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Orthobionomy

Orthobionomy
Il termine ortho-bionomy è composto dalle parole greche ortho ( corretto, giusto), bios (vita, natura) e nomos (legge), e letteralmente si può tradurre con “corretta applicazione della legge della vita”. Infatti si tratta di una pratica dolce che, seguendo i principi naturali, sviluppa le proprietà autocorrettive del corpo e favorisce il raggiungimento di un corretto equilibrio sia a livello fisico che mentale.
 
 
CENNI STORICI
 
I risultati di vari studi e osservazioni nel corso della storia medica, hanno portato al fondamentale concetto che l’organismo umano ha delle insite capacità di autoguarigione che, se stimolate correttamente, possono favorire il ritrovamento e il mantenimento dello stato di salute.
Tale teoria è in particolare alla base dell’osteopatia, grazie soprattutto alle ricerche del dott. A. T. Still nel 1875. 
Un apporto fondamentale alla pratica osteopatica fu quello del dott. Lawrence Jones, che sperimentò i benefici effetti di alcune tecniche manipolatorie, elaborando un particolare metodo definito “Rilassamento spontaneo tramite posizionamento”: consisteva sostanzialmente nell’assumere e mantenere una determinata posizione antalgica e favorire in tal modo la regressione di tensioni muscolari o articolari e il ritrovamento del benessere.
Questo metodo interessò in particolar modo il dott. Arthur Lincoln Pauls. Egli ebbe modo di avvicinarsi all’osteopatia e di diventarne in seguito uno specialista, grazie alla sua passione per le arti marziali. Infatti, quando dal Canada, sua terra natale, si trasferì in Inghilterra, si dedicò allo studio e all’insegnamento del judo, ricorrendo spesso alle cure degli osteopati per trattare la struttura muscolare e articolare. Quando decise egli stesso di seguire corsi di formazione in osteopatia, ebbe modo di conoscere la teoria di Jones e ne rimase colpito. 
Così, partendo da tali presupposti, elaborò una particolare disciplina che, attraverso l’assunzione di particolari posizioni o determinati movimenti, era in grado di favorire i processi autocorrettivi del corpo.
Tale teoria si basava sulla legge naturale di “azione-reazione”, per cui ad una particolare attività, in questo caso una stimolazione, ne conseguiva un effetto specifico.
La teoria di Pauls, pur partendo dai concetti tipici dell’osteopatia, non ne condivideva alcuni aspetti, in particolare la manipolazione forzata: secondo Pauls, spesso gli osteopati praticavano dei trattamenti che potevano risultare troppo violenti e, anziché apportare benessere, potevano essere causa di un aggravamento dei fenomeni dolorosi. 
Pauls, basandosi sulle teorie delle arti marziali, elaborò un sistema più “dolce”, con l’assunzione e il mantenimento naturale di determinate posizioni o movimenti non eccessivi, in grado di agire secondo le leggi della natura e stimolare le proprietà innate dell’organismo umano.
Egli denominò tale pratica “Ortho-bionomy”( corretta applicazione della legge della vita) e iniziò a diffondere le sue teorie in tutto il mondo, a partire dagli Stati Uniti nel 1976. Nel 1978 fondò la Ortho-Bionomy International in California e dagli anni ’80 diffuse il metodo anche in Europa. Come simbolo dell’Ortho-bionomy Pauls scelse il disegno del sand dollar, un riccio di mare con una forma molto simile ad una moneta, che non ha mai smesso di riprodursi da millenni. 
L’Ortho-bionomy divenne quindi una pratica utile non solo per l’alleviamento di tensioni fisiche di varia natura, ma anche di quelle a livello emotivo. Infatti, aiutando il corpo a muoversi liberamente, senza forzature, si favorisce un riequilibrio a livello globale, fisico, energetico ed emozionale. Non solo: l’ortho-bionomy di Pauls trovò applicazione anche come metodo di conoscenza interiore, grazie allo sviluppo delle capacità di “ascoltare” il proprio corpo e capire la strada migliore per il raggiungimento del benessere.
Tale disciplina ha trovato diversi consensi e, anche dopo la morte di Pauls nel 1997, ha continuato e continua ancora oggi ad interessare sempre più persone in tutto il mondo.
 
 
FORMAZIONE E SCUOLE
 
L’AIMOB ( Associazione Italiana Metodo Ortho-Bionomy) organizza iter formativi tenuti da insegnanti qualificati con l’obiettivo di fornire gli strumenti necessari per l’applicazione del metodo Ortho-bionomy.
In Europa la formazione in Ortho-bionomy è regolata dall’ OBEAT (Ortho-Bionomy European Association Teachers) che garantisce una preparazione unica per tutti gli insegnanti in ogni Paese.
Altri corsi qualificati sono offerti dall’Associazione Italiana del Metodo bio-naturale di Ortho-bionomy, dall’ ASOB ( Associazione Svizzera di Ortho-bionomy), dal DGOB (Deutschen Gesellschaft für Ortho-Bionomy) .
Negli altri Paesi, importanti centri di formazione sono l’ORTHO-BIONOMY ASSOCIATION OF CANADA,  la SOBA (Society of Ortho-Bionomy Australia) e the SOCIETY OF ORTHO-BIONOMY INTERNATIONAL.
Inoltre è possibile seguire corsi in ortho-bionomy presso varie associazioni culturali o scuole sparse in tutto il mondo.
Tra quelle italiane si annoverano ad esempio: l’ Associazione Socio-Culturale Laboratorio di Discipline Bio-Naturali “Armonia di Vita” di Roma, la Scuola di Ortho-bionomy Ticino di Locarno o il Centro di Studi Olistici NARASTRI di Salerno.
 
 
PRESENZA IN ITALIA ED EFFICACIA SULLA POPOLAZIONE
 
Dalla fine degli anni Settanta, grazie al rinnovato interesse per le discipline orientali e la crescente curiosità verso pratiche alternative per il raggiungimento e mantenimento del benessere, il metodo ortho-bionomy ha trovato terreno fertile anche in Italia. In particolare negli anni Ottanta, quando il padre di tale disciplina, Arthur Lincoln Pauls, iniziò a diffondere le teorie dell’ortho-bionomy anche in Europa. Seguendo le teorie di Pauls, anche in Italia sono nate diverse scuole in cui è possibile praticare e apprendere l’ortho-bionomy. Tali scuole, come nel resto d’Europa, sono regolate dall’OBEAT e offrono corsi di formazione e approfondimento qualificati. Inoltre, in numero crescente sono le scuole di pratiche naturali e le associazioni culturali che offrono sedute di ortho-bionomy con specialisti, per testare i benefici effetti del metodo sulla propria persona.
 
 
TRATTATO DESCRITTIVO
 
L’ortho-bionomy è una pratica che, insegnando a ritrovare il giusto equilibrio fisico, aiuta non solo ad allentare le tensioni muscolari e articolari di varia natura ma anche a favorire il raggiungimento dell’armonia emotiva e mentale. Ciò è possibile solo grazie alla corretta applicazione delle leggi proprie della natura, che permettono di stimolare i riflessi autocorrettivi che ogni organismo umano possiede implicitamente. Pauls, il padre fondatore di tale teoria, riprende le nozioni che sono alla base delle arti marziali, che mettono al centro dell’integrazione universale dell’individuo la sua forza vitale e l’individuazione del giusto metodo per svilupparla. A sua volta, tali teorie affondano le radici nell’antica filosofia taoista, in particolare nel concetto di “agire senza agire”, ossia lasciar scorrere liberamente la natura delle cose in modo che esse trovino autonomamente il mezzo migliore per arrivare ad armonizzarsi perfettamente con l’universo.
Un’altra teoria fondamentale su cui si basa l’applicazione dell’ortho-bionomy è quella messa a punto dal fisico Newton, ossia la legge di “azione-reazione”, per cui ad ogni azione operata in un senso, se ne ottiene un’altra della stessa forza ma in senso contrario. Questo principio viene applicato per stimolare i riflessi naturali del corpo: infatti, se è presente una tensione a livello muscolare o articolare ad esempio, esagerando la posizione antalgica che il corpo assume istintivamente per accusare meno il dolore, si otterrà come effetto l’esatto opposto, ossia un allentamento e rilassamento della zona interessata.
In questo senso, l’ortho-bionomy può essere un efficace aiuto per il trattamento di lombalgie, cefalee, distorsioni, tendiniti o anche per disturbi legati ad un difetto posturale, come lordosi, scoliosi o cifosi.
Solitamente, durante una seduta tipo, lo specialista o orthobionomista, dopo aver valutato attentamente la situazione del paziente, lo fa accomodare su di un lettino e pratica sulle zone interessate delle manipolazioni molto “dolci” e con un effetto assolutamente rilassante. Non solo: l’orthobionomista può aiutare il soggetto a trovare e a mantenere per una limitata frazione temporale la posizione antalgica più adatta per allentare le tensioni fisiche. 
Ma l’ortho-bionomy è anche e soprattutto un processo di individuazione e crescita personale e, per questo, l’ortho-bionomista dev’essere visto come una guida verso la completa conoscenza di sé. Per arrivare a questo, l’ortho-bionomy passa attraverso sette fasi: dalla prima alla quarta, l’attenzione è rivolta al corpo, con il trattamento delle parti tese. Dalla quinta fase in poi, si attiva un viaggio all’interno della sfera emotiva: l’orthobionomista diventa “ascoltatore”, ponendo l’attenzione su tutti i movimenti, anche quelli più impercettibili, che possono rappresentare un legame tra il fisico e particolari aspetti sensoriali. Egli insegna al paziente come conoscere il proprio io, la parte più nascosta, attraverso una specie di meditazione finalizzata a prendere piena coscienza di tutte le singole emozioni provate. 
L’applicazione di tale pratica dimostra quindi che esiste uno stretto legame tra la struttura corporea e la sua parte interiore e che, di conseguenza, spesso con il trattamento della parte fisica è possibile rilevare miglioramenti anche a livello degli organismi interni, come il sistema linfatico, circolatorio o digerente.
E, agendo anche sul lato sensoriale, l’ortho-bionomy può essere un valido aiuto per risolvere problemi come ansia, fobie o tensioni causate da stress di varia natura.
Inoltre, essendo una disciplina molto “dolce” e non invasiva, è consigliata anche ai bambini e alle donne in gravidanza, come aiuto per il trattamento di disturbi fisici localizzati e come supporto per un corretto equilibrio emotivo.
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