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Respiro circolare

Respiro circolare
La tecnica terapeutica del respiro circolare si caratterizza per una modalità di respiro denominato ‘consapevole’, in quanto questo viene  guidato dalla coscienza. La caratteristica più importante di  questa tecnica è rappresentata dal fatto per cui gli spazi di apnea tra inspirazione ed espirazione vengono eliminati, favorendo una respirazione continua o ‘circolare’. L’assenza di pause genera la cosiddetta ‘defusione emozionale profonda’, una risposta dell’organismo durante la quale vengono innalzati i livelli di energia e i blocchi emozionali, al fine di poterli depurare. La respirazione circolare si caratterizza dunque come strumento finalizzato alla conoscenza interiore del soggetto, che si avvale dell’utilizzo della respirazione al fine di esplorare la coscienza e armonizzarne i contenuti. L’obiettivo di tale tecnica è quello di liberare le potenzialità originariamente già presenti in ogni individuo. 
 
 
CENNI STORICI
 
L’utilizzo cosciente del respiro circolare è antichissimo. Le sue origini si perdono nella notte dei tempi. Popolazioni antichissime ponevano l’accento sui meccanismi della respirazione durante i processi di crescita personale o durante fasi importanti della loro vita emotiva e spirituale. Ad esempio, si possono evidenziare momenti di respirazione circolare per l’ingresso in antiche scuole esoteriche. Gli antichi monaci erranti del buddismo siamese utilizzavano tale tecnica al fine di raggiungere un’esperienza mistica. Il cosiddetto ‘respiro connesso’ del taoismo cinese veniva praticato per ottenere la chiave della immortalità. Gli stati d’estati di santa Teresa d’Avila, in Occidente, venivano raggiunti tramite una respirazione profonda e ininterrotta. 
Negli anni Settanta fu Leonard Orr a porre l’attenzione sulle infinite potenzialità del respiro circolare consapevole. Fu Orr a definire questa tecnica ‘Rebirthing’, ovvero Rinascita, diffondendo tale metodologia nella cultura occidentale. È da allora che la definizione di Rebirthing e quella di respiro circolare spesso si sovrappongono, giungendo a estrinsecare spesso la medesima nozione. Un ulteriore contributo a tale branca è stato apportato da Stanislav Groff, psichiatra, teorizzatore del cosiddetto ‘respiro olotropico’. 
 
 
SCUOLE DI FORMAZIONE, UNIVERSITA´ E CORSI DI AGGIORNAMENTO
 
La qualifica professionale nell’ambito della respirazione circolare è quella del conduttore, tecnicamente definito ‘Rebirther’. Per diventare Rebirther bisogna seguire un corso di formazione presso un ente o una scuola che tiene corsi di respirazione. La durata del corso, e conseguentemente del processo di apprendimento, può variare considerevolmente, data la presenza di moduli che vanno da pochi mesi a uno o più anni di teoria e pratica. 
 
 
PRESENZA IN ITALIA ED EFFICACIA SULLA POPOLAZIONE
 
Nel nostro paese esistono moltissime scuole di formazione, nonché corsi per allievi e praticanti di respiro circolare. La pratica del Rebirthing è molto seguita da soggetti che hanno avuto precedenti esperienze con lo Yoga e con altre discipline di meditazione. La scientificità del metodo del Rebirthing è oltremodo applicata all’interno di strutture ospedaliera durante il parto e accompagna la gestante durante tutte le fasi della gravidanza. Sportivi e atleti si cimentano con questa disciplina, così come con quella del Training Autogeno, per alleviare tensioni emotive e muscolari. Interagendo con la rilassatezza e la distensione del corpo e della mente, quella del respiro circolare è una pratica che può essere estesa in linea generale a tutte le fasi della vita del soggetto, senza distinzione di sesso, età e professione.
 
 
TRATTATO DESCRITTIVO
 
La respirazione circolare consta di due particolari tecniche, largamente utilizzate, che sono il Rebirthing e il Respiro Olotropico. Il substrato teorico fondante tali metodologie si avvale di contributi mutuati dalla Psicologia Transpersonale, per quanto riguarda la visione dell’essere umano, dalla Psicologia Cognitivista e da principi di Analisi BioEnergetica. 
Il Rebirthing é uno strumento finalizzato alla conoscenza interiore del soggetto, che si avvale dell’utilizzo della respirazione al fine di esplorare la coscienza e armonizzarne i contenuti. L’obiettivo di tale tecnica è quello di liberare le potenzialità originariamente già presenti in ogni individuo. Tale cambiamento si attua intervenendo in particolare su degli aspetti del sé afferenti alla sfera cognitiva e, per estensione, a quella emotiva. Tra questi vanno ricordati le rappresentazioni mentali, l’autoconsapevolezza, la comunicazione, la motivazione, il superamento dei conflitti, le abilità di valutazione e la capacità di risoluzione di problemi. La specifica cognitivista della tecnica del Rebirthing evidenzia il ruolo fondamentale che gli schemi cognitivi soggettivi assumono all’interno dei processi emozionali e nel comportamento. Questo ruolo era stato molto sottovalutato in passato. La psicologia del profondo, infatti, aveva elaborato una grande quantità di concetti apparentemente più efficaci, quali ad esempio le istanze pulsionali, le fantasie, gli oggetti introiettati e le varie componenti dell’Io. 
Secondo la scuola di pensiero del Rebirthing, i soggetti costruiscono la propria realtà personale nella stessa maniera in cui gli scienziati costruiscono le proprie teorie. L’attenzione non è rivolta al comportamento del soggetto, ma sulla sua sfera cognitiva, sulle convinzioni che l’individuo ha di sè stesso, degli altri e della sua vita. Queste convinzioni sono state interiorizzate a partire dal concepimento, in quanto sono quelle che plasmano il comportamento e la qualità della percezione della realtà soggettiva. L’esperienza soggettiva è il fulcro del Rebirthing. Si intende con questo termine la realtà fenomenologica interna che presiede ad ogni comportamento di un individuo. 
La figura del Rebirther ripercorre, durante la seduta individuale con il soggetto, il vissuto e le esperienze della persona, cercando di individuarne, senza giudicare, gli schemi comportamentali. Comprendere la struttura di riferimento di un individuo significa conoscere il suo mondo. È importante per il Rebirther focalizzare l’attenzione sulla percezione, le emozioni e i sentimenti dell’individuo, al fine di riorganizzare il senso del Sé e liberare la capacità di trasformazione nascosta tacitamente all’interno del soggetto. Potremmo definire il Rebirther come una sorta di catalizzatore del cambiamento.
La trasformazione in positivo, durante la seduta, avviene sulla base di quattro presupposti. Vi è innanzitutto un processo di respirazione cosciente che agisce a livello corporeo, mentale ed emotivo. Tramite un armonico susseguirsi, questa respirazione circolare permette che ogni livello del soggetto trascenda e integri quello precedente. Poi si deve verificare una comprensione empatica tra il soggetto e il Rebirther, sulla base di un’incondizionata considerazione positiva. È indispensabile che il soggetto sia motivato al cambiamento e abbia piena consapevolezza che i suoi problemi dipendono dal modo, consapevole o meno, in cui vede gli altri e le cose della propria vita. Infine, il soggetto deve essere consapevole che le sue convinzioni negative esistono e deve concorrere a modificarle in positivo.
Il Rebirther non fa altro che sostenere il soggetto nell’intervento. È un sostegno psicologico nella collaborazione, nell’intervento, nel mostrare interesse e motivazioni. Attraverso la respirazione cosciente del Rebirthing il soggetto è in grado di aprire i canali comunicativi tra la sfera conscia e inconscia della propria mente, accedendo agli elementi disfunzionali causa dei disturbi. 
Oltre al Rebirthing, vi è un’altra tecnica di respiro, denominata ‘Respiro Olotropico’. Inventore del Respiro Olotropico è il prof. Stanislav Grof, psichiatra. Grof, dopo aver condotto diverse ricerche e studi relativi agli stati alterati di coscienza, ha realizzato e messo in pratica una tecnica evocativa, avvalendosi dell’utilizzo di musiche particolari ad alto volume ed esercizi corporei di liberazione energetica ed emozionale. Secondo la teoria del dott.Grof, si registrano quattro possibilità di blocco durante la fase di gestazione e nascita, denominate ‘matrici’. Proprio su queste matrici ogni soggetto struttura la propria esistenza. Le quattro matrici vengono descritte dal professore come ‘intrauterina’, ‘relativa al parto’, ‘fase di passaggio nel canale del parto’ e ‘momento di venire alla luce’. Tramite la tecnica di Respiro Olotropico viene consentito al soggetto di prendere coscienza di queste fasi, o matrici, e di intervenire per poterle guarire. 
A prescindere dalla specifica tecnica di respiro circolare adottata, la seduta di tale disciplina rappresenta una metodica terapeutica fra le più efficaci in grado di liberare la mente, e con questa il corpo, dai blocchi emozionali del nostro passato.
Il respiro circolare, dalla semplice adozione di una corretta forma di respirazione alla più complessa attivazione di processi emotivi e psicologici, come quelli che si attuano durante le sessioni di Rebirthing, si rivela utilissimo nel contrastare numerosi disturbi e patologie. Un beneficio su tutti è il rilassamento, percepito a uno stadio molto intenso, che caratterizza il soggetto al termine di una sessione e che lo accompagna nei giorni a seguire. I soggetti percepiscono una notevole riduzione dello stress fisico e mentale, delle tensioni e della stanchezza accumulata, parallelamente a un ritorno del piacere di vivere e di divertirsi. Il Respiro Circolare consente inoltre un livello di concentrazione incentrato su noi stessi che si rende utilissimo nel momento in cui andiamo ad affrontare prove importanti in situazioni stressanti. Si impara a gestire la pressione manipolando il respiro e l’emozione, e facendo diventare questa manovra un automatismo nel tempo. La liberazione delle emozioni trattenute e dei blocchi energetici consente inoltre il libero fluire dell’energia, prima impedito. Una maggiore distensione fisica e mentale comporta in alcune persone, a un livello più astratto, la nascita di intuizioni creative o la risoluzione di problemi presenti da tempo di cui non si riusciva a trovare la soluzione. Altre volte si riesce a integrare traumi mentali passati, con un conseguente miglioramento della personalità e del carattere. 
Un altro beneficio è il conseguimento di uno stato di coscienza di sé più elevato. Una sorta di visione della vita più matura e più in armonia con le leggi universali. Come pratica di meditazione, il Rebirthing aiuta a migliorare la capacità di ascolto verso noi stessi e verso gli altri che ci circondano. Infatti, alcune sessioni di tale terapia possono essere praticate anche in gruppo. Il gruppo lascia condividere queste emozioni di rilassatezza e permette di instaurare nuove relazioni, in una situazione pura e piacevole, ricevendo stimoli e sostegno dal gruppo.
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