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Il Consultorio è una struttura socio-assistenziale, pubblica o privata, che opera a livello territoriale e fornisce servizi rivolti alle donne, agli adolescenti, alle coppie e più in generale alla famiglia. Tale organismo si caratterizza per l’offerta, accanto all’attività medica specialistica, anche di un supporto psicologico, assicurando quindi prestazioni sanitarie di rilevanza sociale, ovvero quelle performance nelle quali la componente sanitaria e quella sociale non risultano operativamente distinguibili. 
 
 
CENNI STORICI
 
La storia dei Consultori inizia nel secondo dopoguerra, in un contesto di ricostruzione generale della società, che comprendeva anche rifondare i valori e i significati della famiglia. Il primo Consultorio in Italia è nato per opera del sacerdote Don Paolo Leggieri (ex deportato a Dachau e Mauthausen) a Milano nel febbraio del 1948. Da quel momento, soprattutto nelle grandi città, iniziano a fiorire Consultori Familiari d’ispirazione cristiana, con l’obiettivo di fornire un supporto alle famiglie in difficoltà. 
Le trasformazioni della società, avviate negli anni Cinquanta, esplodono in maniera ancora più decisa nel decennio successivo coinvolgendo da vicino l’universo femminile, con i moti e le campagne per la parità sociale. I Consultori presenti sul territorio in questa prima fase sono prettamente di impronta religiosa e retti da volontari, orientati ad appoggiare soprattutto le donne in merito a temi riguardanti problemi familiari, sfera sessuale, educazione dei figli (anche se in questi anni i tabù sono ancora molto forti). Negli anni ’60 inizia a cambiare l’atteggiamento culturale della donna, con la diffusione dei primi contraccettivi orali (interpretata e vissuta come liberazione sessuale),  il dibattito sull’aborto,  la sperimentazione di tecniche di fecondazione in vitro. La storia dei consultori è di fatto strettamente legata a quella dei movimenti femminili e in generale al ruolo che le donne hanno assunto nella famiglia e nella società moderna. 
La vera rivoluzione appartiene però agli anni Settanta, quando la donna avanza verso la parità al punto tale che il Parlamento decide di intervenire a livello legislativo, con provvedimenti come la legge sul divorzio del 1970 -e il successivo referendum del 1974- e la legge sull’aborto del 1978. Proprio nell’ambito di questa rivoluzione legislativa, si inserisce la prima legge quadro sui Consultori, frutto di varie e controverse proposte presentate dal ’72 al ’75 da diversi partiti. La normativa, tutt’oggi in vigore, è datata 29 luglio 1975 (legge n°405 “Istituzione dei consultori familiari”) e di fatto istituisce formalmente un servizio di assistenza alla famiglia e alla maternità, cercando di conciliare gli ideali del mondo cattolico e la richiesta di servizi informativi avanzata dai movimenti femministi. I Consultori Familiari sono inseriti dalla legge all’interno delle unità sanitarie locali. Tali strutture nascono quindi nella metà degli anni Settanta come strumento informativo e di sostegno psicologico nell’ambito di temi quali salute della donna, procreazione responsabile, maternità, problemi di coppia. 
La legge, una volta istituiti formalmente e fissati alcuni principi standard a livello nazionale, rimanda alle singole regioni la programmazione, la gestione ed il controllo dei Consultori, che quindi sono realizzati sul territorio nazionale con tempi e modalità diversi; dal 1975 al 1979 vengono promulgate le leggi regionali attuative.
Nel 1978 la legge n°194, che legalizza l’interruzione volontaria di gravidanza, indica che sono proprio i Consultori a doversi occupare degli aspetti informativi e di supporto alle donne. Ecco quindi evidenziato il ruolo di primaria importanza del servizio consultoriale nella promozione alla procreazione responsabile, l’educazione sessuale, la prevenzione all’aborto.
Dopo cinque anni dalla legge istitutiva, nel 1980 si registrano in Italia 650 Consultori, localizzati per la maggior parte nel Centro-Nord, e una indagine condotta sulla popolazione femminile dimostra che le donne che si sono rivolte almeno una volta al Consultorio sono circa il 20%.
Nel 1996 la legge n°34 torna a sottolineare l’utilità dei servizi offerti dai Consultori e indica la necessità di istituirne uno ogni 20.000 abitanti (cioè circa uno per distretto sanitario).                
A partire dall’anno successivo, poi, lo strumento del Consultorio si apre a nuovi bisogni emersi a livello sociale e diventa punto di riferimento anche per problematiche di natura sessuale e psicologica di giovani e adolescenti. Nel 2000, con l’adozione del “Progetto Obiettivo Materno Infantile” (previsto dal Decreto Ministeriale 24/04/2000, per la tutela della salute in ambito materno e infantile), i Consultori Familiari vengono inquadrati come risorsa per la donna nella fase preconcezionale attraverso attività preventive e informative: ai medici che operano all’interno delle strutture si chiede infatti di fornire non solo prestazioni sanitarie, ma anche counselling per la prevenzione. 
Fin dai primi anni dopo la loro istituzionalizzazione, quindi, anche a livello legislativo è stata costantemente sottolineata l’importanza dei servizi consultoriali, con provvedimenti mirati di volta in volta a potenziare e riqualificare i Consultori Familiari. Con il passare del tempo, infatti, a livello collettivo si è affinata sempre più la sensibilità nei confronti dei temi sociali.
Recentemente, con la legge Finanziaria per l’anno 2007, è stato anche istituito un fondo speciale destinato alle politiche della famiglia e alla riorganizzazione dei Consultori per potenziarne gli interventi sociali.
I Consultori, dalla loro nascita ad oggi, hanno mantenuto l’originaria caratteristica di offerta di prestazioni sanitarie di rilevanza sociale, aprendosi inoltre alle nuove esigenze della società. Negli ultimi anni, infatti, si è registrata una attenzione particolare nei confronti delle nuove problematiche che riguardano gli adolescenti (droga, abuso di alcool, ecc.) e verso le difficoltà di integrazione degli immigrati, con spazi dedicati in ambito consultoriale ad esempio alle donne straniere.
 
 
SCUOLE DI FORMAZIONE, UNIVERSITA´ E CORSI DI AGGIORNAMENTO
 
La funzione del Consultorio è quella di offrire prestazioni di carattere socio-sanitario nella sfera della salute sessuale, riproduttiva e psico-relazionale, soprattutto nei confronti di donne e adolescenti, ma più in generale è aperto a tutta la famiglia.
Per fornire un servizio di assistenza quanto più completo e continuativo possibile, sono presenti al suo interno molteplici professionalità, che offrono percorsi terapeutici integrati con le strutture presenti sul territorio. 
Le posizioni più generali presenti all’interno del Consultorio sono il Medico Generico (il quale è in possesso di Laurea magistrale in Medicina e Chirurgia, ha frequentato il corso biennale di formazione in Medina Generale ed è iscritto all’Albo) e l’Infermiere Professionale, che ha seguito il corso di Laurea in Infermieristica ed è iscritto al proprio Albo professionale.
L’Assistente Sanitario è una figura professionale addetta alla prevenzione e all’educazione alla salute, ricoperta da operatori in possesso di diploma universitario abilitante e di iscrizione all’Albo. 
Ruolo chiave all’interno del Consultorio è quello dell’Assistente Sociale, dotato di Laurea in Scienze del Servizio Sociale ed iscrizione all’albo previo superamento dell’esame di Stato; come pure importante è la figura dello Psicologo (ricoperta da coloro che dopo la Laurea in Psicologia ed il tirocinio hanno sostenuto l’esame di stato per l’abilitazione all’esercizio della professione e sono iscritti all’albo) e dello Psichiatra (laureato in Medicina e successivamente specializzato in Psichiatria, iscritto all’Ordine).
Inoltre, professionalità non necessariamente parte dell’equipe interna al Consultorio, ma della quale in alcuni casi si rende utile la collaborazione è anche il Dietologo, in possesso di Laurea in Medicina e Chirurgia e Specializzazione in Scienze dell’Alimentazione.
Figure primarie nell’ambito dei servizi offerti alla donna/madre dai Consultori sono il Ginecologo (medico specializzato in Ginecologia e Ostetricia); l’Ostetrico (corso di Laurea in Ostetricia) e il Pediatra (specializzato in Pediatria, dopo la Laurea in Medicina).                
Talvolta può registrarsi anche la presenza di un Puericultore, che si occupa della cura e dell’allevamento del bambino da prima della nascita all’infanzia (in possesso di diploma che abiliti all’esercizio dell’arte ausiliaria delle professioni sanitarie di Puericultore, ottenuto frequentando una Scuola per Puericultori autorizzata dalla propria regione), o di un Educatore Professionale, che offre consulenza a genitori o insegnanti, il quale può avere un diploma di laurea in professioni della riabilitazione (all’interno delle classi di Laurea delle Professioni Sanitarie); una Laurea in Scienze dell’Educazione (Facoltà di Scienze della Formazione); un diploma universitario di Educatore Professionale; una laurea per Educatori Professionali presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia.
Altre professionalità, più recentemente inserite nell’ambito del Consultorio, sono l’Andrologo (medico laureato in Medicina e Chirurgia e specializzato in Andrologia, si occupa della cura delle malattie e delle disfunzioni che riguardano gli organi genitali maschili) ed il Mediatore Culturale, che fornisce supporto agli stranieri che hanno problemi di integrazione sociale (Corso di Laurea in Mediazione Linguistica e Culturale).
 
 
PRESENZA IN ITALIA ED EFFICACIA SULLA POPOLAZIONE
 
In Italia si contano oggi circa 2.500 Consultori, (secondo i dati riportati nell’ultimo Annuario Statistico del Servizio Sanitario Nazionale pubblicato a dicembre 2009, in Italia nel 2007 sono presenti 2.575 consultori, suddivisi in 1.205 al Nord, 579 al Centro e 791 nel Mezzogiorno) che risultano maggiormente concentrati al Nord, dove risiede quasi la metà del totale nazionale (46,8%, pari a circa 1.200 unità), mentre poco più di un quinto è presente nel Centro con quasi 600 unità, e un terzo nel Mezzogiorno con la presenza di circa 790 Consultori.
Sul totale nazionale, circa 300 strutture risultano private accreditate; tra queste la metà sono aderenti alla Confederazione Italiana dei Consultori Familiari di ispirazione Cristiana (C.F.C.), circa sessanta fanno capo all’Unione Consultori Italiani Prematrimoniali e Matrimoniali (U.C.P.E.M.) e le rimanenti sono nate per iniziativa di associazioni o gruppi sociali di orientamento laico.
Valutando la diffusione di questi servizi in rapporto alla popolazione potenzialmente cliente (15-64 anni), in Italia risultano presenti 6,6 consultori ogni 100 mila abitanti di età compresa tra i 15 ed i 64 anni. Particolarmente diffusi sembrano essere nel Centro-Nord grazie ai contributi positivi forniti dalla Toscana (12,5), Liguria (10,3), Emilia Romagna e Umbria (circa 9 per entrambe), oltre alla Valle d’Aosta che presenta un valore estremamente elevato (26,5). Sebbene questo servizio si dimostri molto meno diffuso nel Meridione, dove si contano solo 5,7 consultori per 100 mila abitanti di età 15-64 anni, tuttavia sono da evidenziare i due casi della Basilicata e dell’Abruzzo dove la presenza di essi risulta più che apprezzabile.
In relazione alle prescrizioni fornite dalla legge n°34 del 1996, che prevedeva la necessità di istituire un Consultorio ogni 20.000 abitanti, la situazione a livello nazionale risulta nel 2008 pari a 0,9. Tra le regioni italiane, spicca sicuramente la Valle d’Aosta con 3,5 Consultori ogni 20.000 abitanti e altre otto regioni risultano comprese tra 1,1 e 1,6 (1,6 Toscana; 1,4 Basilicata; 1,3 Liguria; 1,2 Emilia-Romagna e Umbria; 1,1 Trentino-Alto Adige, Veneto e Abruzzo), mentre quella meno fornita è il Molise con 0,4 strutture ogni ventimila cittadini.
Dal lato della domanda, merita sottolineare come in Italia almeno la metà dei cittadini giudichi l’operato dei consultori sufficiente, ai quali si affianca un altro terzo che lo vede buono; mentre solo per un 15 per cento circa risulta mediocre o scarso. A livello territoriale, alla maggiore diffusione di questi servizi nel Settentrione si affianca anche un miglior giudizio sulla qualità di essi espresso dai residenti del territorio, rispetto sia al pensiero di quelli del Centro e, sia soprattutto a confronto con il giudizio di quelli del Meridione (Secondo i dati pubblicati da una recente indagine effettuata dall’istituto di ricerca socio-economica “Centro Studi Investimenti Sociali”, Cfr. CENSIS, Aspettative e soddisfazione dei cittadini rispetto alla salute e alla sanità, Roma, 2010.)  
Per un elenco, comprensivo di indirizzi e numeri telefonici, dei Consultori suddivisi per regione, si rimanda alla sezione dedicata all’interno del sito del Ministero della Salute:
http://www.salute.gov.it/saluteDonna/paginaInternaMenuSaluteDonna.jspid=912
&menu=strumentieserviziConsultori
 
 
TRATTATO DESCRITTIVO
 
Il Consultorio si presenta organizzato in un’equipe di specialisti che collaborano per offrire varie tipologie di servizi a supporto della donna, della madre, dell’adolescente, o comunque della famiglia in difficoltà. 
Il cittadino può accedere gratuitamente al Consultorio, non è necessaria la richiesta del medico di famiglia, basta informarsi sugli orari di apertura al pubblico della struttura alla quale ci si vuole rivolgere.
La persona che si reca presso il Consultorio viene accolta ed informata sulle tipologie di servizi offerti e, una volta analizzato il tipo di problema o di richiesta, è indirizzata verso l’operatore più adatto. Lo scopo primario dell’attività consultoriale è infatti non solo quello di fornire informazioni, ma soprattutto riuscire ad affrontare e risolvere i problemi.    
Il Consultorio offre alla donna, in tutte le fasi della propria vita, una serie di servizi mirati alla prevenzione e all’assistenza, dall’adolescenza alla menopausa. Le donne possono ricevere all’interno di queste strutture indicazioni riguardanti la sfera sessuale, comprese prescrizioni di contraccettivi orali ed applicazione di contraccettivi meccanici, e consulenze ginecologiche (inclusa l’effettuazione di semplici esami, come il pap-test o la colposcopia). Inoltre, si ricevono informazioni sulla prevenzione e diagnosi precoce dei tumori della sfera genitale femminile (tumore del collo dell’utero o della mammella), grazie ad una migliore consapevolezza e conoscenza del proprio corpo (tramite l’acquisizione, ad esempio, della tecnica dell’autopalpazione del seno o comunque di una maggiore attenzione rispetto a possibili sintomi). Ancora, all’interno del Consultorio le donne possono avere informazioni e consulenze per problemi fisiologici o psicologici legati alla menopausa. 
Le donne in stato interessante possono seguire presso i Consultori Familiari corsi di preparazione al parto, avere consulenza ed assistenza anche psicologica per la maternità, ottenere informazioni teoriche e pratiche sulla gravidanza e sul parto. Le gestanti possono inoltre eseguire gratuitamente visite ostetrico-ginecologiche, effettuare ecografie ed accertamenti. Dopo il parto sono previsti corsi di sostegno per l’allattamento al seno, fornitura di indicazioni per la cura del neonato e appoggio in caso di difficoltà o depressione post-partum. I servizi consultoriali sono anche indirizzati all’attività di prevenzione e assistenza alla salute del bambino attraverso controlli e visite, informazioni sulle vaccinazioni, consulenze di puericultura.
Presso queste strutture, poi, le donne possono ricevere informazioni e supporto medico-psicologico per l’interruzione volontaria di gravidanza. 
I Consultori sono inoltre aperti agli adolescenti, soprattutto per quanto concerne problematiche di integrazione sociale o riguardanti la sfera sessuale. Si svolgono infatti attività di informazione e prevenzione in campo di educazione sessuale per ragazzi, spesso anche in collaborazione con le scuole. Gli operatori consultoriali offrono ascolto, consulenza e aiuto agli adolescenti per qualsiasi tipologia di dubbio, dall’informazione in campo sessuale, alle difficoltà relazionali nella società, ai rapporti con genitori e insegnanti, fino ai problemi di droga o alcool.
Inoltre ci sono servizi che i Consultori offrono alla famiglia, come consulenze di tipo etico sulla vita di coppia (soprattutto le strutture di impronta religiosa), assistenza e terapia psico-sessuale, consigli per la scelta dei contraccettivi, educazione alla procreazione responsabile. 
Il Consultorio, poi, offre consulenza e sostegno ai genitori nella gestione del processo di crescita ed educazione dei figli, anche ad esempio nei casi di separazioni e divorzi. In più, i professionisti che operano in ambito consultoriale, forniscono assistenza a coppie sterili e informazioni in merito alle pratiche di affidamento o adozione.
Negli ultimi anni, infine, per rispondere alle nuove necessità emerse a livello sociale, molti Consultori hanno anche attivato strategie di assistenza rivolte alla popolazione immigrata, come mediazione culturale per facilitare l’accesso ai servizi sanitari o sostegno psicologico nelle difficoltà di integrazione per ragazzi e adulti stranieri. 
 
 
 
 
 
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