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L´ottico-optometrista è un professionista sanitario non medico, la cui figura rientra tra quelle comprese nelle arti ausiliarie delle professioni sanitarie. Si occupa dell´esame dei difetti visivi, nei limiti previsti dalla legge, e fornisce ai clienti occhiali e lenti correttive ed estetiche e ausili per ipovedenti per la correzione dei difetti ottici e rifrattivi. L´ottico-optometrista opera con autonomia professionale e responsabilità di risultato.

 

  

CENNI STORICI

 

L´ottica è una disciplina antica che risale all´epoca greca, tra i maggiori esponenti ci fu il filosofo Euclide che, nel 300 a.C., scoprì la propagazione in linea retta della luce e dalle cui teorie si svilupparono numerose scuole di pensiero che presero in esame l’intero meccanismo della visione, comprese le componenti fisiche e psicologiche.

L’utilizzo di ausili per la visione è attestato sin dall’epoca greca e romana, quando erano impiegate pietre preziose, come lo smeraldo citato da Plinio a proposito di Nerone, per migliorare la qualità visiva. L’invenzione degli occhiali, comunque, è di molto posteriore alle prime teorie sulla rifrazione della luce e l’impiego di lenti, in grado di distorcere le immagini, fu perfezionato solo nel XIII secolo.

La testimonianza più attendibile che riguarda l’uso di lenti per migliorare l’acutezza visiva risale a Ruggero Bacone, frate, filosofo e scienziato inglese, che condusse esperimenti con specchi e lenti e descrisse il principio del riflesso e della rifrazione.
L’invenzione degli occhiali risale già al 1280, per merito dell’italiano Alessandro Spina, mentre a Venezia fu adoperato per la prima volta il vetro trasparente. I due dischi di vetro erano tenuti insieme da un chiodino e, nei decenni successivi a tale invenzione, fu proibito rivelare il segreto della fabbricazione degli occhiali, la pena di morte era inflitta a chi trasgrediva a questa regola. Gli occhiali iniziarono a diffondersi dall’Inghilterra in tutta Europa dal 1400, ma divennero oggetti d’uso comune solo nel XVII secolo. Questa diffusione si deve principalmente ai trattati, riguardanti l’uso delle lenti e la differenza di queste tra concave e convesse, scritti da Giovanni Keplero, astronomo e matematico tedesco.

Benjamin Franklin, scienziato americano, inventò, alla fine del 1700, le lenti bifocali, ossia la tipologia in grado di correggere tanto la miopia quanto la presbiopia, costituite da due mezze lenti: quella superiore utilizzata per vedere da lontano, quella inferiore per vedere da vicino.
La foggia degli occhiali varia enormemente nel corso delle epoche, dai modelli che dovevano essere tenuti con le mani a quelli con le molle che permettevano di essere applicati sul naso, dal monocolo fino alla forma attuale. Inizialmente gli occhiali erano segno di distinzione sia di nobiltà sia d’istruzione, questo perché spesso erano costruiti con materiali preziosi e potevano essere acquistati solo dai ricchi.

Nel 1887 Adolf Eugene Fick, oculista tedesco, inventò le prime lenti a contatto, sebbene numerosi studi ed esperimenti fossero già stati condotti in epoche precedenti, anche da Leonardo da Vinci. Le prime lenti a contatto erano grandi, di vetro e si appoggiavano sulla sclera dell’occhio, il che le faceva risultare mal sopportabili se indossate per più di due ore. Innovazioni importanti per le lenti a contatto furono introdotte, verso la metà del 1900, dagli americani Dallos e Fleinbloom, che sostituirono al vetro un materiale plastico più leggero e sopportabile dall’organismo.
Le lenti a contatto morbide furono inventate da due ricercatori cecoslovacchi a inizio anni ‘60, ed erano costituite da idrogel.

 


SCUOLE DI FORMAZIONE, UNIVERSITA´ E CORSI DI AGGIORNAMENTO

 

Con la riforma dell’Istruzione voluta dal Ministro Gelmini, è stata introdotta la possibilità di ricevere una formazione riguardante il settore dell’ottica e dell’optometria già dalla scuola secondaria di secondo grado. E’, infatti, possibile iscriversi, dall’anno scolastico 2010/2011, a un Istituto Professionale- Settore servizi- Indirizzo servizi socio-sanitari – Articolazione ottico. Dopo il primo triennio e un esame di valutazione si acquisisce la qualifica di operatore ottico, mentre completando anche il biennio si ottiene la licenza di Ottico.

Il Corso di Laurea in Ottica e Optometria appartiene alla Classe delle Lauree in Scienze e Tecnologie Fisiche (L-30), afferente alla Facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali, ha durata triennale e si inserisce nel sistema di formazione europeo per ciò che concerne la professione di ottico. L’accesso al Corso di Laurea è a numero chiuso, per accedere bisogna, quindi, superare un test di ammissione. Il numero degli studenti ammissibili varia secondo le Università, in base alle risorse, alle strutture didattiche e cliniche in possesso di queste, ma anche dalla richiesta, su scala nazionale, della figura professionale dell’ottico-optometrista.
Gli Atenei che attivano questo Corso di Laurea sono quelli di: Firenze, Lecce, Milano-Bicocca, Molise, Napoli-Federico II, Padova, Roma-Tre, Torino.

Annualmente, inoltre, sono attivati Master per la formazione specifica che variano da Ateneo ad Ateneo.
Anche per le arti ausiliarie delle professioni sanitarie, in cui rientra la figura dell’ottico-optometrista, è prevista obbligatoriamente la formazione continua in medicina, abbreviata in E.C.M., che comporta la partecipazione a corsi di aggiornamento e qualificazione.

 

 

PRESENZA IN ITALIA ED EFFICACIA SULLA POPOLAZIONE

 

L’ottico ha il compito di verificare, attraverso strumenti appropriati, che le diottrie mancanti al paziente corrispondano effettivamente alla prescrizione medica, dopodiché aiuta il cliente a scegliere la montatura più adatta e realizza le lenti necessarie per la correzione del difetto visivo.
Il professionista in ottica possiede conoscenze nel campo dell’optometria, della contattologia e dell’oftalmica; inoltre, è in grado di utilizzare i macchinari per la smerigliatura e il taglio delle lenti, nonché gli strumenti per la misurazione del visus.
In Italia l’ottico può svolgere attività privata, come libero professionista o come titolare di un negozio specializzato, può lavorare presso laboratori di montaggio lenti o aziende che si occupano di strumentazione ottica, ma può, anche, operare all’interno di strutture sanitarie, sia pubbliche sia private.
Nel nostro Paese gli ottici sono circa 10 mila.

La Federottica, Associazione Federativa Nazionale degli Ottici Optometristi italiani, è l’organo rappresentativo per i professionisti del settore ottico e optometrico più importante a livello nazionale. Quest’associazione è promotrice della tutela degli interessi etici, professionali e sindacali dei suoi membri.

 


TRATTATO DESCRITTIVO

 

Le principali ametropie, cioè i difetti visivi, sono l’ipermetropia, l’astigmatismo e la miopia, cui si aggiunge la presbiopia, sebbene questa non si caratterizzi per un problema di rifrazione, diversamente dalle altre.

Miopia: è causata da un’eccessiva curvatura della cornea o, in altri casi, da un bulbo oculare più allungato rispetto alla norma. Questi difetti provocano una cattiva messa a fuoco delle immagini lontane, che, infatti, vengono a formarsi davanti alla retina (la membrana su cui i raggi luminosi sono proiettati e che invia tali segnali luminosi al cervello che li rielabora in immagini) e non su di essa, apparendo sfocate. La miopia è, generalmente, ereditaria e fa la sua comparsa nei prima 25 anni di vita, assestandosi, nella maggior parte dei casi, intorno ai 30-35 anni.
Gli occhiali per la correzione di tale difetto sono formati da lenti concave (divergenti), queste permettono una corretta rifrazione della luce e consentono di far convergere i raggi luminosi direttamente sulla retina, con il giusto grado d’inclinazione.
Anche le lenti a contatto offrono una buona correzione di quest’ametropia e sul mercato se ne trovano di vari tipi, secondo la frequenza con cui s’indossano e il gusto personale. Esistono lenti usa e getta giornaliere, settimanali, quindicinali e mensili; esistono anche lenti semirigide che hanno durata annuale e sono, comunque, ben tollerate. I soggetti miopi ricevono una correzione migliore dalle lenti a contatto rispetto a chi soffre di altri difetti di rifrazione.

Ipermetropia: questo difetto di rifrazione è dovuto a una curvatura limitata della cornea o a un occhio più corto del normale, che produce la convergenza dei raggi luminosi oltre la retina, impedendo la giusta focalizzazione delle immagini vicine. Tale ametropia è frequente nell’infanzia e, solitamente, tende a risolversi con lo sviluppo dell’individuo; inoltre, grazie all’accomodazione operata dal cristallino, l’ipermetropia è parzialmente compensata.
Gli occhiali e le lenti a contatto per ipermetropi hanno lenti convesse (positive) o convergenti, più spesse al centro e meno sui bordi, che fanno convergere la luce sulla retina e non dietro di essa.

Astigmatismo: la forma non sferica della cornea produce una rifrazione della luce su due punti differenti della retina, questo fa sì che un piano dell’immagine sia più nitido mentre l’altro sia sfocato. L’astigmatico ha una visione imprecisa delle immagini sia da lontano sia da vicino, i contrasti tra le linee orizzontali, verticali e oblique non sono ben percepiti. Una forma blanda di astigmatismo, definita fisiologica, è presente in buona percentuale della popolazione mondiale, questo perché la cornea è soggetta alla forza delle palpebre che, aprendosi e chiudendosi, ne deformano la sfericità. In buona parte dei casi, chi soffre di astigmatismo presentano anche un’altra ametropia, generalmente la miopia.
Gli occhiali e le lenti a contatto sono a forma cilindrica (torica), lo spessore di queste non è uniforme lungo tutta la superficie.

Presbiopia: non rientra tra i difetti di rifrazione, è causata, infatti, da un naturale irrigidimento del cristallino, dovuto soprattutto all’età. Senza la necessaria elasticità, il cristallino non può operare il processo di accomodazione, ovverosia la regolazione della curvatura che permette una visione nitida da vicino. Ciò comporta una visione annebbiata e sfocata da vicino, migliorabile se si allontana da sé l’oggetto da osservare, come, ad esempio, un libro.
La correzione avviene tramite lenti positive, queste prevedono, inoltre, la possibilità di essere regolate anche per sopperire a un’ametropia, in questo caso prendono il nome di “lenti multifocali”. Questa tipologia di lenti ha due punti di messa a fuoco: una parte della lente, quella più grande, corregge la miopia o l’ipermetropia, mentre la parte più piccola serve per la correzione della presbiopia.
Le lenti progressive hanno la stessa funzione di quelli multifocali, ma hanno il pregio di passare gradualmente da una prescrizione all’altra.


Occhiali da sole
Gli occhiali da sole rientrano tra i dispositivi di protezione individuali, questi ultimi, secondo il Decreto legislativo n.81 del 2008, sono “qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro, nonché ogni complemento o accessorio destinato a tale scopo”.
Gli occhiali da sole appartengono alla prima categoria dei dispositivi di protezione individuale, quando il rischio è lieve, e sono disciplinati da una normativa europea, accolta anche dall’Italia, che suddivide il tipo di lenti e l’uso di queste in cinque categorie.
Le lenti degli occhiali da sole, in materiale plastico o vetroso, consentono, qualora si volesse, correggere un difetto visivo oltre a offrire una protezione contro i raggi solari.
Oltre la normale colorazione, le lenti possono essere sottoposte a particolari trattamenti che rendono più efficace la schermatura offerta: il filtro colorato ha la caratteristica di filtrare meglio alcune frequenze luminose; il filtro UV impedisce alle radiazioni ultraviolette di danneggiare gli occhi, particolarmente quelli sensibili; le lenti polarizzate neutralizzano i riverberi e gli abbagliamenti, pericolosi in alcune situazioni; le lenti fotocromatiche adattano la loro colorazione all’intensità luminosa, passando da una trasparenza a una colorazione intensa, possono essere indossate tutto il giorno in qualsiasi ambiente; la specchiatura, infine, è il rivestimento riflettente della lente adatto per condizioni di luce estremamente forte.


 

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