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ortopedia e traumatologia

ortopedia e traumatologia

L´ortopedia è la disciplina chirurgica relativa al trattamento delle affezioni dell´apparato locomotore. Essa include la traumatologia che ha come oggetto principale il trattamento di lesioni dovute a traumi. La traumatologia è una branca dell´ortopedia, che si occupa di applicare le opportune terapie (normalmente, terapie d´urgenza) nei confronti di persone colpite da trauma acuto, in genere per incidenti stradali, domestici o sul lavoro, oppure per ferite di arma di taglio o da fuoco. I traumi costituiscono la causa più frequente di morte negli individui al di sotto dei 30 anni e sono al quarto posto tra le cause di morte della popolazione nel suo complesso.

La terapia ortopedica si è sviluppata enormemente negli ultimi vent´anni e si avvale sempre più di una raffinata scelta di materiali e della sempre maggior conoscenza nell´ambito della tecnologia degli stessi. Ciò ha consentito una migliore tenuta delle osteosintesi metalliche e una sempre più perfetta funzionalità delle protesi articolari. Tali protesi si avvalgono di materiali utilizzati dall´industria aerospaziale (come ceramiche, plastiche ecc.) che hanno inedite caratteristiche meccaniche e presentano maggiore tollerabilità locale.

 

 

CENNI STORICI

 

La pratica ortopedica risale a epoche lontane. Eppure la parola "ortopedia" viene usata solo dal 1741: fu coniata dal medico francese Nicolas Andry, a partire da due parole greche (orthos: diritto; paideia": educazione), perché aveva come obiettivo quello di correggere le deformità del fisico nei bambini. Il simbolo dell´ortopedia è infatti un albero torto legato ad un tutore tramite una corda. Un´altra possibile etimologia associa le radici greche orthos e paiden (camminare), assegnando al termine il significato di "camminare diritto".

- IV secolo a.C.

I primi dispositivi ortopedici apparvero nel IV secolo a.C. per merito di Ippocrate. Egli mise a punto una tavola di legno che doveva ridurre le lussazioni e le fratture, secondo il principio di immobilizzazione dell´osso o dell´articolazione.

Sempre ad Ippocrate si deve la tecnica ancora attuale per la riduzione della lussazione della spalla.

- XVIII secolo 

Nel 1741 Nicolas Andry, professore di Medicina a Lione, coniò il termine "ortopedia" nel suo libro "L´orthopédie ou l´art de prévenir et corriger les difformités du corps chez les enfants; le tout par des moyens à la portée des pères et mères et toutes les personnes qui ont des enfants à élever". Nello stesso testo veniva pubblicata l´immagine dell´albero torto.

Nel 1779, Jean-Pierre David scrisse Dissertation sur les effets du mouvement et du repos dans les Maladies chirurgicales, divenuto presto un classico della materia e tradotto in inglese già dal 1790.

L´ortopedia fu esercitata fino all´inizio del XIX secolo solo da medici in istituti specializzati, tra cui quello di Venel (1740-1791) in Svizzera, di Delpech a Montpellier, di Pravaz a Parigi e poi a Lione.

- XIX secolo

Nel corso del XIX secolo apparve la pratica della tenotomia per raddrizzare i piedi deformi (la prima tenotomia sul tendine di Achille fu realizzata nel 1816 da Delpech), per le scoliosi e per diverse posture viziose. La vera e propria chirurgia ortopedica rimase riservata ai bambini e agli adolescenti, con la imponente opera del parigino de Saint Germain. 

Louis Xavier Edouard Léopold Ollier medico francese, fin dal 1858 si dedicò ai problemi della ossificazione. Seguendo l´esempio del suo maestro Amédée Bonnet, praticò la chirurgia ossea con degli apparecchi di raddrizzamento, che guidavano le ossa prendendo la forma voluta.

Fino al 1860, il termine di ortopedico venne riservato ai fasciatori, ai fabbricanti di corsetti, e ai fabbricanti di calzature per le deformità del piede.

Il corsetto raddrizza il rachide, trattando le scoliosi e le cifosi.

Il sabot pour pied bot (scarpa per piede deforme o invertebrato) modella la deformazione, senza correggerla, ma permettendo una marcia indolore e più comoda.

Le fasciature immobilizzano o proteggono le articolazioni fragili riducendo le lussazioni.

Sempre nel XIX secolo, il dottor Pravaz di Lione riuscì a ridurre le lussazioni di anca mediante carrelli e apparecchi di estensione.

Nel 1881, il chirurgo generale britannico Arbuthnot Lane propose una tecnica per il trattamento delle fratture, l´osteosintesi, che consiste nel fissare sull´osso delle placche e delle viti per immobilizzarlo aspettando che l´osso si risaldi.

Nel 1890, Gluch mise a punto la prima protesi interna di ginocchio: era in avorio e funzionava con una cerniera.

 

 

SCUOLE DI FORMAZIONE, UNIVERSITA’ E CORSI DI AGGIORNAMENTO

 

La scuola di specializzazione è organizzata in cinque anni. Nei primi due viene dato ampio spazio alla didattica mentre, nei rimanenti tre anni, si cerca di coniugare la teoria alla pratica. In quest’ottica va vista anche la possibilità per ciascun studente di svolgere uno stage di un anno presso una struttura convenzionata. L’accesso alla scuola di specializzazione, riservato ai laureati in Medicina e chirurgia.

Le università che danno la possibilità di specializzarsi in Ortopedia sono:

Milano Bicocca, Verona, Roma Cattolica Sacro Cuore, Bologna, Roma Campus Bio – Medico, Seconda Università degli studi di Napoli, Brescia, Chieti e Pescara, Padova, Parma, Cagliari, Catania, Bologna, Ancona, Catanzaro, Roma Tor Vergata, Ferrara, Perugia.

 

 

PRESENZA IN ITALIA ED EFFICACIA SULLA POPOLAZIONE

 

La chirurgia ortopedica ha registrato progressi impensabili dai primi anni Ottanta ad oggi.

In Italia l’ortopedia e la traumatologia si sono imposte a livello internazionale grazie ad alcuni pionieri ed allo sviluppo di importanti Centri di eccellenza a Bologna e Milano, come il Rizzoli, il Gaetano Pini, il Galeazzi. Oggi non si va più all’estero per farsi operare all’anca, al ginocchio, al piede, alla mano, alla colonna vertebrale. Anzi, dall’estero molti pazienti vengono in Italia per farsi visitare dai nostri chirurghi che hanno sviluppato le metodologie più innovative,  meno invasive,  più efficaci, che tolgono il dolore e consentono di riacquistare completamente la propria funzionalità. Nei centri specialistici si trattano le principali patologie ortopediche e traumatologiche con particolare riferimento alla chirurgia protesica di anca, di ginocchio e spalla; l’artroscopia diagnostica e chirurgica, l’ortopedia pediatrica, le patologie vertebrali.

Un settore, quello dell´ortopedia e della traumatologia italiana, in fortissima crescita: sarebbero oltre un milione gli italiani con hanno subito un intervento per l´inserimento di un´articolazione artificale. Ogni anno sarebbero impiantati circa 180 mila nuove articolazioni, dall´anca al ginocchio fino a giungere alla spalla. E secondo questi numeri l´Italia risulterebbe essere ai primi posti in Europa per il numero di protesi d´anca impiantate con circa 100.000 impianti l´anno, con un fattore di crescita del 5% annuo, con una spesa per il Servizio Sanitario Nazionale pari a un miliardo e trecento milioni di euro per operazioni e ricoveri e 500 milioni di euro per la riabilitazione.  In testa fra le regioni italiane appaiono Lombardia ed Emilia Romagna, risultato però ottenuto per effetto della mobilità dei pazienti a livello regionale, che consente loro di scegliere l´ospedale e il luogo dove farsi operare. L´Italia è fra i Paesi europei dove si effettua il maggior numero di sostituzioni d´anca.  Su circa 700.000 interventi europei oltre centomila riguardano il nostro Paese, superato soltanto da Germania(250.000) e Francia (130.000). Quando si parla di sesso, le donne coinvolte nella sostituzione dell´anca sono il 65% dei casi che salgono al 75%  se l´impianto è successivo a una frattura da osteoporosi.

Il successo della chirurgia dell´anca dipende soprattutto dall´avvento di nuovi materiali, caratterizzati da un´usura estremamente inferiore rispetto al passato e con prestazioni ottimali a lungo nel tempo.

 

 

TRATTATO DESCRITTIVO

 

Scoliosi e malformazioni dello scheletro, fratture e lussazioni: l’ortopedia e la traumatologia salgono in cattedra. Sono due branche della medicina che hanno un’applicazione quotidiana e che sono in continuo sviluppo. L’ortopedia studia le malattie dell’apparato locomotore mentre la traumatologia si occupa della cura delle lesioni ossee. Banali episodi quotidiani come lo scivolare su una buccia o il mettere un piede in fallo in una buca della strada possono avere conseguenze disastrose sul nostro corpo e uno dei traumi più seri e frequenti, visto il notevole numero di incidenti stradali e l’aumento della vita media dell’uomo , è la lussazione dell’anca. Per chi pratica lo sport i rischi sono anche maggiori. La rottura del legamento crociato è un incidente molto frequente tra i calciatori: quadricipite contratto, piede bloccato al suolo, un movimento di torsione effettuato dal ginocchio ed è subito “crack”. Anche altri tipi di trauma sono causati da incidenti sportivi. Lennart Hovelius, famoso studioso svedese, sostiene che un giovane atleta che si lussa la spalla all´età di 16-18 anni ha più del 60 per cento di possibilità di presentare una ricaduta. Un dibattito sempre aperto è, poi, quello del peso degli zainetti dei bambini. Secondo uno studio della Northside Family Practice Clinic di Temple, negli Stati Uniti, le cartelle troppo pesanti aumentano il rischio di lesioni alla colonna vertebrale, ma solo il 4 per cento dei genitori controlla il peso degli zaini mentre il 33 per cento ammette di non averlo mai fatto. Anche le posture che i bambini assumono a scuola spesso non sono corrette e questo si ripercuote, negativamente, sulla loro colonna vertebrale. L’ambito dell’ortopedia e della traumatologia è, dunque, vastissimo ed altrettanto alta è la richiesta di specialisti.

 

La crescita degli ultimi decenni 

Un osso della gamba può diventare un braccio. Un muscolo della spalla può far muovere una gamba. Una parte del bacino può ricostruire un piede. Senza bisogno di un donatore. E se serve c’è anche una Banca dove rifornirsi. Dalla spalla al piede, dal gomito al ginocchio, dall’anca alla caviglia, tutto si può sostituire. Con un trapianto o con una protesi. E se il paziente è un bambino l’osso impiantato cresce con lui. Sono ormai tanti gli “italiani bionici” perché fra tumori, artrosi, incidenti stradali e quelli sportivi le ossa e le articolazioni sono messe a dura prova. Un tempo l’unica possibilità di un paziente che aveva subito grosse perdite di sostanza ossea per motivi oncologici o traumatici era l’amputazione. Oggi grazie alle Banche dell’osso possiamo sostituire intere articolazioni o interi segmenti ossei, possiamo effettuare trapianti freschi osteoarticolari, trapianti legamentosi o di menisco. E poi ci sono le protesi con le quali possiamo ricostruire o sostituire intere articolazioni o ossa. Dilaga l’emergenza “ginocchio”. Lo dicono le cifre: su 100 anziani 70 soffrono di artrosi del ginocchio e un quarto di questi ricorre alle protesi o all’artroscopia. Ma non basta: su 100 motociclisti che cadono, 90 subiscono la frattura della rotula ma è alto anche il numero delle fratture del femore nella parte sovracondilica e del piatto tibiale. E poi c’è l’esercito di sportivi dilettanti, dei forzati del calcetto serale tra i quali le lesioni del crociato anteriore e del menisco non si contano neppure. E poi ci sono le donne, per le quali in caso di un incidente un danno al ginocchio è in agguato quattro volte di più che negli uomini. Colpa di fattori ormonali e anatomici ma anche colpa di come la donna tende a cadere, con le gambe tese. Gli italiani sembrano dimenticarlo, ma il ginocchio sta davvero mettendo in ginocchio il nostro Paese. Eppure si continua a giocare a calcetto di sera, senza allenamento, su campi “duri” con scarpini che non aiutano certo ad ammortizzare gli sforzi, sottopondendo il fisico ad uno stress al quale non è preparato. Magari passando dal caldo di un ufficio al freddo di un campo di notte. E poi ci sono i motociclisti che hanno imparato correttamente a difendere il capo con il casco, le spalle con apposite giacche imbottite ma non fanno niente per il ginocchio che, invece, cadendo è la prima cosa che urta contro il terreno.

Le nuove frontiere dell’ortopedia possono fare molto per il ginocchio. La prima novità viene proprio in merito alla lesione del legamento crociato anteriore per il quale oggi si procede, con l’artroscopia, alla ricostruzione a due fasci al contrario di quanto avveniva prima quando si ricostruiva un solo fascio. E poi un’ altra novità è rappresentata dallo studio dei pazienti che hanno subito un danno al ginocchio. Si collocano sensori elettromagnetici, collegati ad un computer sul ginocchio. Questi sensori, consentono di valutare la cinematica del ginocchio e quindi di studiare meglio il danno. Parliamo adesso di trapianto dei legamenti. Adesso si possono acquistare da un’apposita Banca, un tempo potevano essere presi solo dallo stesso paziente. Si tratta di legamenti provenienti da cadaveri. Qualche paziente rivela perplessità davanti alla spiegazione del chirurgo, teme di poter ricevere tramite il legamento una malattia proveniente dal donatore. Il rischio in verità è veramente minimo. Per un certo tempo si è ricorso ai legamenti artificiali utilizzando il dracon, le fibre di carbonio e il poliestere. Ma adesso non si adoperano più. C’è da aggiungere che si effettuano trapianti di cartilagine prelevata dallo stesso paziente, coltivata in vitro con l’ingegneria tissutale e poi reimpiantata nello stesso paziente.  

 

Le malattie ortopediche

Le principali malattie di interesse ortopedico sono l´artrosi dell´anca, l´artrosi del ginocchio e le meniscopatie, la periartite scapolo-omerale e la sindrome del tunnel carpale.

Si tratta di patologie molto dolorose, sia in sede articolare che a livello irradiato e diffuso, che si manifestano con limitazioni funzionali, noduli periarticolari, cifosi, lordosi, stanchezza, tumefazione periarticolare, ma anche valgismo, varismo e versamenti. Articolari. Uno dei problemi spesso associati alle malattie ortopediche è l´obesità. Purtroppo, il dolore di tipo ortopedico viene esacerbato dal movimento, quindi perdere peso con l´esercizio fisico è impossibile. L´unica risorsa resta una dieta rigorosa, associata a programmi di fisioterapia e riabilitazione utili sia per il ruolo che rivestono nel periodo post-operatorio, sia per il mantenimento di un apparato muscolare robusto e di una postura corretta. A livello chirurgico, i progressi nel campo delle protesi permettono oggi interventi di sostituzione molto più sopportabili che in passato, e praticabili anche in età avanzata. Le tecniche di chirurgia in artroscopia, in particolare, consentono diagnosi precise e interventi demolitivi e di ricostruzione con il minimo disagio per il paziente. 

- Artrosi

Malattia degenerativa delle articolazioni. La sua origine può essere ossea, tendinea o muscolare. L’artrosi si sviluppa quando la cartilagine articolare non riesce a resistere alle continue sollecitazioni a cui viene sottoposta durante i movimenti.

L’insufficienza della cartilagine può essere dovuta: all’età; a fattori ereditari; all’eccesso di peso che sovraccarica; a fattori ambientali (clima, condizioni di lavoro ecc).

In principio i sintomi si manifestano con intermittenza, sicuramente il dolore è intenso al mattino, perché bisogna abituarsi al movimento, e alla sera, per la stanchezza. In seguito col degenerare della malattia il dolore diventa ininterrotto e porta a una forte riduzione della capacità di movimento. L’insieme dei sintomi varia in relazione a dove si è localizza l’artrosi, si possono rintracciare infatti artrosi del ginocchio, cervicoartrosi, spondiloartrosi, osteoartrosi. La terapia varia a seconda dell’intensità del dolore e della cronicità della malattia. Si va da interventi fisioterapici, (ginnastica, massaggi, applicazione di calore) e farmacologici (antinfiammatori, analgesici, decontratturanti) e anche termali. Nelle forme avanzate potrebbe essere necessario intervenire chirurgicamente per sostituire l’articolazione con una protesi.

- Periartrite

Infiammazione dei tessuti di natura fibrosa che circondano un’articolazione.

- Reumatismo

Insieme di patologie, acute e croniche, accomunate dalla presenza di dolore, rigidità, limitazione dei movimenti e infiammazione, che interessano soprattutto le articolazioni e i tessuti molli circostanti (tendini, muscoli, capsule articolari e borse sierose), ma che possono manifestarsi anche altrove. Il termine comprende: l’ artrosi; i reumatismi fibrotici; l’ artrite reumatoide; la gotta; i reumatismi secondari (a malattie infettive, a disturbi ormonali, a neuropatie ecc.); la spondilite anchilosante; le connettiviti; la malattia reumatica, o reumatismo articolare acuto, e alcune altre forme più rare. Si tratta di malattie molto frequenti: circa il 10% della popolazione italiana soffre infatti di una qualche forma di reumatismo.

- Scoliosi

Anomalia della colonna vertebrale, avente una curva laterale associata a rotazione anomala di alcuni corpi vertebrali. La forma essenziale colpisce prevalentemente i ragazzi in età di sviluppo e in particolare le femmine. Le forme più rare possono essere congenite o acquisite e derivare da malattie delle ossa. Le deviazioni anomale deformano sia i singoli corpi vertebrali sia il torace; compare una gobba dovuta alla deformazione delle coste e possono esservi disturbi ai polmoni e al cuore.  L´esame ai raggi X conferma la presenza o meno della scoliosi. La terapia è diversa a seconda della gravità: praticare degli sport, uso di corsetti ortopedici o nei casi più gravi, il trattamento è chirurgico.

- Pubalgia

Sintomatologia dolorosa legata a un processo infiammatorio a carico dei tendini adduttori del muscolo gracile della coscia nella zona del pube, insieme a osteonecrosi del margine inferiore della sinfisi pubica. Colpisce preferibilmente chi effettua un´attività sportiva (calcio in particolare), nel momento in cui entrano in gioco gli adduttori della coscia.

Talvolta può anche colpire una donna in gravidanza per la lassità della sinfisi pubica per le alterate condizioni ormonali e per il carico del piccolo bacino.

- Tendinite

Infiammazione del tendine che in alcuni casi può divenire tenosinovite. 

Comporta dolore e riduzione motoria dell´articolazione e della porzione dell´arto infiammato.

- Ernia del disco

Patologia del disco intervertebrale che consiste nella fuoriuscita del nucleo polposo (parte centrale del disco intervertebrale) attraverso le fibre dell’anulus fibrosus (parte periferica dello stesso).

- Cifosi

Deviazione della colonna in senso antero-posteriore con convessità posteriore, generalmente localizzata al tratto dorsale con accentuazione, in tal caso della normale cifosi dorsale.

Deviazione della colonna vertebrale con convessità posteriore. Tutti noi abbiamo un certo grado di cifosi il problema si riscontra quando la curvatura assume un grado patologico. Generalmente la cifosi è associata a iperlordosi dei tratti cervicale e lombare.

L’origine della malattia può essere posturale: quando si assume abitualmente una posizione scorretta, oppure congenita, causata quindi da malformazioni ossee presenti fin dalla nascita. Le alterazioni posturali possono essere causate anche da processi infiammatori, traumi, infezioni, malattie del collagene, alterazioni neuromuscolari localizzate alla colonna.

Per eseguire una corretta valutazione è necessario fare flettere il soggetto e osservarlo di lato. La curvatura della spina dorsale presenta un punto non armonico con una sorta di punta. La cifosi si può valutare anche con una radiografia.

- Ernia

Fuoriuscita di un viscere dalla propria sede naturale. Si distinguono tra congenite o acquisite; tra interne, se non è possibile osservarle dall’esterno (come nel caso dell’ ernia iatale), ed esterne, quando sono visibili (come nel caso dell’ ernia inguinale). Di solito non presentano sintomi, ma in alcuni casi possono diventare dolorose o generare complicazioni, come infiammazioni, l’intasamento di un condotto (caso tipico è l’accumulo di feci nell’intestino), lo strozzamento di vasi, ecc. Vengono curate chirurgicamente.

- Cefalea

Più comunemente chiamato mal di testa, è un comune dolore alla testa le cui cause possono essere sconosciute o rintracciabili in patologie generali o specifiche delle strutture anatomiche del capo sia intracraniche sia extracraniche. Alla base della cefalea potrebbe esserci un meccanismo unitario biochimico-vascolare, il cui punto di origine è un´ipersensibilità dei recettori periferici e centrali ai mediatori dell´ impulso nervoso.

Sia la cefalea di origine vascolare (per vasospasmo) sia quella di origine nevralgica sono riconducibili alla stessa causa scatenante.

- Distorsione (o stiramento), lesione che interessa la capsula e i legamenti di un´articolazione.

Colpisce frequentemente il ginocchio, il collo del piede, il gomito, le dita e la colonna vertebrale. Viene provocata da un trauma indiretto ed è molto frequente nell´età adulta.

Il soggetto avverte dolore all´articolazione, che appare anche gonfia.

Se lievi guariscono abbastanza tranquillamente, se gravi possono degenerare in cedimenti, ulteriori distorsioni o artrosi.

 

Ecco l´elenco completo delle malattie ortopediche:

Acetaboloplastica

Acondroplasia

Acrocefalosindattilia

Algodistrofia

Alluce valgo

Amiloidosi

Apofisite

Arto fantasma

Artrite

Artrite infettiva

Artrite psoriasica

Artrite reumatoide

Artrosi

Artrosi cervicale

Artrosinovite

Ascesso ossifluente

Atrofia muscolare progressiva

Borsite

Brachidattilia

Calcificazione

Calciopenia

Cefalea

Cifoscoliosi

Cifosi

Condrite

Condrodistrofia

Condroma

Condromalacia

Condrosarcoma

Congelamento

Coxa plana

Coxa valga

Coxa vara

Coxite

Crampo

Decalcificazione

Discopatia

Disostosi

Distacco epifisario

Distorsione

Distrofie muscolari

Emartro

Ematoma

Emipansinusite

Empilegia

Encondroma

Entesopatia

Epicondilite

Epifisite

Epitrocleite

Ernia

Ernia del disco

Esostosi

Fascite eosinofila

Fascite plantare

Fibrogenesi imperfetta dell´osso

Fibroma

Fibroma non ossificante

Fibroma ossificante

Fibromatosi

Fibromialgia

Fibrosarcoma

Fibrosite

Focomelia

Frattura

Fratture maxillofacciali

Ginocchio valgo

Ginocchio varo

Gonartrosi

Granuloma eosinofilo dell’osso

Idrope

Infrazione

Iperostosi frontale esterna

Lombartrosi

Lussazione

Macrocefalia

Mal di schiena

Malattia di dupuytren

Malattia di hand-schuller-christian

Malattia di perthes

Malattia reumatica

Malattie neuromuscolari infantili

Mastoidite

Micrognatismo

Miopatia

Miositi

Morbo di paget

Neurodocite

Nevralgia brachiale

Osteite

Osteite fibrosa cistica

Osteoartrite

Osteoartropatia

Osteoartrosi

Osteocondrite

Osteocondrodistrofia

Osteocondrosi

Osteocondrosi apofisaria

Osteodistrofia

Osteofitosi

Osteoma

Osteomalacia

Osteomielite

Osteoperiostite

Osteopetrosi

Osteoporosi

Osteosarcoma

Panartrite

Paralisi

Paraplegia

Patereccio

Periartrite

Periostite

Piede cavo

Piede equino

Piede piatto

Piede supinato

Piede torto

Piede valgo

Piede varo

Platispondilia

Poliartrite

Polidattilia

Pseudoartrosi

Pubalgia

Rachitismo

Reumatismo

Sarcoma

Sciatica

Sclerosi laterale amiotrofica

Scoliocifosi

Scoliosi

Scrofola

Sindrome del tunnel carpale

Sindrome di albright

Sindrome di ehlers-danlos

Sindrome di marfan

Sindrome di reiter

Slogatura

Spasticita

Spina bifida

Spondilartrosi

Spondilite

Spondiloartrite anchilosante

Spondilolistesi

Spondilomalacia

Spondilosi

Strappo muscolare

Sublussazione

Tarsalgia

Tenalgia

Tendinite

Tenorrafia

Tenosinovite

Tenostosi

Tenotomia

Torcicollo

Trauma da decelerazione

Trazione

Valgismo

 

Ortopedia pediatrica 

Branca superspecialistica dell’Ortopedia selettivamente dedicata al trattamento della patologia dell’apparato locomotore del bambino e dell’adolescente. Queste condizioni vengono di seguito riassunte sinteticamente e limitatamente alle forme di più comune riscontro.

- Patologie malformative

Parte rilevante e qualificante dell’attività assistenziale è rivolta alla cura delle patologie malformative dello scheletro. Tra quelle che interessano il piede si ricordano le più comuni, quali il metatarso varo, il piede torto congenito, la polidattilia, ma anche le più rare come l’alluce varo congenito ed il gigantismo del piede. La diagnosi precoce, clinica ed ecografica, ed il trattamento, conservativo e chirurgico, della lussazione congenita all’anca costituiscono anch’esse specifico ed abituale campo di competenza  dell’ortopedia pediatrica. 

Anche il trattamento della rara lussazione congenita al ginocchio trova nello specialista in ortopedia pediatrica la naturale figura professionale di riferimento.

- Disturbi dell´accrescimeto

In questo eterogeneo capitolo trovano collocazione una miscellanea di condizioni al confine tra la normale variabilità costituzionale e la franca espressione di patologia.

Esempi in tal senso paradigmatici sono il piede piatto e le variazioni dell’asse anatomico degli arti inferiori (ginocchio varo e ginocchio valgo).  

Queste alterazioni possono essere normale espressione di variabilità individuale, o  piuttosto di vera patologia, in funzione di parametri biologici e radiometrici che ne consentono una precisa identificazione   ed orientano in modo decisivo il trattamento.  La differenza di lunghezza degli arti (dismetria) quando eccedente i limiti della variabilità fisiologica può richiedere la correzione chirurgica (accorciamento dell’arto ipermetrico o allungamento dell’arto ipometrico). Le cause della dismetria possono essere molteplici potendo essa conseguire a patologie genetiche, malformative, post-traumatiche etc.. Rientrano genericamente nel vasto capitolo dei disturbi di accrescimento anche le osteocondriti. Con questo termine si fa riferimento ad un gruppo non omogeneo di condizioni cliniche e radiografiche caratterizzate da disturbi focali dei normali meccanismi di ossificazione e accrescimento dello scheletro immaturo. Le cause etiopatogenetiche non sono sempre ben definite e sono probabilmente molteplici (vascolari, endocrine, meccaniche etc.). La denominazione della malattia varia in relazione alla sede della localizzazione, Morbo di Perthes a livello dell’anca, morbo di Osgood-Schlatter a livello della tuberosità tibiale anteriore. La scoliosi è la deformità rigida e progressiva della colonna vertebrale in accrescimento. Generalmente descritta come deformazione ad “S italica” della normale conformazione rettilinea del rachide sul piano frontale essa richiede una diagnostica precoce ed un adeguato trattamento conservativo (ortesico e riabilitativo) per limitare il rischio  di dover ricorrere ad una impegnativa procedura di correzione chirurgica.

- Patologia Tumorale  

Anche se la patologia tumorale è molto più frequente nell’età adulta, essa non risparmia purtroppo l’età pediatrica. Fortunatamente nella maggioranza dei casi prevale la patologia tumorale benigna. In questo ambito le condizioni che più frequentemente richiedono l’intervento dell’ortopedico sono l’esostosi osteocartilaginea,  la cisti ossea solitaria o aneurismatica,  l’osteoma osteoide.

- Patologia infettiva

La patologia infettiva dell’apparato locomotore infantile non è di frequente riscontro alle nostre latitudini e nel nostro avanzato contesto sociosanitario Tuttavia l’osteomielite ematogena e le osteoartriti settiche possono pregiudicare severamente la funzionalità dell’apparato scheletrico ed articolare quando non tempestivamente diagnosticate ed appropriatamente trattate.

- Paralisi cerebrale infantile 

La cerebropatia infantile perinatale può esitare in una condizione di spasticità di grado diversamente invalidante. Le forme più severe si associano a deformità articolari e scheletriche che possono richiedere interventi chirurgici volti al riallineamento ed al riequilibrio funzionale degli arti. Il ricorso a capsulotomie, allungamenti e trasposizioni tendinee, osteotomie correttive può in alcuni casi migliorare sensibilmente il nursing e l’autonomia funzionale di questi pazienti.

- Traumatologia 

Il trattamento delle fratture nello scheletro in accrescimento differisce sostanzialmente da quello comunemente praticato nell’età adulta. Le peculiari caratteristiche biomeccaniche dell’osso infantile, la presenza delle cartilagini di accrescimento e le elevate capacità di rimodellamento dello scheletro del bambino richiedono lo specifico background culturale e formativo  dello specialista in ortopedia pediatrica. La mininvasività, il rigoroso rispetto delle cartilagini di accrescimento, la disponibilità di attrezzature e dispositivi dedicati, la conoscenza di tempi, modalità e limiti del rimodellamento, specifici per ciascuna differente lesione, sono elementi che condizionano la condotta terapeutica ed incidono notevolmente sul risultato funzionale. 

 

 

 

 

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