Cerca uno specialista

Ostetrico/a

Ostetrico/a

Professionisti in evidenza

Dr. Ermanno Greco

Ostetrico/a Ginecologi

Nuove tecniche di diagnosi genetica degli embrioni ed un miglioramento delle qualità del tessuto uterino(endometrio) consentono di ottenere il 70% di gravidanza trasferendo in utero anche...

Vai alla scheda

L´ostetrica è definita come professionista specializzata nell´assistenza alla donna prima, durante e immediatamente dopo il parto. Questa figura affianca il medico specializzato in ostetricia e ginecologia. Una donna può farsi seguire da un ginecologo (l´OMS consiglia una visita a trimestre) e anche da un ostetrico. Da un punto di vista deontologico il medico segue la patologia (a carico della madre e del sistema feto- placentare) mentre l´ostetrica è l´esperta della fisiologia.

 

 

CENNI STORICI


La professione dell´ostetrica è considerata una delle più antiche al mondo e nasce come sapere femminile trasmesso e arricchito da una generazione all´altra. Nei suoi scritti Platone, parlando di Socrate, fa spesso riferimento alla madre levatrice, che gli ispirò il principio della maieutica (cioè tirare fuori, far emergere). Nel mondo anglosassone si parla di ostetricia come midwifery, che ha come figura centrale l´ostetrica come midwife, che letteralmente significa sta con la donna.
Nel 1600, cominciarono ad essere gettate le basi dell’ostetricia moderna. Prima di allora l´esercizio dell´ostetricia-ginecologia era stato riservato alle donne, alle levatrici. Un contributo venne dato dai chirurghi i quali, se la gestazione sfociava in travagli senza fine e che non prospettavano alcuna nascita, con un intervento di craniotomia o di smembramento del feto tentavano di salvare la partoriente. Nel 1500, Ambroise Parè tentò di migliorare la situazione ostetrica pubblicando il suo libro “De generatione” e fondando una scuola per ostetriche all’Hôtel-Dieu di Parigi, dove veniva insegnato il rivolgimento fetale. L’ostetricia-ginecologia si scontrò ben presto con il pericolo dell’infezione. I chirurghi erano sollecitati ad operare il più velocemente possibile, per ridurre al minimo il sanguinamento e il dolore operatorio data la mancanza di anestetici. In campo chirurgico l’infezione era all’ordine del giorno ed era considerata necessaria per il processo di guarigione: la suppurazione, quindi, era considerata evento favorevole (lo stesso Galeno aveva scritto “pus bonum et laudabile”). La ferita creata nell’utero dal distacco della placenta o le lacerazioni perineali costituivano porta di ingresso di un’infezione diffusa, ad alto tasso di mortalità: la febbre puerperale o febbre da parto. Lo sviluppo in numero e l’organizzazione ospedaliera non aveva migliorato le condizioni delle partorienti; la febbre puerperale mieteva moltissime vittime. Rispetto alle donne che potevano permettersi il parto a casa, quelle che partorivano in ospedale correvano rischi più alti a causa delle pessime condizioni igieniche delle corsie e dell’assenza di qualsiasi regola di profilassi. Ignác Fülöp Semmelweis, medico ungherese, introdusse per la prima volta la disinfezione delle mani con il cloruro di calcio prima di ogni visita ginecologica, riuscendo così a ridurre enormemente la mortalità. La validità di questa pratica non fu subito presa seriamente in considerazione dal mondo medico; solo nel 1879 ne venne riconosciuto l’effettivo merito a Semmelweis. Nel corso dei secoli l´ostetricia ha ottenuto risultati sempre più entusismanti, grazie anche al progressivo e inarrestabile sviluppo tecnologico.
In quest’ultimo decennio le ostetriche hanno progettato, sperimentato, e ridelineato percorsi e processi assistenziali, organizzativi, didattici e relazionali assumendo nuove e più ampie responsabilità nella midwifery governance, dimostrando competenze avanzate e capacità adeguate alle esigenze dei cittadini e del “sistema salute”.

 

 

PRESENZA IN ITALIA ED EFFICACIA SULLA POPOLAZIONE

 

Storicamente l’ostetrica è la professionista che segue il periodo fertile della donna. Fino a pochi decenni fa era un punto di riferimento per tutta la comunità. I cambiamenti sociali che hanno portato il momento della nascita all’interno dell’ospedale hanno radicalmente modificato il suo ruolo che ora, attraverso leggi specifiche, si cerca di rivalutare. Secondo il D.M. 740/1994 l´ostetrica, che può lavorare in autonomia, segue la donna a 360 gradi: può essere una figura di riferimento per l´accudimento dei neonati, di bambini nell´età pediatrica, per i ragazzini e gli adolescenti (soprattutto ragazze), per la donna fertile, per quella in climaterio e poi durante la menopausa. Attualmente, in Italia, il compito della tutela della salute riproduttiva spetta ai consultori, all’interno dei quali l’ostetrica riesce ad offrire ancora una discreta continuità assistenziale, e ai reparti maternità degli ospedali. La gravidanza e il normale periodo fertile della donna, tuttavia, raramente vengono assistiti dalla sola ostetrica e questo nonostante gli studi epidemiologici dimostrino la capacità di questo tipo di assistenza di migliorare numerosi esiti. Dove ciò avviene, si osserva costantemente una combinazione di azioni positive tra diverse figure professionali: ostetriche, ginecologi e cariche dirigenziali si attivano con volontà e perseveranza per il raggiungimento di questo importante obiettivo. Fondamentale risulta essere anche il supporto dell’utenza che chiede alla medicina la “presa in carico” della persona. Uno degli ostacoli più grandi è la mancanza di autonomia dell’ostetrica nella gestione della fisiologia in tutto il periodo fertile della donna: gli esami di controllo della salute materna possono essere prescritti esclusivamente dal medico.

Secondo i dati emersi dal I Congresso della Federazione italiana di ostetricia e ginecologia (Fiog), la realtà riguardo all’assistenza ai parti negli ospedali e nelle cliniche italiane è diversa a seconda dell’area considerata: nel Nord del Paese le strutture sono più adeguate che nel Meridione e il 10% dei parti è ad altissimo rischio per la mamma o il bambino. Molti centri sono impreparati all’evento e l’opinione degli esperti è che il problema stia nella formazione degli operatori; infatti nelle grandi strutture è più facile trovare professionalità in grado di affrontare le emergenze che si possono verificare durante il parto. In quegli ospedali o cliniche in cui il numero di nascite annuali è minore manca, in genere, il terzo livello neonatologico, che permetterebbe l’assistenza tempestiva e corretta a quei neonati che soffrono di una particolare patologia. D’altra parte, in Italia sono presenti delle strutture nettamente all’avanguardia nel campo, localizzate soprattutto al Centro-Nord. Non mancano ospedali eccellenti anche al Sud, dove, però, è quasi sempre assente il terzo livello.
L’Associazione degli Ostetrici e Ginecologi Italiani (AOGOI) riunisce più di 5000 operatori nel campo della ginecologia italiana.

Le Ostetriche in Italia sono circa 16 mila e fra queste più di 7 mila sono dipendenti del Sistema Sanitario Nazionale. Le possibilità occupazionali sono correlate all’andamento delle nascite che in Italia, si sono quasi dimezzate nell’arco di quarant’anni: da oltre un milione nel 1964 a poco più di 550 mila nel 2004. Negli ultimi tempi questa tendenza alla diminuzione si è arrestata e, soprattutto grazie all’immigrazione, si è invertita. Dal punto di vista economico un’Ostetrica dipendente percepisce uno stipendio iniziale che oscilla tra i 17 e i 20 mila euro lordi annui: questa cifra può aumentare considerevolmente con indennità di turno, di reparto e così via. I compensi di chi lavora in forma autonoma sono estremamente variabili ed in linea di massima possono essere leggermente superiori a quelli previsti per il lavoro dipendente.

Le prospettive occupazionali a lungo termine permangono negative ma, nel breve periodo, è prevista una sostanziale stabilità della richiesta di ostetriche da parte delle strutture sanitarie. Le più recenti tendenze mostrano inoltre discrete prospettive per chi voglia intraprendere la libera professione e per chi decida, ad esempio, di creare uno studio associato di ostetriche che preparino e sostengano la gestante durante e dopo la gravidanza, organizzando corsi di ginnastica pre e post parto oppure gruppi di accompagnamento alla maternità o anche corsi di allattamento e di svezzamento naturale. Questa professione è svolta per il 90% da donne: anche se il numero degli Ostetrici è in leggera crescita, si prevede che questa proporzione non cambierà significativamente nel prossimo futuro, sia per tradizione che per motivi pregiudiziali.

 


SCUOLE DI FORMAZIONE, UNIVERSITÀ E CORSI DI AGGIORNAMENTO

 

Per svolgere professione di ostetrica è necessaria la laurea triennale in Ostetricia ottenuta presso una delle Facoltà di Medicina e Chirurgia di Roma La Sapienza, Bologna, Palermo, Padova, Torino, Pisa, Napoli Federico II, Genova, Firenze e Bari. L’accesso al corso è a numero programmato, stabilito dal Ministero dell’Università e della Ricerca sulla base delle indicazioni del Ministero della Salute. La laurea consente l’iscrizione all’Albo professionale, tramite domanda al Collegio Provinciale delle Ostetriche. Dopo il primo triennio è possibile seguire il corso biennale di laurea specialistica in Scienze infermieristiche ed ostetriche. La laurea specialistica rappresenta il percorso formativo necessario per chi volesse intraprendere una carriera dirigenziale. È anche possibile frequentare corsi di perfezionamento e Master di I e II livello nel settore specifico, attivati ogni anno e consultabili sui portali delle facoltà di Medicina e Chirurgia. Una prospettiva di carriera per l’Ostetrica consiste nel diventare, mediante concorsi, Capo di un reparto o di un servizio ospedaliero.

I laureati in “ostetricia” sono, ai sensi della legge 10 agosto 2000, n. 251, articolo 1, comma 1, gli operatori delle professioni sanitarie dell´area della professione sanitaria ostetrica che svolgono con autonomia professionale attività dirette alla prevenzione, alla cura e salvaguardia della salute individuale e collettiva, espletando le funzioni individuate dalle norme istitutive del relativo profilo professionale nonché dallo specifico codice deontologico ed utilizzando metodologie di pianificazione per obiettivi dell´assistenza. In particolare, i laureati, in funzione del suddetto percorso formativo, devono raggiungere le competenze professionali di seguito indicate e specificate riguardo allo specifico profilo. Il raggiungimento delle competenze professionali si attua attraverso una formazione teorica e pratica che includa anche l´acquisizione di competenze comportamentali e che venga conseguita nel contesto lavorativo specifico, così da garantire, al termine del percorso formativo, la piena padronanza di tutte le necessarie competenze e la loro immediata spendibilità nell´ambiente di lavoro. Particolare rilievo, come parte integrante e qualificante della formazione professionale, riveste l´attività formativa pratica e di tirocinio clinico, svolta con la supervisione e la guida di tutori professionali appositamente assegnati, coordinata da un docente appartenente al più elevato livello formativo previsto dal profilo professionale e corrispondente alle norme definite a livello europeo.

L´esame finale - sostenuto dinanzi ad una Commissione nominata dalla competente Autorità accademica e composta a norma di legge - comprende:
a) la discussione di elaborato di natura teorico- applicativa;
b) una prova di dimostrazione di abilità pratiche .
L´esame finale non può essere ripetuto più di una volta.

 

 

TRATTATO DESCRITTIVO

 

Nella lingua italiana, è comune l´uso dell´accezione di ostetrica (al genere femminile) per indicare questa figura professionale,  intendendo proprio la ex levatrice (che al giorno d´oggi coinvolge anche figure maschili), e di quella di ostetrico (al maschile) per indicare il medico specializzato in ostetricia e ginecologia.

Per evitare fraintendimenti qui si identificheranno con il termine ostetrica/o coloro i quali hanno conseguito una laurea in Ostetricia e definiti dal D.M. Ministero della sanità 14 settembre 1994, n. 740 e successive modificazioni ed integrazioni come operatori sanitari cui competono le attribuzioni previste; ovvero assistono e consigliano la donna nel periodo della gravidanza, durante il parto e nel puerperio, conducono e portano a termine parti eutocici con propria responsabilità e prestano assistenza al neonato. Gli ostetrici, per quanto di loro competenza, partecipano ad interventi di educazione sanitaria e sessuale sia nell´ambito della famiglia che nella comunità; alla preparazione psicoprofilattica al parto; alla preparazione e all´assistenza ad interventi ginecologici; alla prevenzione e all´accertamento dei tumori della sfera genitale femminile; ai programmi di assistenza materna e neonatale; gestiscono, nel rispetto dell´etica professionale, come membri dell´ équipe sanitaria, gli interventi assistenziali di loro competenza; sono in grado di individuare situazioni potenzialmente patologiche che richiedono l´intervento medico e di praticare, ove occorra, le relative misure di particolare emergenza; svolgono la loro attività professionale in strutture sanitarie, pubbliche o private, in regime di dipendenza o libero- professionale; contribuiscono alla formazione del personale di supporto e concorrono direttamente all´aggiornamento relativo al loro profilo professionale e alla ricerca. In ambito pubblico si accede alla professione per concorso, mentre nel privato secondo le modalità delle libere professioni.

L’Ostetrica, nel periodo della gravidanza, offre assistenza clinica e valuta lo stato di salute della gestante richiedendo, nel caso in cui insorgesse qualche patologia, la consultazione del Medico ginecologo. Prima e durante la nascita, assiste al travaglio e al parto fisiologico e presta assistenza al neonato. Dopo il parto, assiste la donna fin dai primi giorni del rientro a casa; cura l’igiene dell’allattamento e dell’apparato riproduttivo e assiste il neonato nelle prime settimane di vita. Inoltre deve conoscere i principali meccanismi di funzionamento dell’apparato riproduttivo e deve essere in grado di individuare le patologie sospette. Questa figura conosce la fisiologia della riproduzione umana e dello sviluppo embrionale, possiede nozioni di psicologia, economia sanitaria e conosce anche i principi etici che disciplinano l’esercizio della professione e le norme di sicurezza sui luoghi di lavoro.
Più in generale, l’Ostetrica deve avere capacità tecniche, relazionali ed educative nell’ambito dell’assistenza ostetrica, neonatale e ginecologica. Per svolgere questo lavoro è fondamentale la collaborazione con gli altri operatori sanitari: l’Ostetrica deve infatti consultare il Medico specialista  in presenza di fattori di rischio per la madre e il feto e nelle situazioni di emergenza.
L´ ambiente di lavoro non consiste esclusivamente nella sala parto (nel caso lavori in clinica) ma anche nella casa delle donne che assiste (nel parto in casa o nel controllo del puerperio e dell´allattamento), inoltre opera nei consultori pubblici e privati, dove oltre a essere un costante punto di riferimento per le donne, gravide e non, esegue pap test, tamponi, visite in gravidanza, pesate di bambini anche fino ai due anni, corsi di accompagnamento alla nascita, sostegno all´allattamento e la riabilitazione del pavimento pelvico. Il punto forte dell´ostetrica/o è, oltre alla sua formazione tecnica (saper fare), la sua capacità empatica e comunicativa (saper essere) necessaria per seguire la donna in momenti "difficili" quali possono essere l´affrontare un travaglio o semplicemente accettare una menopausa.

 


 

Vuoi ricevere informazioni? Contattaci subito

Accetto le regole sulla Privacy e Cookie
Accetta   Rifiuta 
Il presente sito utilizza cookies tecnici e cookies di terze parti. Continuando la navigazione ne accetti l'utilizzo. Clicca qui per prendere visione dell'informativa.