Cerca uno specialista

Tecnico ortopedico

Tecnico ortopedico

Il tecnico ortopedico si occupa della costruzione e dell´adattamento di protesi ed altri strumenti utilizzati per correggere e sostenere l´apparato locomotore, dietro prescrizione medica.

 

 

CENNI STORICI


I primi dispositivi ortopedici apparvero nel IV secolo a.C. per merito di Ippocrate, che mise a punto una tavola di legno per ridurre le lussazioni e le fratture, secondo il principio di immobilizzazione dell´osso o dell´articolazione. Sempre ad Ippocrate si deve la tecnica ancora attuale per la riduzione della lussazione della spalla. La parola "ortopedia" entra nel lessico comune solo nel 1741, coniata dal medico francese Nicolas Andry ha origine da due parole greche (orthos: diritto; paideia: educazione), in riferimento all´obiettivo da perseguire: correggere le deformità nel fisico dei bambini. Non a caso il simbolo dell´ortopedia è rappresentato da un albero torto legato ad un tutore tramite una corda. Secondo un´altra teoria esiste un´ulteriore etimologia possibile che associa le radici greche orthos e paiden (camminare), assegnando al termine il significato di "camminare diritto".
Nel 1779, Jean-Pierre David scrisse Dissertation sur les effets du mouvement et du repos dans les Maladies chirurgicales, divenuto presto un classico della materia e tradotto in inglese già dal 1790. L´ortopedia fu esercitata fino all´inizio del XIX secolo solo da medici in istituti specializzati, tra cui quello di Venel (1740-1791) in Svizzera, di Delpech  a Montpellier, di Pravaz a Parigi e poi a Lione. Nel corso del XIX secolo apparve la pratica della tenotomia per raddrizzare i piedi deformi (la prima tenotomia sul tendine di Achille fu realizzata nel 1816 a Delpech), per le scoliosi e per diverse posture viziose. La vera e propria chirurgia ortopedica rimase riservata ai bambini e agli adolescenti, con la imponente opera del parigino de Saint Germain. Louis Xavier Edouard Léopold Ollier, medico francese, fin dal 1858 si dedicò ai problemi della ossificazione. Seguendo l´esempio del suo maestro Amedèe Bonnet, praticò la chirurgia ossea con degli apparecchi di raddrizzamento, che guidavano le ossa prendendo la forma voluta. Fino al 1860, il termine di ortopedico venne riservato ai fasciatori, ai fabbricanti di corsetti, e ai fabbricanti di calzature per le deformità del piede. Il corsetto si impiega nel raddrizzare il rachide, trattando le scoliosi e le cifosi. Il sabot pour pied bot (scarpa per piede deforme o invertebrato) modella la deformazione, senza correggerla, ma permettendo una marcia indolore e più comoda. Le fasciature immobilizzano o proteggono le articolazioni fragili riducendo le lussazioni. Sempre nel XIX secolo, il dottor Pravaz di Lione riuscì a ridurre le lussazioni di anca mediante carrelli e apparecchi di estensione. Nel 1881, il chirurgo generale britannico Arbuthnot Lane propose una tecnica per il trattamento delle fratture, l´osteosintesi, che consiste nel fissare sull´osso delle placche e delle viti per immobilizzarlo aspettando che l´osso si risaldi. Nel 1890, Gluch mise a punto la prima protesi interna di ginocchio: era in avorio e funzionava con una cerniera.
Il mestiere di Tecnico Ortopedico ha in Italia un lunga tradizione, particolare impulso fu dato a seguito della prima guerra mondiale con il rientro di tanti combattenti menomati ai quali occorreva dare una nuova opportunità per reinserirsi nel sociale e nell´ambiente di lavoro. La fantasia e la capacita´ degli italiani di lavorare artigianalmente, in collaborazione con le indicazioni dei medici prescrittori, ha permesso di inventare, adattare e costruire delle protesi (che sostituiscono una parte mancante del corpo) o delle ortesi (ausili che agevolano certe funzioni del corpo umano). Se il passato e´ stato quasi esclusivamente intervenire per poter far di nuovo camminare una persona senza arto/i inferiore e ha permesso di far operare persone sul computer anche se privi degli arti superiori, il futuro oltre a tutelare la comunità´ e´ racchiuso nella parola prevenzione. Il fine è quello bloccare, evitare il manifestarsi o il peggiorare delle patologie, con l´ausilio di dispositivi e di informazione preventiva e curativa, anche grazie all´ausilio della nuova tecnologia, ampiamente usata in questo settore, per una superiore qualità della vita di abili e disabili, anziani e bambini.
La chirurgia ortopedica ha registrato progressi impensabili dai primi anni Ottanta ad oggi. In Italia l’ortopedia e la traumatologia si sono imposte a livello internazionale grazie ad alcuni pionieri ed allo sviluppo di importanti Centri di eccellenza a Bologna e Milano, come il Rizzoli, il Gaetano Pini, il Galeazzi. Oggi non ci si reca più all’estero per farsi operare all’anca, al ginocchio, al piede, alla mano o alla colonna vertebrale. Anzi, dall’estero molti pazienti si recano in Italia, poiché sannoi di potersi avvalere di metodologie innovative,  meno invasive e più efficaci, che tolgono il dolore e consentono di riacquistare completamente la propria funzionalità. Nei centri specialistici si trattano le principali patologie ortopediche e traumatologiche con particolare riferimento alla chirurgia protesica di anca, di ginocchio e spalla; l’artroscopia diagnostica e chirurgica, l’ortopedia pediatrica e le patologie vertebrali.

 

 

PRESENZA IN ITALIA ED EFFICACIA SULLA POPOLAZIONE

 

Con un regio decreto del 1928 viene riconosciuta l´arte sanitaria ausiliaria del "meccanico ortopedico ernista" e previsti i corsi di formazione professionale; solo nel 1994 viene individuata la figura del "Tecnico ortopedico" e nel 1996 approvato l´ordinamento didattico dei corsi di Diploma Universitario che durano 3 anni e prevedono circa 3000 ore di laboratorio. Il settore dell´ortopedia e della traumatologia italiana risulta essere in fortissima crescita: sono oltre un milione gli italiani con hanno subito un intervento per l´inserimento di un´articolazione artificiale. Ogni anno vengono impiantate circa 180 mila nuove articolazioni, dall´anca al ginocchio alla spalla. Secondo questi dati l´Italia risulta essere ai primi posti in Europa per il numero di protesi d´anca impiantate con circa 100.000 impianti l´anno, con un fattore di crescita del 5% annuo, con una spesa per il Servizio Sanitario Nazionale pari a un miliardo e trecento milioni di euro per operazioni e ricoveri e 500 milioni di euro per la riabilitazione.  In testa fra le regioni italiane appaiono Lombardia ed Emilia Romagna, risultato però ottenuto per effetto della mobilità dei pazienti a livello regionale, che consente loro di scegliere l´ospedale e il luogo dove farsi operare. L´Italia è fra i Paesi europei dove si effettua il maggior numero di sostituzioni d´anca. Su circa 700.000 interventi europei oltre centomila riguardano il nostro Paese, superato soltanto da Germania(250.000) e Francia (130.000). Quando si parla di sesso, le donne coinvolte nella sostituzione dell´anca sono il 65% dei casi che salgono al 75%  se l´impianto è successivo a una frattura da osteoporosi.

Il successo della chirurgia dell´anca dipende soprattutto dall´avvento di nuovi materiali, caratterizzati da un´usura estremamente inferiore rispetto al passato e con prestazioni ottimali a lungo nel tempo. Oggi sono circa 1500 i Tecnici Ortopedici che operano attraverso 600 strutture sul territorio nazionale.

 


CENTRI DI FORMAZIONE E UNIVERSITÀ E CORSI DI AGGIORNAMENTO


Il Decreto Ministeriale 14/9/94 n° 665 individua la figura professionale del tecnico ortopedico con il seguente profilo: il tecnico ortopedico è l´operatore sanitario che, in possesso del diploma universitario abilitante, su prescrizione medica e successivo collaudo, opera la costruzione e/o adattamento, applicazione e fornitura di protesi, ortesi e di ausili sostitutivi, correttivi e di sostegno dell´apparato locomotore, di natura funzionale ed estetica, di tipo meccanico o che utilizzano l´energia esterna o energia mista corporea ed esterna, mediante rilevamento diretto sul paziente di misure e modelli.
La laurea triennale in ´Tecnico Ortopedico´ è indispensabile per l´iscrizione nell´apposito albo professionale. Al Tecnico Ortopedico sono inoltre richieste doti come un´ ottima manualità e una buona capacità nei rapporti interpersonali.
Il corso si Laurea è attivo presso: l´Università degli Studi di Bologna, di Catanzaro e di Firenze, l´Università Cattolica del Sacro Cuore a Roma, l´ Università degli Studi di Roma "Tor Vergata" e l´Università degli Studi di Pavia.

 


TRATTATO DESCRITTIVO


Le attività del Tecnico Ortopedico possono comprendere l´esame della prescrizione medica e la condizione del cliente disabile; la determinazione di misure e caratteristiche della protesi da realizzare o adattare; la realizzazione o l´ adattamento di protesi in legno, metallo, plastica o pelle grazie all´uso di macchinari per trapanare, levigare, tornire e assemblare; la prova della protesi al cliente, l´addestramento del cliente all´utilizzo della protesi, il tutto in   collaborazione con altre figure professionali che si occupano di rieducazione.
La costruzione di un dispositivo su misura o di serie predisposto, effettuata dal tecnico ortopedico, avviene attraverso diverse fasi. Il Tecnico inizia il suo lavoro con la valutazione di esigenze funzionali dell´ausilio prescritto dallo specialista; in seguito definisce le condizioni generali di salute, professionali e sociali del paziente e attua procedure di scelta dei componenti e delle loro applicazioni, così che si conformino al meglio alle condizioni reali del paziente. Anche l´analisi di rischio di utilizzo è compito del Tecnico: sulla base delle esigenze funzionali e facendo riferimento alle caratteristiche tecniche dei materiali e dei componenti che andranno a costituire l´ausilio valuta la sussistenza di condizioni di pericolo potenziale per l´utente, e definisce tutte le soluzioni tecniche utili per la minimizzazione dei rischi. Nella fase di progettazione vengono definite le caratteristiche costruttive di ogni singola parte dell´ausilio, attraverso la stesura della scheda progetto, l´individuazione dei codici di riferimento al nomenclatore tariffario e la compilazione del preventivo. Inoltre è prevista l´acquisizione e la registrazione di tutte le informazioni necessarie alla realizzazione di protesi e ortesi (la preparazione di diagrammi, grafici, misurazioni e calchi negativi delle parti del corpo interessate). In particolare per una migliore realizzazione delle ortesi dell´arto inferiore si procede con la valutazione strumentale delle forze meccaniche di carico agli appoggi in fase statica e dinamica. Con i termini stilizzazione e correzione del calco positivo si identifica la procedura di modifica di un calco positivo ottenuto per colata di gesso in uno negativo, per ottenere la forma che determina completamente o parzialmente l´aspetto finale dell´ausilio. L´ultimo momento della fase preliminare è definita correzione del grafico, questo viene modificato per ottenere un profilo che determini completamente o parzialmente la forma finale di protesi o ortesi. Da questo momento in poi il Tecnico possiede gli strumenti necessari per la costruzione dei componenti, prodotti individualmente su calco o in base alle misure, attraverso l´assemblaggio e l´allineamento provvisorio, conformemente alle caratteristiche definite in base ai dati acquisiti sul paziente. Dopo una prova di allineamento statico (correzione dell´allineamento provvisorio sul paziente immobile) e dinamico (ottimizzazione di protesi/ortesi tenendo conto delle osservazioni relative a tutti i movimenti del paziente) è possibile passare alla fase di finitura, ossia l´operazione di produzione per conferire all´ausilio la sua conformazione definitiva. Infine il Tecnico deve redarre la fascicolazione tecnica in riferimento alla qualità del prodotto in conformità con la direttiva 93/42 CEE accompagnata dalla verifica e dalla consegna dell´ausilio. In particolare, per protesi e ortesi dell´arto inferiore la verifica funzionale può essere integrata da strumenti di rilevazione elettronica che consentono di valutare meglio la funzionalità dell´ausilio.
Ultimo compito del Tecnico ortopedico è quello di addestrare e spiegare il corretto utilizzo della protesi/ortesi al paziente, autonomamente o in collaborazione con altre figure professionali unite in "equipe multidisciplinare".

Il tecnico ortopedico addestra il disabile all´uso delle protesi, delle ortesi e altri ausili per quanto riguarda:
1. la tecnica per calzare l´ausilio;
2. le cautele nell´uso;
3. la durata e l´alternanza dei periodi di uso nella fase iniziale per non incorrere in arrossamenti, piaghe, ecc.;
4. le procedure per la pulizia;
5. la periodicità degli interventi di regolazione o manutenzione ordinaria.
I cosiddetti dispositivi su misura sono personalizzati su ogni singolo paziente e tengono conto anche dell´aspetto estetico, siano essi scarpe, protesi o busti. I dispositivi più noti sono: i plantari, i rialzi, le calzature su misura, i tutori di arto inferiore o superiore, le protesi di arto inferiore o superiore, i busti rigidi e i corsetti.
Il tecnico ortopedico, insomma, può essere definito come consulente e informatore per l´utilizzo di dispositivi medicali o elettromedicali costruiti in serie e venduti tramite il proprio negozio di sanitaria, scegliendo opportunamente i marchi e i modelli che presentano delle indubbie qualità´, sia a livello progettuale che di materiali per un utilizzo professionale e conforme alle norme.
 

News

Il nuovo sistema di sintesi mini invasivo "Dilops"

Prof. Paolo Palombi Tecnico ortopedico ortopedia e traumatologia Ortopedici Traumatologi

12/10/2016

Un sistema di viti divergenti che permette al paziente anziano di ridurre al minimo le perdite ematiche postoperatorie

Vai alla scheda

Vuoi ricevere informazioni? Contattaci subito

Accetto le regole sulla Privacy e Cookie
Accetta   Rifiuta 
Il presente sito utilizza cookies tecnici e cookies di terze parti. Continuando la navigazione ne accetti l'utilizzo. Clicca qui per prendere visione dell'informativa.