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otorinolaringoiatria

otorinolaringoiatria

Il termine otorinolaringoiatra significa appunto “studio di orecchio, naso e laringe”.

La otorinolaringoiatria è una specializzazione della medicina chirurgica che studia le patologie di orecchio, naso e gola. In più questo ramo della medicina si occupa anche di malattie che riguardano altre zone collegate alla testa e al collo come tiroide, tonsille, ghiandole salivari. 

 

 

CENNI STORICI

 

Fin dall’antichità, l’orecchio e il suo funzionamento hanno costituito fonte di ricerche di tipo magico; secondo Platone, ad esempio, l’udito aveva sede nel fegato. Le conoscenze sull’anatomia dell’orecchio -soprattutto interno- erano però poche, infatti la maggior parte delle descrizioni risalenti all’età antica si limitano a trattare l’orecchio esterno.                        

Già il medico greco Ippocrate però, nel 450 a.C. circa, fornisce per primo una descrizione del timpano utilizzando termini medico-razionali.

Abbiamo molte testimonianze risalenti ai tempi antichi di casi di sordità causata da infezioni o infiammazioni all’apparato uditivo. In alcuni casi, per cercare di migliorare l’acustica in caso di parziale sordità,  si usava portare all’orecchio corna di animali.  

I primi passi in avanti nello studio dell’apparato uditivo sono stati compiuti dal medico e filosofo romano Claudio Galeno (129-201 d.C.), che per primo è arrivato ad affermare che il nervo acustico è l’organo di “trasmissione” delle impressioni sonore al cervello.

Successivamente, con Giovanni Filippo Ingrassia (1510-80) si giunge alla scoperta della staffa, un piccolo osso presente nell’orecchio, mentre con Gabriele Falloppio (1523-62) viene descritto per la prima volta il timpano, le sue connessioni con gli ossicini dell’udito e dell’impalcatura ossea dell’orecchio interno. Si scoprono, inoltre, il labirinto e la chiocciola. 

Le scoperte più importanti si sono avute poi a partire dal XVI secolo con l’ausilio del microscopio, che ha permesso di arrivare a descrivere l’orecchio così come lo conosciamo oggi. Nel 1650 il tedesco Athanazius Kirker realizza il primo prototipo di protesi acustica, che consisteva in una specie di imbuto da appoggiare all’orecchio. Da tale momento inizia a diffondersi l’uso di questa sorta di cornetti acustici, fabbricati con diversi tipi di materiale. Al medico austriaco Ferdinand Alt si deve nel 1900 la prima protesi alimentata da elettricità, ancora però piuttosto ingombrante e poco estetica. A partire poi dagli anni Cinquanta, con l’invenzione dei transistor, si iniziano a realizzare protesi acustiche fornite di piccolissime batterie, da introdurre all’interno dell’orecchio e quasi invisibili.

Per quanto riguarda invece le patologie inerenti la zona della laringe, uno degli interventi che da sempre si è eseguito con maggiore frequenza è la tonsillectomia. Nel corso della storia, sono state attribuite alle tonsille funzioni diverse. Alcune credenze popolari -totalmente errate- associavano le tonsille a ormoni di tipo sessuale, per cui si pensava addirittura che i bambini che si sottoponevano all’intervento di asportazione avrebbero avuto disturbi nella crescita e funzionalità sessuale alterata da adulti. Alcune interessanti informazioni relative ad operazioni di tonsillectomia nel mondo antico ci giungono nuovamente da Ippocrate, che descrive l’asportazione delle tonsille manualmente con le dita o, nel caso in cui queste non si stacchino, con l’aiuto di un uncino e di un bisturi. In realtà, fino alla prima metà del Novecento questo tipo di intervento (che oggi si realizza in anestesia totale) è stato effettuato senza alcuna anestesia utilizzando uno strumento chirurgico a forma di piccola ghigliottina che strappava le tonsille. Solo negli ultimi anni, inoltre, sono stati rivisti i parametri che consigliano questo tipo di intervento, che in passato era eseguito con molta frequenza: la tonsillectomia era infatti considerata come una misura di sanità pubblica.

 

 

SCUOLE DI FORMAZIONE, UNIVERSTA´ E CORSI DI AGGIORNAMENTO

 

L´iter formativo per ottenere il titolo di specialista in otorinolaringoiatria in Italia è la Laurea in Medicina e Chirurgia, della durata di 6 anni, e la specializzazione in otorinolaringoiatria e chirurgia cervico-facciale, della durata di 5 anni.

Le facoltà di medicina e chirurgia sul territorio nazionale sono suddivise nel seguente modo:

Ferrara, Cagliari, Messina, Roma La Sapienza, Bologna, Torino, Milano, Bari, Padova, Napoli, Perugia, Parma, Modena e Reggio Emilia, Foggia, Genova, Verona, Milano Un. Vita e Salute S. Raffaele, Brescia, L’Aquila, Ancona, Palermo, Trieste, Salerno, Chieti e Pescara, Un, Piemonte Orientale Amedeo Avogrado, Un. Insubria di Varese e Como, Firenze, Udine, Seconda Università degli studi di Napoli, Catanzaro, Milano Bicocca, Roma Cattolica Sacro Cuore, Siena, Un. Del Molise di Campobasso, Roma Tor Vergata, Roma Campus Bio – Medico, Pavia, Napoli Federico II, Taranto, Teramo, Lecce, Roma Un. Degli studi Foro Italico, Brindisi.

Le scuole di specializzazione in otorinolaringoiatria sono presenti nei seguenti atenei:

Verona, Università del Piemonte orientale Amedeo Avogrado (Novara),Roma  La Sapienza, Roma Campus Bio – medico, Roma Tor Vergata, Roma Cattolica Sacro Cuore, Genova, Milano, Milano Bicocca, Modena e Reggio Emilia, Brescia, Perugia, Chieti, Bologna, Cagliari, Napoli Federico II, Bari, Pisa, Padova, Messina, Parma, Firenze, Pavia, Catanzaro, Torino, Trieste, Udine.

 

 

PRESENZA IN ITALIA ED EFFICACIA SULLA POPOLAZIONE 

 

La sordità ed i disturbi uditivi ad essa legati costituiscono un serio problema medico e sociale. Questa malattia colpisce soprattutto l’età infantile e la popolazione anziana per gli inevitabili processi di deterioramento sensoriale legati all’età. Nel 1995 nasce l´A.I.R.S., Associazione Italiana per la Ricerca sulla Sordità - Onlus, che si avvale di un prestigioso Comitato Scientifico-Tecnico che rappresenta molte Università Italiane ed Istituzioni Ospedaliere operanti prevalentemente nello specifico settore audiologico ed otologico. Si avvale inoltre della collaborazione scientifica con la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università “La Sapienza” di Roma. Gli obiettivi primari dell’Associazione sono sia la promozione e finanziamento della ricerca scientifica sulla sordità e sui più gravi disturbi uditivi mediante la raccolta dei fondi necessari, sia il miglioramento delle  conoscenze sulle possibilità di prevenzione e cura della malattia. Inoltre fornisce notizie ed aggiornamenti medici, assistenziali e normativi ai propri sostenitori, sensibilizza l´opinione pubblica, le Amministrazioni ed i mezzi di informazione su tutte le problematiche connesse alla Sordità e offre servizi di assistenza, consulenza, orientamento ed aggiornamento nel campo della prevenzione, diagnosi e trattamento dei problemi uditivi.

L´Associazione Italiana Otorinolaringoiatri Libero Professionisti (A.I.O.L.P.) è una organizzazione senza fini di lucro nata il 18 Maggio 1989 con l´obiettivo di riunire e rappresentare tutti gli Specialisti in Otorinolaringoiatria, Audiologia e Foniatria. L´Associazione mira a tutelare il prestigio della figura dell´Otorinolaringoiatra Libero Professionista, a valorizzarne la qualificazione professionale e scientifica, a promuoverne e sostenerne in modo permanente la formazione, a rappresentare la categoria in difesa dei suoi peculiari problemi deontologici, medico-legali, fiscali, previdenziali, assicurativi ed economici.

 

 

TRATTATO DESCRITTIVO 

 

L´otorinolaringoiatria si occupa del trattamento medico e chirurgico delle patologie dell´orecchio, del naso, della gola e delle altre strutture correlate della testa e del collo. Nonostante queste parti appaiano poco collegate, sono colpite congiuntamente da un´infezione o interessate dallo stesso trauma e per questo motivo sono trattate da uno specialista unico.

L´organo dell´udito è costituito dall´orecchio, suddiviso in tre parti: l’orecchio esterno, che ha il compito di raccogliere le onde sonore vibrando in risposta ai mutamenti di pressione dell’aria e dando così origine ai suoni; l’orecchio medio, deputato a ricevere e a trasmettere le vibrazioni prodotte dalle onde sonore all´orecchio interno, il quale trasmette gli stimoli derivanti dalle vibrazioni all´encefalo e presiede al senso dell´equilibrio.                            

I principali sintomi dei disturbi all’orecchio sono le ipoacusie (una riduzione, più o meno grave  dell´udito,) l’otorrea ( una secrezione dal condotto uditivo esterno in seguito ad una perforazione della membrana del timpano,)  gli acufeni (fischi o ronzii nell’orecchio), le vertigini e l’otalgia (forma di dolore localizzato a livello auricolare.) Nel momento in cui essi si presentano, si deve procedere con un’anamnesi, ovvero una raccolta completa di accertamenti effettuata dallo specialista riguardanti il periodo d’insorgenza del sintomo. E’ utile anche analizzare denti, tonsille, lingua, ghiandole salivari, perché può succedere che i sintomi possano partire da una di queste sedi ed estendersi fino all’orecchio. 

L’otite è un´infiammazione dell´orecchio medio o esterno, classificata in acuta e cronica secondo la sua durata. I sintomi tipici dell´otite, in generale, sono il mal d´orecchio, la sordità, gli acufeni (fischi o ronzii nell’orecchio), il prurito. Questi sintomi principali possono essere associati ad altri, quali la febbre, i brividi di freddo, la nausea, il vomito e la diarrea. Un esame fisico del paziente (attraverso un otoscopio) può determinare i sintomi, e quindi far porre diagnosi, di otite. L’otite esterna è comune soprattutto negli adolescenti e nei giovani ed è molto più frequente nei mesi estivi per il nuoto in piscina o in acque di mare inquinate. I traumi sono dovuti ad esempio all´inserimento di oggetti estranei nell´orecchio, come la pulizia effettuata con bastoncini di cotone. Inoltre, la presenza di umidità può costituire il luogo ideale per la proliferazione dei funghi e può predisporre l´organo a un´infezione fungina. Di solito in un paio di settimane l’infiammazione scompare e si ristabilisce un quadro normale, talvolta però il processo recidiva e si cronicizza.   L’otite media è causata da un’infezione batterica o virale. Sono soprattutto i bambini a esserne colpiti perché la tuba d´Eustachio del loro orecchio è più breve di quella degli adulti ed è un perfetto ricettacolo per batteri e virus. A fronte dell’infiammazione si assiste alla formazione di un “pus”, mentre la membrana timpanica si gonfia e non vibra più come prima, con conseguente temporanea perdita d’udito, dolore, irritabilità e difficoltà nel mangiare e nel dormire. La cura dell´otite media acuta si basa sull´uso di analgesici/antipiretici (come il paracetamolo) per il dolore e/o la febbre e l´uso di lavaggi nasali con soluzione fisiologica seguiti da decongestionanti.

La dermatite dei condotti uditivi è un’infiammazione dei condotti uditivi che colpisce prevalentemente soggetti allergici. Lo stato allergico può essere generale (inalanti o alimenti) o locale (detergenti, cosmetici, tinture per capelli, prodotti per l´igiene personale).                

I sintomi possono essere: prurito, bruciori, secrezione talvolta maleodorante o desquamazione epidermica. 

In caso di episodi recidivanti o cronicizzati è importante cercare di determinare, quando è possibile, l´esistenza di una patologia allergica a inalanti, a sostanze varie, ad alimenti, mediante test specifici. La terapia è medica e si basa su farmaci applicati localmente dal paziente o con medicazioni eseguite dallo specialista.

La micosi è una dermatite che colpisce il condotto uditivo in genere da un solo lato, causata da funghi di vario tipo. La maggior parte delle infezioni da funghi sono trasmesse all´uomo dall´ambiente, per inalazione o attraverso il contatto con materiali infetti. La terapia medica si basa su farmaci applicati localmente dal paziente o mediante medicazioni eseguite dallo specialista. Se non adeguatamente curata una micosi può persistere a lungo, estendersi ad altre parti del corpo. 

La labirintite è un´infiammazione della parte dell´orecchio chiamata appunto labirinto; la sua causa è sconosciuta, ma poiché generalmente appare dopo un´infezione delle vie aeree superiori o dopo l´otite media, probabilmente accade in conseguenza di un´infezione di origine virale o batterica. Sono considerati fattori di rischio della labirintite qualsiasi infezione di origine virale, le infezioni alle vie respiratorie o all´orecchio, il fumo, le allergie, l´abuso di alcol. I sintomi tipici della labirintite sono le vertigini, accompagnate da nausea o vomito, perdita dell´equilibrio, sbandamento, sordità e movimenti oculari involontari. La labirintite ha un decorso di alcune settimane durante le quali bisogna somministrare farmaci come anticolinergici, antistaminici, antiemetici e sedativi.              

Inoltre è necessario che il paziente rimanga immobile durante le crisi di vertigini, stia a riposo e riprenda con gradualità le sue attività. 

La sordità è la perdita di udito totale o parziale, a una o a entrambe le orecchie.

Molteplici cause possono provocarla, tra cui la perdita di conduzione, dove i tre ossicini dell´orecchio (staffa, incudine e martello) non riescono più a far giungere alla coclea i suoni, e la perdita del nervo, dovuta a una mancata o ridotta funzionalità del nervo uditivo a causa di una qualche lesione. Mentre la perdita di conduzione è spesso reversibile, la perdita del nervo è invece una condizione permanente. Altre cause possono essere di tipo genetico o congenito (cioè presenti già alla nascita), possono essere di origine infettiva (meningite, morbillo, scarlattina, otite), di origine traumatica (perforazione del timpano, frattura cranica, barotrauma, traumi acustici in generale) o più semplicemente legata all´età o al tipo di lavoro che si svolge. L´unico trattamento disponibile tende a ristabilire non l´integrità dell´organo colpito, bensì la possibilità di sentire attraverso l´impianto di protesi auricolari interne o esterne.

La microchirurgia dell´orecchio medio è indirizzata a curare e risolvere i problemi riguardanti le sordità come ad esempio l’otosclerosi, una malattia a carattere ereditario che comporta principalmente un deficit uditivo di tipo progressivo, che può essere associato o meno ad acufeni (fischi o ronzii nell’orecchio) e leggeri disturbi dell’equilibrio, oppure malformazioni del condotto uditivo esterno (esostosi e osteomi) e del sistema timpano-ossiculare (perforazioni ed erosione ossiculare). 

Il naso è l’organo del senso dell’olfatto; è costituito da una parte sporgente (naso esterno), da una parte interna (cavità nasale).

Il naso esterno è in continuazione diretta con la fronte; le ossa nasali si saldano fra di loro mediante la sutura internasale, lateralmente con il mascellare e superiormente con il frontale. Insieme alle cartilagini nasali contribuiscono a formare la volta nasale.

Le cavità nasali formano la parte interna del naso; anteriormente si aprono nel naso esterno mediante le narici; posteriormente terminano in una fessura verticale a lato della porzione superiore della faringe, sopra il palato molle e vicino agli orifizi delle trombe di Eustachio, che portano alla cavità timpanica dell´orecchio. 

Sia le cavità nasali sia le narici sono rivestite da mucosa, che produce muco. Le narici inoltre sono dotate di peli duri, detti vibrisse; sia il muco che le vibrisse impediscono il passaggio a sostanze estranee, quali la polvere o piccoli insetti, che altrimenti potrebbero penetrare nelle vie respiratorie insieme all´aria inspirata.

Nella regione del naso deputata alla percezione olfattiva, la mucosa è molto spessa; qui si trovano le terminazioni nervose che ci permettono di percepire gli odori. L´ odore viene avvertito quando i suoi componenti chimici vanno a stimolare le cellule preposte a questo compito che trasmettono gli impulsi ai centri cerebrali; qui i messaggi vengono decodificati, interpreti e trasformati in sensazioni olfattive.

Le cavità nasali esercitano una triplice funzione: respiratoria, olfattiva e fonatoria.

Dalla funzione respiratoria dipende il buon funzionamento di tutto l´apparato respiratorio; le fosse nasali controllano il flusso d´aria in entrata che, attraverso i peli nasali e il muco, viene filtrato, riscaldato e umidificano, per poi  arrivare ai polmoni.

La funzione respiratoria può essere "sostituita" dalla respirazione orale, ma in questo caso l´aria non viene più filtrata né umidificata o riscaldata, pertanto potrebbe provocare faringiti, bronchiti ed altre patologie dell´apparato respiratorio.

La funzione olfattiva è importantissima perché ci mette in relazione con il mondo esterno e ci permette di percepire odori piacevoli e sgradevoli, a volte veri e propri campanelli d´allarme (per esempio, nel caso di fumo o fughe di gas).

Può essere considerata, a giusta ragione, la funzione più nota e più utilizzata del naso, che non potrebbe essere sostituita con nessun altro organo del corpo; essa riveste grande importanza anche in concomitanza con il senso del gusto nella percezione dei ricordi, dei sapori e perfino nell´attrazione sessuale, grazie alla sua capacità di percepire l´emissione di ferormoni.

Le particelle odorose raggiungendo la mucosa olfattiva ne stimolano le ghiandole che, attraverso  il nervo olfattivo, trasmettono l’informazione  ai centri olfattivi cerebrali i quali la trasformano in sensazioni di odore. 

Per quanto riguarda invece la funzione fonatoria, il naso, con le sue cavità, funziona da vera e propria cassa di risonanza per tutti i suoni vocali e come organo  di emissione per alcuni suoni detti appunto nasali, come "n", "m", "gn”. 

Una delle patologie del naso più diffuse è la rinite, che consiste nell´irritazione o nell’infiammazione delle mucose nasali. Sintomi tipici di questa condizione sono il naso che cola, il prurito e la congestione; può essere dovuta a virus, batteri ma anche ad una qualche reazione allergica. 

La rinite allergica (anche nota come raffreddore allergico o raffreddore da fieno) rappresenta l´affezione più comune a carico delle alte vie aeree e si ritiene che circa il 20% della popolazione sia affetta da questa patologia (di vario grado ed entità);  può essere stagionale, presentandosi con l’arrivo dei pollini, oppure perenne, quando si presenta tutto  l’anno ed è provocata da una ipersensibilità agli acari della polvere, alle muffe e agli animali domestici. 

La rinite allergica è solitamente curata con la somministrazione di antistaminici, che hanno l´effetto di ridurre la risposta immunitaria verso gli agenti scatenanti. Gli antistaminici, però, hanno anche l´effetto indesiderato di indurre sonnolenza, quindi è bene utilizzarli quando non ci siano situazioni di rischio, come alla guida dell´auto o maneggiando macchinari potenzialmente pericolosi. 

Un’altra patologia del naso molto comune è la sinusite.  Spesso confusa con il comune raffreddore, a causa di sintomi molto simili, essa consiste nello stato di infiammazione delle membrane mucose solitamente provocata da batteri, più raramente da virus e funghi (per esempio, in alcune persone con un sistema immunitario debilitato oppure in individui allergici); è detta acuta se dura dalle tre alle otto settimane, cronica se dura di più.

Il comune raffreddore è una patologia che dura all´incirca due settimane, senza produrre febbre, tranne che nei più piccoli, ma con sintomi come irritazione del naso, della gola e spesso dei bronchi; generalmente è accompagnata da frequenti starnuti e congestione nasale ma non da dolore alle articolazioni, che, invece, è un sintomo tipico dell´influenza.                

Talvolta può essere confuso con l´allergia o con malattie causate da batteri.

Epistassi è, invece, il nome scientifico con cui si denomina la perdita di sangue dal naso. Nel naso circolano tantissimi capillari che possono rompersi facilmente; le cause più comuni dell´epistassi sono la rinite allergica, raffreddore, la presenza di corpi estranei all´interno del naso, traumi, l´utilizzo di alcuni farmaci.

Tra le malattie del naso, molto più seri sono i Polipi oppure le Neoplasie. 

Nel primo caso si tratta di un ispessimento della parete interna del naso, simile a un nocciolo, solitamente dovuto a un’infiammazione (rinite, sinusite). Si cura con cortisonici, ma spesso non si ottiene la completa eliminazione del polipo, che deve essere asportato chirurgicamente, soprattutto perchè potrebbe essere una manifestazione di nascenti neoplasie benigne o maligne.

Le  neoplasie sono, invece, forme tumorali i cui sintomi sono emorragia monolaterale, ostruzione della narice, gonfiore facciale. Esistono vari tipi di Neoplasie: papillomi esofitici, papillomi invertiti dei seni nasali (tumori locali maligni), carcinoma epidermoidale, fibromi e neurofibromi (benigni).

La laringe è l’organo situato nel collo che permette la fonazione, la respirazione e la deglutizione. È un organo cavo, al di sopra del quale si trova la faringe e al di sotto la trachea, formato da cartilagine e muscoli ed internamente ha un rivestimento mucoso. Lo scheletro cartilagineo è formato da sei cartilagini: aritenoide, corniculata, cuneiforme (dette cartilagini pari e simmetriche) cricoide, epiglottide e tiroide (dette impari). Durante la deglutizione, l’epiglottide si sposta e va a chiudere l’ingresso della laringe, facendo in modo che il cibo vada nell’esofago. Tra i muscoli che compongono la laringe, ce ne sono due esterni chiamati cricoide e tiroide che contraendosi fanno avvicinare e tendere le corde vocali generando la voce. Le corde vocali si trovano all’interno della laringe e si dividono in due superiori (chiamate false), che hanno solo una funzione protettiva, e corde vocali vere, che permettono la fonazione. La differenza tra il tono di voce maschile e quello femminile è dovuta proprio alla diversa dimensione della laringe tra uomo e donna. 

La laringe, insieme alla trachea e ai bronchi, costituisce il tratto inferiore delle vie respiratorie. L’aria inspirata diretta ai polmoni passa attraverso la zona della glottide, circondata e protetta dalla laringe. 

Una delle patologie più frequenti che interessano questa zona è la laringite, cioè una infiammazione della laringe di origine batterica o virale. La laringite acuta è un tipo di infiammazione di breve durata (qualche giorno) causata da una allergia, da un virus o dal fatto di aver preso freddo. Nel caso in cui questa venga trascurata, in alcuni casi può trsformarsi in laringite cronica, cioè di lunga durata (più frequente nelle persone che fanno un uso prolungato della voce, come i cantanti).  

Tra le patologie causate da abuso o comunque cattivo uso della voce troviamo anche la miopatia delle corde vocali, cioè una infiammazione cronica di laringe e corde vocali.  

Sempre l’eccesso nell’uso della voce è tra le cause più frequenti dei noduli alle corde vocali, piccoli ingrossamenti che si formano appunto sulle corde vocali e che se non diagnosticati in tempo possono trasformarsi in polipi.

Altra tipologia di malattia è la paralisi laringea, una specie di paralisi delle corde vocali che non rende possibile l’emissione della voce. La causa può essere un trauma, un intervento chirurgico nella zona del collo, una malattia infettiva. 

Il tumore della laringe, più frequente negli uomini che nelle donne, ha come causa maggiore il tabagismo, seguito dall’alcolismo. Come per altri tipi di tumori, se diagnosticato in tempo, aumentano le probabilità che questo possa essere curato e che si possano mantenere intatte le funzioni della laringe.

 

 

 

 

 

 

 

 

  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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