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Infermiere Pediatrico

Infermiere Pediatrico

L’infermiere pediatrico è il responsabile dell’assistenza infermieristica pediatrica, opera in strutture pubbliche e private collaborando con i medici e gli specialisti. E’ compito dell’infermiere pediatrico fornire e applicare le cure prescritte dai medici ai pazienti in età infantile ed evolutiva, svolgere attività di prevenzione delle malattie, di assistenza ai malati e ai disabili nell’età evolutiva, di educazione sanitaria.

 


CENNI STORICI


L’infermeria pediatrica è una disciplina nata durante il XIX secolo con caratteristiche proprie e non deriva, come è facile ritenere, dalla disciplina infermieristica, ma, anzi, è precedente ad essa.
Il fondatore di questa disciplina è Charles West, un medico inglese, tra i padri anche della Pediatria, che si adoperò per la fondazione del Great Ormond Street Hospital, un ospedale pediatrico moderno, attivo dal 1852.
West si preoccupò anche di istituire un corso per la formazione di infermiere di bambini e a tale scopo scrisse, nel 1854, il primo manuale di infermeria pediatrica intitolato How to nurse Sick Children (come prendersi cura dei bambini malati). Il ruolo delle infermiere all’interno dell’ospedale per bambini era quanto mai rilevante, i medici, infatti, non svolgevano attività continuativa all’interno del nosocomio e intervenivano solo per urgenze o ad orari stabiliti, per questo occorreva una presenza fissa e professionalmente capace di prendersi cura dei piccoli pazienti.
Il corso di per infermiere pediatriche fu istituito nel 1853, sette anni prima che fosse istituita la prima scuola per infermiere al Saint Thomas Hospital di Londra. Particolare attenzione e riguardo furono dati da Charles West all’aspetto emotivo, spesso difficile, che dovevano affrontare le infermiere a contatto con bambini malati.

Anche in Italia le due discipline infermieristiche si svilupparono autonomamente l’una dall’altra, nel 1940, infatti, una legge riconobbe come distinte le due professioni sanitarie. A marcare la differenza tra infermiere e infermiere pediatriche, c’era anche il diverso nome assegnato alle seconde che venivano chiamate Vigilatrici d’infanzia.

Nel 1997 il D.M. ha definito l’infermiere pediatrico una figura professionale distinta dalle altre, quindi da non considerasi come una specializzazione dell’infermiere. Nel 2000 un nuovo Decreto Ministeriale, ha definito equipollente il titolo di vigilatrice d’infanzia con quello di infermiere pediatrico; inoltre è ancora attiva la norma del 1940 che, all’articolo 9, stabilisce "il possesso del diploma di Stato di vigilatrice dell´infanzia costituisce titolo di preferenza per l´assegnazione a posti di servizio di assistenza all´infanzia presso ospedali, o reparti ospedalieri infantili e presso ogni altra istituzione di assistenza all´infanzia".

 


SCUOLE DI FORMAZIONE, UNIVERSITA´ E CORSI DI AGGIORNAMENTO


Il Corso di Laurea in Infermieristica Pediatrica, appartenente alla Classe delle Lauree delle Professioni Sanitarie Infermieristiche ed Ostetriche (Classe SNT/1), ha durata triennale.
L’accesso al Corso è programmato a livello nazionale, il numero degli studenti ammissibili dipende dalle risorse, dalle strutture didattiche e cliniche in possesso dell’Ateneo presso cui il corso è attivato.
Il Corso di Laurea in Infermieristica Pediatrica è attivato presso le università di: Genova, Messina, Milano, Napoli, Padova, Piemonte Orientale- Amedeo Avogadro, Pisa, Roma (La Sapienza, Tor Vergata), Torino.

Master in infermieristica in Area Pediatrica sono attivati presso le università di Firenze, Genova, Parma, Padova, Roma (la Sapienza, Tor Vergata, Cattolica del “Sacro Cuore”), Torino. La lista delle università che attivano i Master e i Corsi di Laurea variano da un anno accademico all’altro, per questo è consigliata la consultazione dei vari Atenei, anche tramite sito web.

Per poter svolgere la professione di infermiere pediatrico è possibile seguire anche un altro percorso formativo, questo prevede la laurea in infermieristica più il Master in Infermieristica in Area Pediatrica attraverso cui è ottenibile la qualifica di Infermiere Specialista in Area Pediatrica.

 

 

PRESENZA IN ITALIA ED EFFICACIA SULLA POPOLAZIONE


In Italia la professione dell’Infermiere Pediatrico è regolata dalla legge n.251 del 10 agosto 2000, per poterla esercitare, oltre alla laurea triennale, occorre iscriversi all’Albo dei collegi gestito dall’IPASVI.
L’infermiere pediatrico può svolgere la sua attività sia in ambito pubblico sia privato, in istituti e fondazioni, consultori, nei servizi di igiene pubblica e a domicilio. In ambito privato sono previste tariffe minime per le diverse prestazioni; tale tariffario, denominato “nomenclatore tariffario delle prestazioni di assistenza infermieristica”, è disponibile presso ogni collegio provinciale.
In Italia il numero di Infermieri Pediatrici è di circa 10 mila.
Secondo il D.M. 70/1997 del Ministero della Sanità, l’Infermiere Pediatrico:
* partecipa all´identificazione dei bisogni di salute fisica e psichica del neonato, del bambino, dell´adolescente, della famiglia;
* identifica i bisogni di assistenza infermieristica pediatrica e formula i relativi obiettivi;
* pianifica, conduce e valuta l´intervento assistenziale infermieristico pediatrico;
* partecipa:
- ad interventi di educazione sanitaria sia nell´ambito della famiglia e della comunità;
- alla cura degli individui sani in età evolutiva nel quadro di programmi di promozione della salute e prevenzione delle malattie e degli incidenti;
- all´assistenza ambulatoriale, domiciliare e ospedaliera dei neonati;
- all´assistenza ambulatoriale, domiciliare e ospedaliera dei soggetti di età inferiore a 18 anni affetti da malattie acute e croniche;
- alla cura degli individui in età adolescenziale nel quadro dei programmi di prevenzione e supporto socio-sanitario;
* garantisce la corretta applicazione delle prescrizioni diagnostico-terapeutiche;
* agisce sia individualmente sia in collaborazione con gli operatori sanitari e sociali;
* si avvale, ove necessario, dell´opera del personale di supporto per l´espletamento delle funzioni.

Gli Infermieri Pediatrici italiani sono rappresentati, a livello nazionale ed internazionale, dalla Società Italiana di Scienze Infermieristiche Pediatriche (SISIP). Questa ha il compito di promuovere programmi e congressi per la formazione permanente e continua, collaborando anche con altre Società Scientifiche; di collaborare con Istituti di Ricerca ed Enti pubblici e privati per il progresso della disciplina dell’infermeria pediatrica; di elaborare linee guida e indirizzi per migliorare la pratica assistenziale.

 

 

TRATTATO DESCRITTIVO


L’Infermiere Pediatrico svolge un’attività cosiddetta "Family centered care", cioè un tipo di assistenza che coinvolge l’intero nucleo familiare, in quanto imprescindibile dal bambino e dal suo benessere.
Questa teoria si è andata sviluppando solo negli ultimi sessant’anni, quando si è capito che le infermiere pediatriche  ricoprivano un ruolo importante anche nell’assistenza psicologica e che dovevano insegnare ai genitori come prendersi al meglio cura dei propri figli, senza che tutta la parte assistenziale fosse compito loro. Se questo tipo di assistenza fu osteggiata per diversi anni, anche in relazione ad un tipo di cure prettamente fisiche e meno psicologiche, dagli anni ’80 gli infermieri pediatrici hanno riposto grande attenzione verso le esigenze emozionali dei bambini, accettando la presenza della famiglia in ospedale e imparando anche a supportarla e a incoraggiarla.

Questa assistenza incentrata sulla famiglia ha lo scopo sia di supportare i parenti del bambino malato, accogliendo le loro richieste e i loro bisogni, sia di includere nel piano assistenziale lo stesso coinvolgimento della famiglia.
I familiari hanno, dunque, la possibilità di prendersi cura del bambino ospedalizzato sotto la supervisione dell’Infermiere Pediatrico, ciò permette di mantenere il bambino in un contesto familiare, utile per il suo supporto psicologico, avendo al contempo cure infermieristiche specializzate.
L’infermiere deve possedere una formazione e una conoscenza che gli permettano di entrare in contatto con famiglie di ogni tipo, stimolando la loro partecipazione attiva per ottenere il miglior supporto possibile per il bambino. La Family centered care può essere esplicata in diversi modalità, tocca all’infermiere scegliere quella più opportuna basandosi sul tipo di famiglia e sulle diverse situazioni. L’infermiere è in grado di fornire un tipo di assistenza familiare anche quando la famiglia è assente perché non può o non vuole essere direttamente coinvolta. Ma l’infermiere pediatrico è anche in grado di stabilire un’assistenza che veda la partecipazione della famiglia e, qualora questa sappia gestire gli aspetti dell’assistenza, può rappresentare un semplice consulente.

L’infermiere pediatrico deve possedere una buona capacità di insegnamento e comunicazione per poter istruire adeguatamente la famiglia sulle cure e l’assistenza da prestare al bambino malato, inoltre, deve saper spiegare le diverse situazioni che possono presentarsi senza mancare di empatia nei confronti della famiglia o escludendola dal percorso assistenziale. Fornire spiegazioni precise, permette alla famiglia di prendere decisioni riguardanti la salute del proprio figlio, contribuendo in tal modo ad alleviare l’ansia derivata da un mancato controllo della situazione.
L’infermiere pediatrico deve aiutare la famiglia ad accettare la diagnosi, la prognosi e le terapie del bambino; ma deve anche saper ascoltare le richieste e i dubbi, fornendo una risposta e accertandosi che ogni passaggio sia stato capito.

 

 

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