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Educatore Professionale

Educatore Professionale

L´educatore professionale è un operatore attivo nel settore dei servizi socio-sanitari, che si occupa dell´elaborazione di progetti educativi finalizzati alla promozione dello sviluppo della persona e al suo benessere psico-fisico.
Tale figura professionale è sottoposta alle normative emanate con decreto ministeriale (Legge 520 del 1998).

  

 

CENNI STORICI

 

La figura dell´educatore professionale è nata negli anni successivi alla Seconda Guerra Mondiale per far fronte ad una serie di emergenze sociali causate dalla guerra stessa.
Il Ministero di Grazia e Giustizia, in particolar modo, si attivò per sostenere gli adolescenti rimasti senza famiglia, mentre l´ENAOLI (Ente Nazionale Assistenza Orfani Lavoratori Italiani) si fece carico del compito di organizzare istituti di ricovero e di educazione: dal momento che si necessitava di figure che potessero operare con efficacia all´interno di queste strutture, il Ministero iniziò ad organizzare dei corsi per la preparazione degli “Assistenti” nei suoi centri.
A partire dagli anni ´50, si giunse alla proposta di dare vita formalmente alla figura professionale di educatore.
La città di Milano, che si collocò all´avanguardia in questa sfida, istituì nel 1960 la prima Scuola per la formazione professionale dell´Educatore: nasce così l´ESAE (Ente Scuola Assistenti Educatori) con l´obiettivo di integrare l´esperienza sul campo dei molti centri per minori, con una base teorica in grado di migliorare la relazione educativa.
La buona riuscita di questa iniziativa, incoraggiò anche la nascita di altre Scuole a Roma, a Torino, a Brescia, in Toscana.
Nei decenni successivi l´educatore sanitario si trovò nella condizione di dover intervenire non solo all´interno delle comunità per ragazzi, ma anche sul territorio e in altri tipi di strutture.
Il Ministero dell´Interno, nel 1982, istituisce la Commissione Nazionale di Studio per Educatori, con cui viene precisato il profilo di tale figura professionale: a partire dal lavoro di questa commissione, la Laurea in Pedagogia verrà in seguito trasformata in Laurea in Scienze della Formazione, con un indirizzo per educatore professionale.
Recentemente, è stata avviata un´attività di studio per la creazione della figura di Educatore della famiglia.

 

 

SCUOLE DI FORMAZIONE, UNIVERSITA´ E CORSI DI AGGIORNAMENTO

 

Per ottenere la qualifica di “Educatore Professionale” è necessario conseguire la corrispondente laurea breve della Facoltà di Medicina e Chirurgia, come previsto dal Decreto interministeriale 2 aprile 2001, o un titolo ad esso equipollente (o equivalente) ai sensi della Legge 42/99, del DM Sanità 29/03/1984.
Coloro che hanno conseguito la laurea in scienze dell´educazione presso le facoltà di scienze della formazione o il Diploma Universitario di Educatore Professionale, in alcune regioni, attraverso propri regolamenti (come accade ad esempio in Emilia Romagna, in Puglia, ecc.), possono svolgere la funzione di educatori: l´ambito della riabilitazione rimane invece di competenza dei laureati ex D.M. 520/1998 o con titoli equipollenti.
Evidentemente, tutti coloro che si definiscono educatori sanitari (o che svolgono tale professione) senza i titoli abilitanti o senza i titoli equipollenti per decreto, sono soggetti a sanzioni per abuso di professione.

  

 
PRESENZA IN ITALIA ED EFFICACIA SULLA POPOLAZIONE

 

L´introduzione della figura di educatore professionale in Italia ha portato elementi di flessibilità all´interno dell´organizzazione dei servizi, alla valorizzazione di una logica progettuale (incrementando l´integrazione e la trasversalità tra servizi e l´interconnessione con soggetti esterni ai servizi stessi), allo sviluppo di una maggiore attenzione agli aspetti valutativi dei processi e dei risultati.
Alla fine degli anni Sessanta, gli educatori (non ancora definiti “professionali”) erano presenti quasi esclusivamente negli istituti di accoglienza e di recupero: tle attività era svolta fondamentalmente da personale religioso o da volontari. Inoltre non si disponeva di un percorso formativo di base per svolgere tale attività, fatta eccezione per i corsi attivati dal Ministero di Grazia e Giustizia.
Tra il 1960 e il 1995 è fortemente cresciuto, invece, il numero di coloro che svolgono professionalmente la funzione educativa in contesti extrascolastici, ed è cresciuta contemporaneamente la volontà di riconoscere giuridicamente tale professionalità, anche attraverso la creazione di corsi di formazione di base.
Nel 1983 il Ministero dell´Interno ha istituito una Commissione nazionale, che riconosceva la rilevanza della figura di educatore professionale per il sistema dei servizi sociali e sanitari, lavorando per la definizione e l´articolazione di un piano di studi di base e di percorsi di ingresso nel mondo del lavoro.
Ad oggi, in Italia sono presenti circa settanta scuole di formazione, sostenute da Università (scuole dirette a fini speciali) e da Regioni (scuole regionali gestite da enti locali, da Asl e da enti privati convenzionati), dislocate in modo non omogeneo sul territorio nazionale.
  


TRATTATO DESCRITTIVO

 

Gli educatori professionali possono operare in diversi servizi socio-sanitari, tra cui servizi per le persone con problemi di dipendenza, servizi per i disabili, servizi per i minori, assistenza per gli anziani, servizi per i disagi psichiatrici, servizi di integrazione interculturale, servizi per i detenuti.
Uno degli ambiti in cui gli educatori professionali possono impiegarsi, inoltre, è il Servizio Ambulatoriale per le Dipendenze (Ser.T): in queste strutture l´educatore ha il compito di occuparsi per un certo periodo di tempo o in forma continuata, di persone con dipendenza da alcune sostanze psicoattive o da comportamenti patologici.
Nonostante la professione di educatore non sia ancora giunta ad un pieno riconoscimento sociale e giuridico (un segnale di questa condizione è il fatto che non esiste ancora un albo professionale), nei Ser.T la sua posizione è stata recentemente definita. L´educatore professionale è entrato così di diritto in ambiti operativi, come le equipe territoriali per le tossicodipendenze.
Il lavoro dell´educatore professionale è in generale diretto alla persona: i progetti ad essa riferiti sono sempre concordati con l´interessato e con gli altri operatori referenti.
Lo sviluppo del progetto educativo viene monitorato durante il suo svolgimento in quanto il suo andamento spesso non è lineare (interruzioni, cambi di direzione, modifiche degli obiettivi).
Il monitoraggio costante della situazione permette agli educatori di individuare ed organizzare gli interventi necessari, seguendo le evoluzioni o le involuzioni del paziente.
E´ indispensabile, per il raggiungimento degli obiettivi educativi, costruire un rapporto continuativo con la persona che si sta seguendo soprattutto attraverso un dialogo continuo fra operatore ed utente; verificare i passi da compiere e le tappe già raggiunte nel progetto concordato; valorizzare e potenziare le capacità personali e le competenze della persona.
E´ fondamentale, inoltre, la sperimentazione di nuove possibili forme di intervento, l´attenzione alle dinamiche relative ai ruoli e alle posizioni che si instaurano nel processo educativo.
Tutto il lavoro non deve mai essere affidati al caso o ad atteggiamenti irriflessivi fatti di automatismi, ma devono essere caratterizzati da scelte e quindi da assunzione di responsabilità.
Uno degli aspetti fondamentali delle attività educative deve essere la concretezza: tutte le strategie di intervento dovrebbero essere costruite attorno a questo valore, che potrebbe essere definito come “principio della fattibilità”.
Evidentemente, ogni individuo deve essere considerato all´interno del proprio contesto sociale e relazionale e non come soggetto separato dal proprio ambiente.
In una logica di valorizzazione dell´individuo, è fondamentale anche mirare alla stabilizzazione della persona, tenendola allo stesso tempo lontana da situazioni di grave rischio, potenzialmente pericolose per la salute, se non addirittura per la vita stessa (situazioni di grave emarginazione, devianze, squilibri psico-patologici, ecc.).
Gli interventi educativi in ambito terapeutico, si concentrano solitamente su di un lavoro introspettivo e su un certo tipo di esperienza che la persona viene invitata a sperimentare nel rapporto diretto con l´operatore.

 

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