dell´esercizio della relativa attività professionale e dell´accesso ai pubblici uffici.


Il fisioterapista deve innanzitutto possedere ottime conoscenze di anatomia ed ovviamente essere in grado di ricorrere con sufficiente padronanza alle principali tecniche fisioterapiche.  Deve inoltre essere in grado di diagnosticare e trattare i  disturbi funzionali dell’apparato locomotore, del sistema nervoso, nonché dei sistemi circolatorio e respiratorio. Questa figura sa redigere un piano di riabilitazione, effettuare gli specifici trattamenti richiesti e la relativa valutazione di pazienti di diverse età, siano essi bambini, adulti o anziani. Per quanto riguarda le tecniche fisioterapiche, egli deve saper somministrare terapie manuali, tecniche di riabilitazione psicomotoria, apparecchiature meccaniche o elettriche. Il fisioterapista deve conoscere almeno una lingua dell’Unione Europea (di fatto l’inglese), per poter svolgere efficacemente le indispensabili attività di aggiornamento scientifico. È indispensabile anche aver maturato  la conoscenza degli strumenti informatici di base, delle norme che tutelano la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro. Sul piano relazionale, il fisioterapista deve saper instaurare con il paziente una comunicazione efficace con il paziente basata  su un rapporto di fiducia, infondendogli senso di sicurezza ed incentivandolo ad affrontare trattamenti che spesso possono essere lunghi ed impegnativi. Inoltre, per svolgere al meglio quest’attività è fondamentale essere dotati di  una buona resistenza fisica e una grande abilità manuale. Le opportunità di lavoro per questa figura sono molteplici, tutte molto richieste: si va dalle strutture pubbliche del SSN (ospedali, ambulatori e case di riposo) a quelle private (cooperative, studi associati, centri per disabili, palestre, associazioni e gruppi sportivi, centri termali e del benessere). Nelle strutture pubbliche l’assunzione avviene per concorso. Altre opportunità sono offerte dai servizi di tutela della maternità e dell’infanzia e da quelli di medicina dello sport. Il fisioterapista può esercitare come dipendente o come libero professionista: in quest’ultimo caso può avviare uno studio di riabilitazione privato, operando, se necessario, anche presso il domicilio del paziente, pur tenendo in considerazione che, per espletare determinati interventi professionali, la legge vigente prevede la presenza del Medico. Nel SSN il Fisioterapista può essere inquadrato a diversi livelli (C, D e D super), in funzione delle mansioni svolte. Lo stipendio iniziale oscilla fra i 17.500 euro lordi annui del livello C e i 20.500 del livello D super. In ogni caso queste cifre possono essere integrate da indennità varie. I compensi annui di chi esercita la libera professione sono estremamente variabili: un fisioterapista affermato può arrivare a guadagnare più del doppio di un lavoratore dipendente.
 

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