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Tecnico audioprotesista

Tecnico audioprotesista

Il tecnico audioprotesista è un operatore sanitario che fornisce, adatta e controlla le protesi utilizzate per correggere i difetti uditivi. Pur lavorando in sinergia con il tecnico audiometrista, il tecnico audioprotesista interviene in una fase successiva all’individuazione del disturbo: si occupa dell’adattamento e dell’applicazione degli apparecchi acustici mediante il rilievo dell’impronta del condotto uditivo esterno ed insegna al paziente l’uso corretto di tali strumenti.

 

 

CENNI STORICI

 

I primi apparecchi acustici con componenti elettroniche (ancora analogiche) furono costruiti a partire dagli anni sessanta. Erano contenuti in una scatola di circa cm 10-15 di lato, la quale conteneva il microfono, l´amplificatore, le batterie e il comando del volume. Un filo portava il segnale elettrico ad una capsula magnetica collocata dentro l´orecchio. Tale capsula, analoga a quella degli auricolari, convertiva il segnale da elettrico in acustico. Lo svantaggio principale di questi apparecchi, se confrontati con quelli successivi, era costituito dalle dimensioni, che li rendevano molto visibili e potevano generare problemi psicologici agli utilizzatori. Per la messa a punto e la commercializzazione dei cosiddetti apparecchi retro-auricolari s dovrà aspettare fino agli anni settanta. Tali apparecchi erano costituiti anch´essi da due parti, ma di dimensioni notevolmente ridotte. La prima parte - nella quale erano contenute tutte le componenti elettroniche: microfono, amplificatore e batterie - veniva applicata dietro il padiglione auricolare riuscendo in virtù delle sue piccole dimensioni ad essere in buona parte mimetizzata. I primi modelli possedevano un´elettronica esclusivamente analogica, i più recenti erano dotati di elettronica digitale che consentiva controlli maggiori per modellare la curva di risposta, in modo da adattarli alla morfologia dell´orecchio del portatore. Spesso, soprattutto i modelli più recenti, erano dotati di filtri che escludevano i suoni acuti o i bassi, a seconda delle esigenze del paziente. Anche le dimensioni variarono con il tempo, diventando sempre minori e perciò meno visibili. Risalgono invece ai primi anni ottanta i primi apparecchi endo-auricolari. Trattasi di apparecchi del tutto interni all´orecchio e pertanto ancor meno visibili dei precedenti. Anche tali modelli erano  inizialmente dotati di elettronica analogica e in seguito digitale. Il vantaggio di questi apparecchi, oltre al minor impatto visivo derivava dall´avere il microfono interno al padiglione auricolare, quindi in una posizione meno sensibile al vento e ai fruscii esterni rispetto ai modelli retroauricolari. Il posizionamento più naturale inoltre garantiva una più precisa comprensione della provenienza del suono. Tra gli inconvenienti più rilevanti, l´inserimento all´interno del canale uditivo di un apparecchio che per quanto di dimensioni ridotte occupava comunque un certo spazio. Risale infine al 2000 la creazione dei primi apparecchi RITE, che prendevano in prestito elementi da entrambe le tipologie di apparecchio riducendo sensibilmente gli effetti collaterali. Per lo stesso motivo sono stati infine progettati i cosiddetti “open ear”, che lasciano il condotto uditivo aperto facendo arrivare il suono tramite un tubicino. Tali apparecchi consentono di amplificare le frequenze dei suoni senza creare una sensazione di occlusione nell´orecchio.

 

 

SCUOLE DI FORMAZIONE, UNIVERSITA´ E CORSI DI AGGIORNAMENTO

 

Quella del tecnico audioprotesista è una professione riconosciuta dalla Repubblica Italiana. Non è richiesta l´iscrizione ad alcun albo ma chi esercita tale professione deve obbligatoriamente essere in possesso  della laurea in Tecniche Audioprotesiche che si consegue presso la facoltà di Medicina e Chirurgia. Chi poi volesse proseguire la formazione può optare per la Laurea Specialistica in Scienze delle Professioni Sanitarie Tecniche Assistenziali.

 

 

PRESENZA IN ITALIA ED EFFICACIA SULLA POPOLAZIONE

 

Gli Audioprotesisti operanti in Italia sono, ad oggi, circa 2.500. Anche per questa figura le prospettive occupazionali sono notevoli e l’inserimento lavorativo risulta essere pressoché immediato dopo la laurea, tanto che la richiesta per il prossimo futuro è stimabile in circa 270 Audioprotesisti all’anno. Si registra a livello statistico una leggera prevalenza di uomini. In Italia gli audioprotesisti sono rappresentati dall´Anap,  associazione di categoria costituitasi nata nel 1965 e che attualmente rappresenta oltre 2500 iscritti. Un decreto ministeriale del Ministero della Salute ha riconosciuto l´Anap quale unica rappresentante ufficiale della categoria degli audioprotesisti nei rapporti con gli Enti e le istituzioni.

 


TRATTATO DESCRITTIVO

 

L´audioprotesista è la professione sanitaria cui fare riferimento  per la cura dei problemi del sistema uditivo. La sua attività è mirata all’applicazione dei presidi protesici mediante il rilievo dell’impronta del condotto uditivo esterno, la costruzione e applicazione delle chiocciole o di altri sistemi di accoppiamento acustico e la somministrazione di prove di valutazione protesica. Egli segue inoltre il paziente in tutti gli aspetti riguardanti la prova dell´udito, la cura e l´applicazione personalizzata. I laureati in Tecniche Audioprotesiche possono svolgere la loro attività in strutture di laboratorio o di assistenza pubbliche o private, autorizzate secondo la normativa vigente, in rapporto di dipendenza o libero-professionale. Opera su prescrizione del medico mediante atti professionali che implicano la piena responsabilità e la conseguente autonomia. Collabora inoltre con altre figure professionali ai programmi di prevenzione e di riabilitazione della sordità. La capacità di utilizzare adeguatamente la lingua inglese consente loro di inserirsi nei pertinenti ambienti di lavoro non solo in ambito nazionale, ma anche europeo ed extraeuropeo. Prerogativa del  tecnico audioprotesista dev´essere inoltre quella di stabilire una relazione comunicativa e di fiducia  con i propri utenti: soggetti anziani e loro accompagnatori, bambini e loro familiari, professionisti sanitari. A tale scopo la conoscenza di base della psicologia e la padronanza delle regole fondamentali della comunicazione diventano aspetti inderogabili di una professione completa e più complessa. L’ attività del tecnico audioprotesista assume a questo punto dignità di prestazione a contenuto intellettuale, ovvero di intervento personalizzato ove è richiesta la soluzione di uno specifico problema. Non si tratta quindi di assicurare esclusivamente una prestazione di carattere tecnico, fornire un prodotto o un servizio; al contrario, il tecnico audioprotesista deve utilizzare al meglio il suo sapere, il saper fare e il saper essere per cercare la giusta risposta alla legittima richiesta di benessere che gli viene rivolta. Il grado di responsabilità assunto dal tecnico audioprotesista è notevole e, proprio per questo, il livello di autonomia concesso è altrettanto ampio I laureati in Tecniche Audioprotesiche potranno trovare sbocchi professionali nel campo della riabilitazione dei deficit uditivi ed in particolare per la loro acquisita specifica competenza potranno inserirsi in:

• Scelta, preparazione e controllo dei materiali protesici audiologici;
• Attività di ricerca e di consulenza tecnica e di controllo di qualità presso Enti e Laboratori di protesi acustiche;
• Prestazioni tecniche specifiche riabilitative presso Centri e Ospedali per il recupero di audiolesi;
• Collaborazione con Enti Universitari di Medicina, di Fisica o di Ingegneria per attività di ricerca e di didattica;
• Industrie nazionali e estere di produzione e agenzie di vendita operanti nel campo delle audioprotesi;
• Attività in regime di dipendenza o di consulenza libero-professionale presso Servizi Sanitari e Enti Assistenziali pubblici o privati.

Nel SSN l’inquadramento iniziale è al livello C e la retribuzione è di circa 19 mila euro lordi annui. Questa cifra può essere integrata da varie indennità, legate al tipo di turno, agli eventuali servizi festivi o notturni e così via. Per i liberi professionisti i guadagni sono decisamente superiori.
 
 
 

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