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Se l’oggetto del discorso ruota attorno all’aforisma di Giovenale “Mens sana in corpore sano”, quale altra argomentazione potrebbe vestire meglio i panni del tema se non lo “sport”? Difficile poi non associare l’attività sportiva alla salute della persona intesa su vari fronti, da quello fisico a quello psichico, da quello della salute a quello del passatempo, insomma la “ginnastica” è un allenamento che abbraccia gli emisferi della vita a 360°. 

Educazione fisica entra nella categoria delle espressioni che spiegano con profonda semplicità il significato di una mansione. Già, perché fermo restando che il corpo entra pienamente nell’ambito del tema in discussione con tutte le componenti ad esso associate, “educazione” rispecchia con fedeltà uno dei tanti aspetti dello sport. Competizione, forza e socializzazione  prime in classifica in un ambito dove il rispetto per il compagno di squadra o l’avversario disciplinano il giovane sportivo e lo preparano ad affrontare non solo le sfide dello sport ma anche quelle  di tutti i giorni, dove le relazioni con le persone sono fondamentali. Ed è proprio qui che subentra il ruolo delle scuole che fanno da mamme adottive ai ragazzi dai 6 ai 18 anni, dall’infanzia alla maturità. 
Accanto alle consuetudinarie materie scolastiche vediamo affacciarsi l’attività fisica come oggetto di studio e pratica per i giovani studenti, un modo per conoscere meglio gli aspetti del corpo umano e per creare terreno di “socializzazione” tra compagni. 
Sono, però, molteplici  i benefici che si possono trarre con lo sport come:
- una maggiore efficienza muscolo-scheletrica;
- un monitoraggio continuo del peso corporeo;
- un’ottima protezione cardiovascolare (funzionalità cardiaca, ipertensione, colesterolo etc.);
- stimolazione ormonale;
- controllo psicologico, come per esempio lo stress;
- prevenzione delle malattie;
- rafforzamento del carattere;
- ritardo dell’invecchiamento.
Come tutte le cose, poi, lo sport trae origine dal passato dove, sorvolando la sua potenzialità a carattere ludico-amatoriale o del tutto inerente al perfezionamento del fisico, diventava una realtà legata ai bisogni primari dell’uomo. E’ il caso della Preistoria dove il richiamo dell’attività motoria seguiva la voce della fame e la sopravvivenza, quindi l’obiettivo ruotava attorno alla ricerca del cibo. Ma non solo, anche nel passato, infatti, troviamo delle tracce che ci raccontano quelle azioni dell’uomo volte alla sfera del “divertimento”, ogni era detta le sue regole e tradizioni ed ecco quindi che possiamo interpretare i graffiti delle caverne come immagini che spiegavano riti di buon auspicio per la caccia.  
Nei secoli ogni Paese ha fatto propri diversi modi di approccio alla cultura sportiva, da vedere per esempio la nascita delle Olimpiadi risalenti all’Antica Grecia, dove esercitazioni come corsa, pugilato, lancio del giavellotto  etc incorniciavano le svariate attività in bilico tra il divertimento e la preparazione militare. 
Maggiormente basata sulla competizione fisica, invece, l’attività sportiva identificata dal culto degli antichi romani, dove il nome dei gladiatori risuonava con tempra negli anfiteatri e le vie della capitale. Ogni società, insomma, conservava e personalizzava la propria idea dello sport.
Oggi, a tratti paradossale, possiamo vedere ad occhio nudo quanto, nonostante trovate come personal trainar e attività per tutti i gusti, l’avvento di internet e la tecnologia telematica in genere stia spodestando la voglia di approcciarsi alla cultura del movimento corporeo.
Sul podio possiamo presentare il caso dei bambini che, nella maggior parte delle statistiche preparate in merito, risultano più interessati a computer, televisione, cellulari, video games, piuttosto che a giochi di squadra come calcio, basket, pallavolo e quant’altro. 
La cultura del divano sembra, quindi, tamponare la crescita dell’attività motoria. 
Secondo i dati della National Survey, i ragazzi che passano più di quattro ore davanti allo schermo televisivo hanno un peso corporeo molto più alto rispetto ai coetanei che vi si soffermano un tempo pari a meno di due ore al giorno.
Ma la gravità della mancanza sportiva non va ad intaccare solo l’aspetto fisico dei sedentari che, chiaramente sono maggiormente a rischio di obesità o sovrappeso, soprattutto laddove non si stabilisca una buona norma di equilibrio alimentare, ma anche l’aspetto psichico.
Chi pratica regolarmente sport, infatti, mette in gioco la propria capacità di resistenza alla fatica calibrando e potenziando, dunque, il fattore della determinazione. 
Da non tralasciare, poi, lo svago mentale che il movimento fisico comporta, lo stress di tutti i giorni infatti può essere curato dallo sport che, in questo caso, veste i panni di un ottimo metodo anti-tensione per la routine quotidiana.
Il fattore peso è forse il più banale da associare ad una corretta attività sportiva quanto anche quello più esplicativo di un problema che abbraccia tutti, dai più grandi ai più piccoli.
Il metabolismo dell’organismo umano cambia da persona a persona, motivo per cui chi è vittima, appunto, di un metabolismo lento è esposta ad un rischio maggiore di ingrassamento. Non c’è antidoto migliore contro i chili di troppo che non una buona attività sportiva. Bruciare le calorie, però, risulta indispensabile quanto mettere in pratica una buona cura dell’alimentazione. Praticare sport, infatti, non significa potersi permettere di mangiare a dismisura qualsiasi cosa, tutto deve mantenere un equilibrio con la dovuta giusta misura.
Che dire, poi, delle malattie. In questo caso, nonostante possa sembrare strano, incrementare una buona attività fisica significa anche prevenire deficit come quelli cardiovascolari, ponendo uno scudo protettivo di fronte a problematiche come ictus e infarti. Diminuzione della pressione arteriosa, aumento dell’efficienza cardiaca, riduzione di trigliceridi nel sangue e diminuzione del rischio trombosi sono tra i maggiori benefici tratti dallo sport che mettono al riparo dal titano “dilemma cardiovascolare”.
Anche i tumori entrano, a loro modo, nel contesto sportivo. L’attività fisica riduce la concentrazione di quegli ormoni responsabili dello sviluppo dei tumori come ad esempio il testosterone. E visto che di ormoni si parla, non si può certamente tralasciare quello della crescita, che nel periodo adolescenziale, supportati da un buon incentivo motorio, vengono stimolati maggiormente.
Parliamo di sport anche come rimedio  del tempo che scorre. Un buon esercizio fisico aiuta a rinnovare le cellule e rafforzare muscoli e apparato scheletrico, azioni che a loro volta riescono a rallentare quel processo chiamato invecchiamento.
Da non vedere poi l’attività sportiva come un qualcosa di impossibile o da associare alle palestre. Delle buone e costanti passeggiate al giorno con passo veloce aiutano inevitabilmente il fisico umano, come dal canto suo fanno anche le “scale di casa”.
Insomma quello dello sport è un mondo da identificare con risultati connessi, un mondo multifunzionale dove il prodotto, da qualsiasi angolatura lo si guardi, è il “canestro” vincente per la salute della persona.
 
 
 
 
 
 
 
 
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