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Clownterapia, gelotologia

Clownterapia, gelotologia
La gelotologia (dal greco gelos, riso) è la disciplina che studia il fenomeno del ridere, coi particolare riguardo alle sue potenzialità terapeutiche. Essa si basa sulle relazioni che intercorrono tra sistema nervoso, sistema endocrino e sistema immunitario, trovando le sue fondamenta nella  psiconeuroendocrinoimmunologia, che, secondo la definizione di Cohen e Hebert, è lo studio delle interrelazioni tra il sistema nervoso centrale e il sistema immunitario.
 
La figura professionale connessa a questa disciplina è il clown dottore. Clownterapia è il termini composto dall’unione di due parole chiave - clown e terapia - con cui si definisce questo nuovo tipo di terapia medica alternativa. Sebbene ad oggi parlare di terapia può apparire azzardato, recenti studi dimostrano che il sorriso, la risata e il buon umore incidono in maniera considerevole su tempi di guarigione di diverse patologie anche gravi.
Generalmente parlando di clownterapia si indica un insieme di tecniche derivate dal circo e da teatro di strada che vengono applicate in contesti di disagio sociale o fisico, come gli ospedali, le case di riposo, le case famiglia, gli orfanotrofi, i centri diurni e i centri di accoglienza. Il dibattito si cosa sia un clown dottore, su quali siano le sue competenze e quali siano i limiti di intervento resta ancora aperto. Dato che questa disciplina viene portata avanti soprattutto ad opera di volontari e per iniziativa di privati non è ancora possibile darne una definizione univoca.
 
Cenni storici
Il precursore della gelotologia è Norman Cousins, un divulgatore scientifico guarito da una spondilite anchilosante, una malattia reumatica cronica, grazie ad una cura a base di risate, vitamina C e alimentazione naturale.
La terapia del sorriso è poi diventata famosa in tutto il mondo con il film Patch Adams, che ha raccontato la storia di un medico americano (Hunter “Patch” Adams, appunto) secondo cui il vero scopo del medico non è curare le malattie, ma prendersi cura del malato. Convinto del fatto che il clima che si respira negli ospedali tenda a demoralizzare i pazienti, soprattutto se bambini, ha sperimentato questo nuovo approccio in cui medici e infermieri si presentavano in servizio vestiti da clown. Concretizzare la sua idea non è stato facile, perché dal punto di vista culturale associare la figura seria e professionale del medico ad un pagliaccio sembrava impensabile. I fatti hanno però dimostrato che i pazienti, più distesi e felici, reagivano meglio alle cure e ai farmaci e la nuova terapia è diventata una realtà di tutti i giorni in molti ospedali.
Adams ha fondato e diretto il Gesundheit Institute, una comunità medica olistica e ha fornito gratuitamente medicine a migliaia di pazienti sin dal 1971.
 
Le prime prove dell´efficacia terapeutica.
Ilona Papousek, dell’Università di Graz (Austria), ha condotto uno studio su due gruppi di pazienti, introducendo uno di essi in un percorso di geloterapia. E’ riuscita, così, a dimostrare che sorridere abbassa la pressione dei sangue, contribuendo in modo positivo alla terapia dei pazienti colpiti da ictus.
La terapia del sorriso sperimentata in questo caso consisteva in sessioni di trenta minuti ciascuna tre volte la settimana di tecniche per far ridere i pazienti associate a esercizi di respirazione. Il ciclo è durato sei settimane durante le quali i malati prendevano parte anche a sessioni di attivita´ motoria, mentre il gruppo di controllo si è limitato a svolgere gli esercizi fisici. Solo i pazienti che avevano seguito le sessioni di geloterapia mostravano una significativa diminuzione dei valori di pressione arteriosa.
Questo è il primo caso in cui è stata dimostrata l’efficacia della terapia del sorriso sulla pressione del sangue. I pazienti inseriti in questo percorso si sono dichiarati più tranquilli, lamentando in minor misura stati di stress ed ansia.
 
Presenza in Italia ed efficacia sulla popolazione.
La disciplina della gelotologia è riconosciuta e utilizzata in molte parti del mondo, inclusa l’Italia, dove trova applicazione in svariati campi del settore sanitario, in particolare come sostegno alle terapie sui bambini; sono però, spesso, coinvolti anche pazienti di altre età. Viene utilizzata anche nel settore socio-sanitario con anziani, soggetti diversamente abili, detenuti, persone con disagio psichiatrico e nelle scuole. Infine, nel campo della formazione trova applicazione con personale sanitario (medici, infermieri, specialisti della riabilitazione) e scolastico (docenti, personale ATA), manager e quadri d´impresa.
A livello di studio e ricerca, la gelotologia si è concentrata per lo più sulla pediatria e sulla diversabilità, con diverse ricerche cliniche a Roma, Como, Firenze e Pisa.
In Italia sono numerose le strutture clinico-ospedaliere che da anni sperimentano la terapia del sorriso, soprattutto nei reparti di pediatria o di oncologia pediatrica, dove la situazione clinica del piccolo paziente necessita di un supporto che vada al di là di quello terapeutico associato alla malattia da curare. Ad esempio, la Fondazione Theodora Onlus, che ha promosso il progetto Un sorriso per un bambino, continua a lavorare per aumentare il numero dei clown dottori impegnati nei centri italiani. A questa iniziativa hanno aderito ben nove Paesi di tre diversi continenti, per un totale di 130 esperti del sorriso coinvolti. L’Italia occupa una posizione di spicco nella classifica delle Nazioni attive in questo settore, con 16 dottori operanti nelle città di Bologna, Torino, Milano, Monza, Pavia, La Spezia, Savona e Genova.
Gli operatori che cooperano a queste attività sono patrocinati da diverse federazioni nazionali, soprattutto quella dei Farmacisti (Fofi), dei Medici Pediatri (Fimp) e delle consociate società di Pediatria (Sip) e Federazione Nazionale dei Titolari di Farmacia (FederFarma); i clown dottori, o dottor Sogni, sono figure formate per ridare gioia ai bambini, ma che hanno sempre bisogno di collaborare con uno specialista dell´ambito sanitario. In Italia il centro che si occupa della formazione e organizzazione dell´iniziativa è l’ospedale Gaslini di Genova, già sostenuto dalla società calcistica Juventus FC.
Attualmente la clownterapia è in attiva espansione: a Firenze 29 professionisti della medicina dei sorriso hanno ottenuto un attestato per operare in corsia come cail-center e a Cerignola, nel foggiano, sta mettendo radici l’associazione Sos Sorriso.
 
Figure professionali connesse e formazione.
Il clown dottore è un operatore socio-sanitario professionale che applica le conoscenze della gelotologia e della psiconeuroendocrinoimmunologia nei contesti di disagio. Lavora sempre in coppia con un altro clown dottore, utilizzando le arti del clown, come umorismo, improvvisazione teatrale, prestidigitazione, marionette e musica, per eliminare le emozioni negative provate dalle persone che vivono un disagio sanitario o sociale.
I clown dottori instaurano con i pazienti un rapporto diretto, singolo e personale: ogni intervento è totalmente personalizzato. Il fatto di lavorare in coppie permette di creare e consolidare i fragili rapporti che si instaurano tra malati, famigliari e personale sanitario. Questo delicato ruolo permette un significativo miglioramento della qualità della vita all´interno di un reparto.
Nella sua formazione il clown dottore riceve, oltre alle tecniche artistiche, delle nozioni di psicologia (in particolare Psicologia dell’Età Evolutiva e Relazionale) in modo da essere in grado di poter rendere il proprio intervento il più mirato possibile a seconda dell´utente. In Italia il centro che si occupa della loro preparazione è l’ospedale Gaslini di Genova.
 
Trattato descrittivo.
Le radici della gelotologia affondano nella psiconeuroendocrinoimmunologia, branca della medicina che si basa sulla diretta correlazione tra le emozioni e il sistema immunitario. Infatti sistema nervoso, sistema endocrino e sistema immunitario sono profondamente interconnessi fra di loro e condizionano in maniera rilevante le condizioni di salute di un individuo. Durante la risata vengono attivate ghiandole del corpo che producono l´endorfina, un neurotrasmettitore capace di stimolare in maniera rilevante il sistema immunitario, potenziandolo. I positivi cambiamenti che derivano dalla cosiddetta terapia del sorriso provocano cambiamenti anche in chi circonda il paziente, che, di riflesso, ne giova.
Il malato non è più osservato solo in funzione della sua malattia specifica, ma come centro di un approccio sistemico globale, che va dalla terapia farmacologica tradizionale al supporto emotivo, dall’intervento chirurgico al semplice buon umore, con l´unico obiettivo di migliorare la qualità della vita sotto tutti i punti di vista.
Gli effetti positivi del riso sono riconosciuti sia a livello psicologico, sia dal punto di vista biologico. Infatti ridere è un esercizio muscolare e respiratorio, che permette la purificazione e la liberazione delle vie aeree superiori. Ad esempio ridere può far cessare una crisi di asma, provocando un rilassamento muscolare delle fibre lisce dei bronchi, per azione del sistema parasimpatico; per coloro che soffrono di enfisema, invece, ridere migliora l´insufficienza respiratoria perché provoca l’inspirazione. Inoltre, l’aumento degli scambi polmonari tende ad abbassare il tasso di grasso nel sangue, promuovendo un effetto benefico sui livelli di colesterolo. Ridere ha un ruolo di prevenzione nei confronti dell’arteriosclerosi e, più in generale, una funzione depurativa per espulsione dell´anidride carbonica e miglioramento delle funzioni intestinali ed epatiche: l’effetto anti-stitichezza è promosso dalla ginnastica addominale indotta dalla risata.
Mentre si ride tutto il corpo ride e si distende; infatti il cuore e la respirazione accelerano i ritmi, la tensione arteriosa cala e i muscoli si rilassano. Questo aiuta anche a combattere la debolezza fisica e mentale, riducendo gli effetti nocivi dello stress e calmando temporaneamente il dolore perché distrae da esso. Ridere è un primo passo verso uno stato di ottimismo, che ha proprietà antidepressive. Anche l’insonnia passa, perché diminuiscono le tensioni interne. Esistono diverse metodologie di applicazione della gelotologia: il metodo Comicità è Salute di Sonia Fioravanti e Leonardo Spina, il metodo dello Yoga della Risata di Mandan Kataria e lo Yoga demenziale di Jacopo Fo.
Durante le visite del Dottor Sorriso i bambini ridono e i medici e le infermiere sorridono; in questo modo anche i genitori ritrovano il coraggio di sostenere i loro figli nel processo di guarigione, spesso lungo e doloroso. La missione dei clown è trovare gesti e parole che portino sollievo e liberazione ai piccoli pazienti.
 
Le basi mediche della terapia del sorriso.
I principi della gelotologia si basano sulla teoria secondo cui lo stress causerebbe l’indebolimento del sistema immunitario, rendendo l’organismo più vulnerabile all´invasione di batteri, virus, funghi e parassiti; ciò spiegherebbe perché individui sotto stress siano più suscettibili alle malattie, dal comune raffreddore a patologie più importanti come il cancro o le sindromi autoimmuni. I primi studi effettuati in questa direzione hanno dimostrato che esistono delle vie che connettono fisicamente il sistema nervoso centrale (S.N.C.) il sistema immunitario (S.I.) e che cambiamenti indotti chimicamente nel S.N.C. provocano variazioni nel S.I.. Viceversa, alcune sostanze prodotte dal S.I. possono modificare il funzionamento del S.N.C.. Ciò dimostra che il comportamento (e di riflesso la psicologia) può influenzare direttamente il S.I. (la biologia) rendendo l’organismo più vulnerabile alle malattie e che la malattia può diventare fonte di stress.
Gli studi sperimentali attuati per dimostrare questa profonda interconnessione si basano sull´induzione dello stato di stress attraverso svariati stratagemmi. E’ stato, così, possibile evidenziare un rapido aumento (in circa 5 minuti) di alcune cellule del S.I. (natural killer e cellule T helper) e, più in generale, una minore efficacia della funzione cellulare nel sistema immunitario. L’eliminazione della fonte di stress permette il ritorno alla situazione di normalità in un lasso di tempo variabile da una a quarantotto ore. Questa variabilità ha fatto nascere l’interesse nei confronti delle caratteristiche individuali che potrebbero rendere alcuni soggetti più vulnerabili allo stress rispetto ad altri.
Inoltre, alcuni risultati indicano che la relazione tra stress e S.I. potrebbe essere mediata dal sistema nervoso simpatico, cioè quella parte del S.N.C. da cui dipende la risposta di attacco e fuga e che è più direttamente coinvolta nelle emozioni.
Risultati di questo genere sono stati ottenuti anche in alcune ricerche di tipo naturalistico, non sperimentale, sullo stress. Ad esempio, uno studio condotto nel 1994 dal gruppo di Stone ha mostrato alterazioni sistematiche nella funzione immunitaria in seguito ad eventi di vita di tipo positivo e negativo. Numerosi studi sono stati condotti anche su studenti che dovevano sostenere un esame, dimostrando una soppressione della funzione immunitaria in questa situazione.
Un’ulteriore prova dell’influenza psicologica sul sistema immunitario ed endocrino proviene dagli studi sulla relazione tra questi sistemi e i disturbi affettivi, che dimostrano che la funzione immunitaria è soppressa negli individui clinicamente depressi e in campioni non clinici di individui con umore depresso. Secondo alcuni studiosi tutti i disturbi depressivi sono riconducibili a pressioni esterne; l’idea, quindi, è che la soppressione immunitaria che si osserva in individui depressi potrebbe essere dovuta allo stress. Questo è confermato ulteriormente da studi che mostrano un’associazione tra la soppressione della funzione immunitaria e l’ ansia e, da studi che indicano come le fluttuazioni dell´umore siano associate regolarmente ad alterazioni della funzione immunitaria. Inoltre anche il solo considerare la propria vita stressante è sufficiente a indebolire queste funzioni.
In altri studi i soggetti sono stati esposti in modo controllato ad un virus, come quello del raffreddore; in seguito è stata valutata la risposta immunologica. Queste ricerche hanno ribadito l´esistenza di un legame tra lo stress (in tal caso rappresentato dall´infezione virale) e il sistema immunitario.
L’approccio biologico ha fatto grandi progressi nello spiegare come gli stimoli esterni possano tradursi in uno stato fisiologico interno all’organismo. Tuttavia, sia in laboratorio che nel mondo reale, le risposte sono soggette a grande variabilità individuale. A fronte di una qualunque richiesta alcuni individui mostreranno segni di stress, ma molti altri resteranno calmi e impassibili. Per spiegare queste differenze individuali occorre guardare verso i processi psicologici.
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